Assessore Grim: il Gioco del rispetto si fa o non si fa?

L’Assessore alla pubblica istruzione del comune di Trieste aveva detto che il Gioco del rispetto sarebbe stato realizzato in tutte le scuole conunali. Però nei POF non ce n’è traccia. Ci ha ripensato? Oppure lo vuole attuare senza dirlo ai genitori?.

Come i lettori ricorderanno, nella primavera di questo 2015 che sta passando, era scoppiato a Trieste il caso del “Gioco del rispetto”. Secondo alcuni gruppi di genitori esso rappresentava l’introduzione dell’ideologia del gender nelle scuole comunali per via istituzionale, senza dirlo nei POF e senza informare i genitori. Anche coloro che allora si opposero lo avevano saputo per caso. A conclusione del braccio di ferro ci furono due chiare prese di posizione, una triestina e una nazionale.
Quella triestina era stata espressa dall’assessore alla pubblica istruzione Antonella Grim. L’assessore aveva detto che il “Gioco del rispetto” veniva congelato in molte scuole per motivi tecnici, ma che l’anno scolastico successivo – il 2015-2016 – sarebbe stato realizzato in tutte le scuole del comune di Trieste. Abbiamo dato un’occhiata ai POF delle scuole comunali ma non vi abbiamo trovato nessun cenno al “Gioco del rispetto”. Delle due l’una: o l’assessore ha deciso di non realizzarlo, rimangiandosi la dichiarazione primaverile, o pensa di implementarlo senza darlo a vedere, di nascosto. Ambedue le cose non mi sembrano corrette verso le famiglie.
Per di più i POF vengono approvati di solito alla fine di ottobre. Alla scuola “I Cuccioli”, per esempio, è stato approvato il 28 ottobre. Troppo tardi, evidentemente, perché sono già passati due mesi di scuola. Per di più si fanno riunioni con i genitori sull’attività educativa dell’anno in corso prima che sia approvato il POF: di cosa si discute se non c’è niente di deciso? Per di più i genitori che chiedono, anche per iscritto, informazioni sul POF, non ricevono risposte se non generiche.
I genitori sono sempre più stanchi di questa situazione. Non si pensi che siano pochi. Molti non protestano perché temono ritorsioni, perché andare contro la dirigente o gli uffici comunali richiede coraggio, perché vengono accusati di mettere in cattiva luce la scuola frequentata dal figlio oppure poi vengono derisi o offesi in rete… ma prima o dopo ci sarà una vasta ribellione.
Le istituzioni, però, continuano con la loro tracotanza e non danno garanzie. All’inizio di settembre una famiglia ha diritto di sapere se durante l’anno si leggeranno ai bambini favole gender con due papà e due mamme o se sulla cattedra saranno sparsi i vari tipi di contraccettivi per illustrarne l’uso. Mi sembra una richiesta assolutamente normale. La scuola deve dare assicurazione alle famiglie che lo richiedono che questo non avverrà. Lo stesso deve fare l’assessore alla pubblica istruzione. Se non lo fa diventerà il nemico da cui guardarsi.
L’altra presa di posizione era venuta dal ministro Giannini che, in una circolare, aveva garantito che i progetti scolastici da attuarsi avrebbero dovuto essere approvati dai genitori. Ora il direttore dell’Ufficio scolastico regionale dice – o almeno questo risulta da resoconti giornalistici – di no, che non è così e che le linee guida ministeriali si devono applicare. Anche le linee guida dell’UNAR, che con la scusa della lotta all’omofobia voglio insegnare l’omosessualità in classe?
Se le autorità scolastiche, a Trieste e in Regione, continuano ad essere così tracotanti le cose non si metteranno bene non solo per le scuole triestine, ma anche per le autorità scolastiche.



Un commento su “Assessore Grim: il Gioco del rispetto si fa o non si fa?

  1. Michele ha detto:

    Reputo quantomeno pericoloso che degli insegnanti si sostituiscano ai genitori nell’educazione sessuale dei propri figli. Innanzi tutto vorrei sapere se hanno subito, nella loro vita, azioni sessuali, se soffrono di turbe sessuali, se sono normodotati oppure hanno qualche problema. Quis custodiet ipsos custodes?

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