Tutti Grillini?

Sembra che il “grillismo” sia contagioso. Il Partito Democratico di Bersani ha preparato un programma in otto punti con i quali, in caso di incarico da parte del Presidente Napolitano, intende fare un governo con l’appoggio (non è ancora chiaro se e come) del Movimento 5 Stelle. Gli otto punti programmatici sono evidentemente confezionati in […]

Sembra che il “grillismo” sia contagioso. Il Partito Democratico di Bersani ha preparato un programma in otto punti con i quali, in caso di incarico da parte del Presidente Napolitano, intende fare un governo con l’appoggio (non è ancora chiaro se e come) del Movimento 5 Stelle. Gli otto punti programmatici sono evidentemente confezionati in modo da attrarre le simpatie dei Grillini e, infatti, parlano di misure anti-casta, banda larga, ottimizzazione del ciclo dei rifiuti, recupero delle aree dismesse, misure per la tracciabilità, rivisitazione delle procedure di Equitalia, norme sui conflitti di interesse. La strizzata d’occhio al partito di Grillo è evidente, il partito che ha tecnicamente vinto le elezioni corteggia quello che le ha moralmente vinte, tanto è vero che qualche giornale ha titolato: “PD a 5 stelle”.

Anche il governo Monti sembra diventato un po’ grillino. Nelle ultime deliberazioni il Governo ha emesso norme sulla pubblica amministrazione che riguardano anche consulenti e collaboratori. Insomma, un tentativo di mettere un po’ d’ordine e, soprattutto, di regole chiare ed efficaci. Per non parlare degli intellettuali che sul Corriere della Sera hanno pregato Grillo di dire di sì a Bersani.

Il mondo cattolico è pure interessato al Grillismo. Molti settimanali cattolici dicono addirittura che molte richieste di Grillo le avrebbe dovute fare la Chiesa in virtù del suo ruolo profetico, come per esempio denunciare gli stipendi troppo grandi oppure la corruzione nelle istituzioni.

Cosa dire, quindi? Siamo tutti Grillini? Secondo me ci sono due cose da tenere presenti. La prima è che molti elettori del Movimento 5 Stelle non sono Grillini, ossia non hanno dato una adesione ideologica, ma hanno approfittato dell’unica possibilità che avevano per esprimere noia, dissenso e disillusione politica. La seconda è che non è ancora pienamente emerso il vero substrato culturale del Grillismo, che alcuni articoli di Massimo Introvigne, di Marianna Rizzini o di Giulio Meotti stanno portando alla luce. E che ha caratteristiche che né molti suoi elettori, né il PD, né Monti, né i cattolici ingenui si immaginano.



Un commento su “Tutti Grillini?

  1. Claudia Herrath ha detto:

    La crisi etica e morale della politica,induce gli elettori a scelte sull’onda dello sdegno e sul desiderio di cambiamento. I cattolici oggi sono come pellegrini, che fanno varie tappe lungo il cammino che li porterà a destinazione. Sono tappe che si fanno perchè la meta sembra lontana, ma l’unico pensiero è quello di raggiungerla. C’e’ l’esigenza di un partito per i cattolici, che deve essere fondato su valori morali profondi, perchè essi sono radicati nelle loro coscienze, quindi assolutamente non negoziabili. Un partito dunque per i cattolici, ma anche per tutti quelli che auspicano una politica che abbia come fine il bene comune.

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