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Scritto da Redazione
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 26 gennaio 2012 )
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Scritto da Stefano Fontana
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martedì 24 gennaio 2012 |
San Martino incontrò un giorno un povero sul ciglio della strada. Era
intirizzito dal freddo. Il cavaliere prese il proprio mantello, estrasse
la spada e lo tagliò a metà. Mezzo lo diede al povero e mezzo se lo
rimise sulle spalle. La storia è nota.
Ma per fortuna che San Martino
non ne incontrò poi altri di poveri (la storia, almeno, non ne parla).
Se ne avesse incontrato un altro avrebbe nuovamente ripreso mantello e
spada e gli avrebbe donato la metà della metà del suo mantello per
coprirsi. Se poi ne avesse incontrato un altro gli avrebbe dato la metà
della metà della metà. Nel frattempo anche lui avrebbe cominciato a
sentire freddo. Non avrebbe scaldato gli altri e sarebbe morto di freddo
lui.
Questa voluta forzatura della storia di San Martino dice che la carità
deve anche essere razionale, perché altrimenti non riesce ad arrecare un
vero aiuto.
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Scritto da Alessandra Scarino
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
La riflessione sulla morte è il tema cardine di tutte le grandi
tradizioni religiose e spirituali dell’umanità. È la natura stessa della
vita a spingere il pensiero ad interrogarsi con particolare frequenza e
inquietudine sul destino ultimo della persona. La tavola rotonda “Tutti
saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore”,
svoltasi lunedì 23 gennaio in occasione della Settimana di preghiera per
l’unità dei cristiani, si è incentrata proprio su questo tema
nevralgico, raccogliendo le voci delle diverse confessioni cristiane
presenti nella nostra città.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 gennaio 2012 )
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Scritto da mons. Giampaolo Crepaldi
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
La visita di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia del maggio 2011 ha
assunto il senso del “confermare” le nostre Chiese: «Oggi,
simbolicamente, vengo a riconsegnare il Vangelo a voi, figli spirituali
di san Marco, per confermarvi nella fede e incoraggiarvi dinanzi alle
sfide del momento presente» (Basilica di San Marco 8 maggio 2011).
Confermare nella fede è compito specifico di Pietro e, quindi, dei
Vescovi: dare assicurazione della validità delle cose credute, della
loro verità salvifica dell’intero uomo e dell’intera umanità. Vuol dire
“tenere per fermo”, insieme, la dottrina sella nostra salvezza, ossia
l’incontro nella Chiesa con Gesù il Cristo.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 gennaio 2012 )
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Scritto da p. Roberto Marini*
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
La Vita Consacrata nasce come desiderio di vivere il Vangelo nella sua
bellezza. È una vocazione, come il matrimonio, ad una esperienza
d’amore: l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie …
L’uomo è il Figlio dell’Uomo, Gesù, che “lascia” il Padre e lo Spirito
Santo per unirsi alla Sposa. Quante pagine della Scrittura dicono lo
struggimento dello Sposo per la sua Sposa! Ed è questo aspetto che
sottolinea il nostro Arcivescovo nella Nota pastorale, nel presentare il
rapporto sponsale tra Cristo e la Chiesa.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 gennaio 2012 )
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Scritto da Gabriella Sartori
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
Nel quadro di un decennio dedicato dalla chiesa italiana ad “Educare
alla vita buona del Vangelo”, non sorprende che il tema della 34.
Giornata per la Vita si intitoli quest'anno “Giovani aperti alla vita”.
E' a loro che è affidato il futuro, ed è a loro, oggi così poco numerosi
e non di rado disorientati all'interno della nostra “vecchia” società,
che si indirizza il messaggio, e il desiderio di attrarli verso un'idea
positiva della vita: perché, ai giovani, bisogna presentarsi come un
adulto “carico di simpatia per la vita” che li entusiasmi su questo
principio fondante.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 gennaio 2012 )
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Scritto da Francesco Longo*
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
La Nota pastorale “Cammini di santità laicale nel quotidiano” che
l’Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi ha indirizzato recentemente alla
diocesi presentando la proposta dell’Azione Cattolica, propone una
riflessione importante per tutto il laicato al n.4, in cui invita a
sostare sull’Unità ecclesiale.
In tale capoverso infatti, l’Arcivescovo, dopo aver lodato il Signore
per la ricchezza molteplice delle proposte offerte oggi al laicato a
Trieste, ricorda che «tutti i percorsi sono chiamati a promuovere e
tutelare l’unità ecclesiale» attraverso «una concorde adesione ai
programmi pastorali della Diocesi».
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 gennaio 2012 )
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Scritto da Carlo Montani
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mercoledì 25 gennaio 2012 |
La storia, per usare la definizione seicentesca che Alessandro Manzoni
ne diede quale premessa del suo grande romanzo, è «una guerra illustre
contro il tempo». In effetti, è per mezzo della storia che si può
esorcizzare l’oblio, altrimenti destinato a stendere un velo di silenzio
su uomini e cose che ebbero un ruolo importante nel divenire del mondo.
Il caso di “Vita Nuova” non fa eccezione. Il settimanale cattolico di
Trieste, nella sua lunga vita ormai quasi secolare, ha dovuto affrontare
problemi complessi, indicando soluzioni coerenti con il messaggio
cristiano anche nelle circostanze più difficili e costituendo un modello
di riferimento che è doveroso sottrarre alla legge del tempo. In questo
senso, un esempio assai significativo è costituito dall’ultimo anno di
guerra.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 gennaio 2012 )
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