Nasce il Renzi-bis. Gli sconfitti vengono premiati. Pesci in faccia al popolo del Family Day

Si chiama governo Gentiloni ma è il Renzi-Bis. Tutti gli sconfitti sono stati promossi. Alla Pubblica Istruzione va Valeria Fedeli, quella del disegno di legge sul Gender obbligatorio nelle scuole pubbliche. Così il popolo del Family Day impara a contestare il Manovratore.

Sta nascendo il governo Gentiloni. Nel momento in cui scriviamo i ministri non hanno ancora prestato giuramento, ma ne sono stati dati i nomi. La cosa è ridicola. Una presa in giro. Nasce infatti il Renzi-Bis per procura. Gentiloni è uomo di Renzi. Per di più ha al suo fianco, come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – un ruolo importantissimo in un governo – Maria Elena Boschi che, sconfitta alle urne referendarie in quanto autrice della riforma costituzionale sonoramente bocciata, riemerge ora in ruoli governativi di prestigio. Anche l’amico di Renzi, Luca Lotti, già sottosegretario nel governo dimissionario, viene conservato nella cabina di comando col Ministero dello Sport. L’inner circle è così garantito. I perdenti del referendum sono i vincenti del nuovo governo.

Non toccati nemmeno Angelino Alfano, addirittura promosso agli esteri, Pier Carlo Padoan, Beatrice Lorenzin, Andrea Orlando, Graziano Delrio, Giuliano Poletti che rimangono in ministeri di grande peso. Anche questi sconfitti premiati. Perfino la Madia, la cui riforma della pubblica amministrazione è stata bocciata dalla Consulta, non viene rimossa ma solo spostata ad un ministero senza portafoglio.

Ma la presa in giro maggiore è il ministero della Pubblica Istruzione a Valeria Fedeli, quella del disegno di legge sull’insegnamento obbligatorio del Gender nella scuola pubblica. Il popolo del Family Day, votando al referendum, si è ricordato dell’approvazione della legge Cirinnà da parte di Renzi e ha votato no, ora Renzi si è ricordato del loro voto e si è vendicato. La prossima volta imparano, questi contestatori.

Può darsi che istituzionalmente la scelta di Mattarella non faccia una piega. Ma politicamente è un errore enorme. Un nuovo segno di arroganza di chi voleva riformare la Costituzione a propria immagine e somiglianza ed ora rivendica la propria totale immunità dalle sconfitte politiche.

Istituzionalmente impeccabile, politicamente questo governo è una presa in giro.

 



Un commento su “Nasce il Renzi-bis. Gli sconfitti vengono premiati. Pesci in faccia al popolo del Family Day

  1. Franco De Iaco ha detto:

    Andando indietro con la memoria alle elezioni politiche del 2013, ricordo che la sinistra si è aggiudicata la maggioranza con uno 0,44% sul PDL e con il 29,55% dei voti dei votanti ed il 75,19% degli aventi diritto al voto. Fatti due conti rappresentano il 22,19% degli aventi diritto al voto (quanto si usava votare) con un consistente aiuto venuto dagli Italiani all’estero che, come si può ben capire, per la maggior parte di loro, il voto non cambia niente nella loro vita e pertanto possono esprimersi anche ed esclusivamente in maniera ideologica.
    Mentre scrivo vedo sulla sette l’intervista di Angelino Alfano e, chissà perché mi viene in mente la figura di Omar Simpson, ma questo non c’entra niente.
    Ora ha già giurato il governo di Gentiloni e si sono viste le facce già viste nel governo Renzi e qualche recupero dalla soffitta del PD con Marco Minniti niente meno che agli interni. Se qualche nome è condivisibile come Franceschini e Maurizio Martina (condivisibile più per ignoranza di tutte le loro iniziative e per pura impressione personale) mi scandalizza quello di Maria Elena Boschi sia per l’episodio della difesa del padre che per il suo appoggio alle leggi a favore degli omosessuali e per la tentata modifica della Costituzione. Ma quella che preoccupa è la Valeria Fedeli all’istruzione. Non si accontenterà di dare il suo contributo alla nuova legge elettorale ma vorrà di certo introdurre l’ora di LGBTX nelle scuole. Dalle materne alle Università.
    La china che porta verso l’anarchia morale ha bisogno di un forte scossone che la ribalti, non lo farà questo governo ma non vedo grandi prospettive neanche all’uscita delle prossime urne.

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