Conferenze New Age a Trieste

Cristo, Odino e il celtico dio dei boschi Cernunnus sono la stessa cosa per la cultura New Age. Anche a Trieste c’è chi parla di energia cosmica, di emanazione di luce, di corpi eterici, della posizione del loto e di perfetta armonia con il cosmo.

Ogni giorno, nelle più diverse associazioni culturali o presunte tali, a Trieste si organizzano incontri, seminari ed “esercitazioni” new age. Il grande calderone di credenze, rituali e pratiche varie riprese un po’ qua un po’ là da tradizioni religiose e spirituali antiche e nuove, ancora in vita o da tempo scomparse se non mai esistite e inventate di sana pianta, offre di tutto: angeli, demoni, extraterrestri, pietre, colori, musiche, profumi, spiriti guida, fate, cristalli curativi e oracolari e via dicendo. Anche Goethe scrisse un libro sulla “Teoria dei colori”, ma Goethe era Goethe, scrittore, studioso e saggio di una stoffa che oggi è quasi introvabile.

Mi è capitato di assistere, alcuni giorni addietro, un po’ per curiosità un po’ per studio, ad uno di questi incontri, nella saletta di una libreria molto sui generis: ospite un “noto” angelologo, studioso del paranormale ed esperto in comunicazioni con il mondo superiore, che ha coinvolto il suo piccolo ma appassionato pubblico ad una lunga chiacchierata con tanto di esercizi sul campo e di promozione del suo ultimo libro. Obiettivo: imparare a parlare continuamente con il proprio angelo custode e a discernere la voce soggettiva del nostro ego dalla voce oggettiva del nostro fedele compagno celeste. Possiamo chiedergli di tutto, tranne i numeri della Lotteria (prescrizione suggerita con estrema serietà): quale strada scegliere per capitare proprio nel luogo in cui si è appena liberato un posto di lavoro, che cosa rispondere a una persona con cui stiamo litigando, che ci infastidisce o ci sembra negativa per noi. Queste alcune delle domande più “importanti”. Il nostro esperto ha dato solo qualche pista di lavoro, promettendo ragguagli più precisi ed efficaci nel suo ultimo libro.

Ciò che più ha destato il mio sconcerto non è stata l’ignoranza, la supponenza e la faciloneria con cui il nostro specialista di messaggi preternaturali ha parlato di un argomento così profondo, ma la pretesa di farsi “medico” dei mali fisici e spirituali delle persone. Inutile dire che i presenti lo hanno ascoltato con molta, molta attenzione e serietà. Gente con le sue ferite, i suoi fantasmi, le sue paure, le sue fatiche e fragilità. Con le sue malattie, fisiche, psicologiche e spirituali. Smarrita, spaventata, sprovveduta e — lo dico senza voler offendere nessuno — quasi del tutto a digiuno di qualsiasi conoscenza religiosa e spirituale degna di questo nome. Non si va oltre la solita energia cosmica, la abusata emanazione di luce o aura, i corpi eterici, lo svuotamento mentale nella posizione del loto, i profondi respiri che ti fanno sentire parte del tutto e in perfetta armonia con il cosmo. Immersi in questo bagno di fumo e suggestioni, basta fare una domanda e subito, attirato dalla nostra buona disposizione di spirito, l’angelo ci dice il suo “sì” o il suo “no” e ogni problema è risolto.

Queste persone hanno la mente confusa, dispersa in una selva di frammentarie credenze che mettono sullo stesso altare Cristo, Odino e il celtico dio dei boschi Cernunnus. Convocano sull’ara sconnessa del loro cuore in subbuglio l’angelo custode a fianco di dimenticate divinità egizie, sumere e persiane, mescolano la preghiera con gli oracoli dei cristalli e con i vaticini dei druidi. L’ignoranza e il caos dei nuovi “sciamani” prosperano sull’ignoranza e il caos di chi ad essi si affida, un po’ per ingenuità un po’ anche per pigrizia.

La chicca della serata? Stiamo tranquilli, ci ha rassicurati l’angelologo alla fine dell’incontro, è arrivata “la” ricetta per curare tutte le nostre tensioni nervose e vincere lo stress. Quale? Tenere ben stretta tra i denti per qualche minuto una matita. Possiamo farlo anche in ufficio, quando qualche collega ci fa irritare o il nostro datore di lavoro ci sembra incontentabile. La conferma definitiva ci viene proprio dalla scienza. La causa stessa del rilassamento indotto dalla matita infatti è scientifica, razionale, dunque inconfutabile. Dal momento che io, tenendo la matita stretta tra i denti, dilato le labbra in un sorriso, il mio cervello riceve quel segnale, lo interpreta come un’espressione di contentezza e quindi invia al sistema nervoso un messaggio di pace, serenità e letizia. Una cosa da ridere, all’apparenza. Ma anche triste se pensiamo a quante persone sofferenti si affidano a queste fole da vecchie comari.

Mi permetto solo un suggerimento, se qualcuno interessato a questi argomenti mi legge: perché collezionare cianfrusaglie pagate a peso d’oro e trascurare invece quel tesoro inestimabile che da due millenni gratuitamente ci offre l’oro vero, l’oro della verità, della sapienza e della pienezza? Costerà anche più fatica, serietà, impegno… ma quale guadagno!



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