No al patteggiamento sulla famiglia

Tra i partiti che sostengono il governo – Partito Democratico, Scelta Civica, Nuovo Centro Destra – si vuole sottoscrivere un patto di maggioranza che valga per tutto il 2014. Una volta c’erano i “vertici di maggioranza”, ora ci sono i patti di maggioranza: non è cambiato molto. Il Presidente Letta vuole assicurarsi di poter rimanere […]

Tra i partiti che sostengono il governo – Partito Democratico, Scelta Civica, Nuovo Centro Destra – si vuole sottoscrivere un patto di maggioranza che valga per tutto il 2014. Una volta c’erano i “vertici di maggioranza”, ora ci sono i patti di maggioranza: non è cambiato molto. Il Presidente Letta vuole assicurarsi di poter rimanere in sella per tutto il 2014 e vuole quindi non solo un elenco delle cose da fare, ma anche un impegno politico a garantire la stabilità del governo.

La cosa è stata complicata dalla proposta fatta da Matteo Renzi di approvare il riconoscimento delle Unioni Civili – su questo si veda anche l’articolo di Massimo Introvigne a pagina 17. Complicata perché su questo si dicono contrari quelli del Nuovo Centro Destra e Maurizio Sacconi ha detto che su questo non ci sarà nessun patteggiamento. Come la pensino quelli di Scelta Civica è meno chiaro, data la confusione che regna in questo momento nello sparuto partitino.

Mentre scriviamo sono in atto le trattative per questo “patto”. Si può prevedere, però, che Letta farà il tentativo di strappare al Nuovo Centro Destra un qualche tipo di assenso alle Unioni Civili in cambio di aiuti per la famiglia, diciamo così, tradizionale e numerosa. Già Renzi ha detto, furbescamente, che non accetta lezioni sulle Unioni Civili da chi non ha fatto niente per la famiglia. Che non sia stato fatto niente per la famiglia è vero, ma questo non vuol dire che allora bisogna riconoscere le Unioni Civili. Può quindi accadere che si sia tentati di fare uno scambio tra un sì, magari condizionato, alle Unioni Civili a fronte di maggiori aiuti per la famiglia.

Questo scambio non s’ha da fare. Certamente, a tutti piacerebbe che la famiglia fosse aiutata. Parlo della famiglia normale, la famiglia di sempre, la famiglia vera, quella che fa i figli in camera da letto piuttosto che in laboratorio e poi li educa tra mamma e papà a vantaggio di tutta la società. Ma questi aiuti non possono essere scambiati con il riconoscimento delle Unioni Civili. Il danno che questi riconoscimento farebbe alla famiglia, sarebbe infinitamente maggiore dei vantaggi derivanti da eventuali aiuti economici o fiscali o di altro tipo alla famiglia stessa.

Il riconoscimento delle Unioni Civili sarebbe la fine della famiglia, per oggi e per domani. A cosa possono servire gli aiuti economici alle famiglie se le famiglie non esistono più? A cosa servono politiche perché ogni famiglia abbia una casa se la famiglia non esiste più? Gli aiuti alle famiglie presuppongono la famiglia, ma il riconoscimento delle Unioni Civili fa piazza pulita della famiglia.



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