Natale di speranza e tenerezza

Messaggio del Vescovo per il Santo Natale

Carissimi fratelli e sorelle,

vengo a voi con l’augurio affettuoso e paterno di un buon Natale! Il Natale è un giorno straordinario, perché Dio si fa così vicino al mondo da diventare uno di noi. Quanto amore in questa decisione: Dio si abbassa, si umilia, viene ad abitare sulla terra, diviene uomo come noi! Questo fatto ci deve toccare profondamente e aprire un squarcio di speranza e di tenerezza nel nostro cuore. “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce…”. Sì, nel buio di tante giornate, nel buio della paura, delle difficoltà della vita, dell’egoismo, si inserisce uno squarcio di speranza e di tenerezza: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”. È Gesù, l’Emanuele, il Dio con noi. Parlando del Natale, il Santo Padre Francesco ha affermato pochi giorni fa: “Dio incontrandoci ci dice due cose. La prima è: abbiate speranza. Dio apre sempre le porte. E’ il papà che ci apre le porte. Secondo: non abbiate paura della tenerezza”. Cari fratelli e sorelle, a Natale non siate tristi, non lasciatevi prendere dal pessimismo, alzate gli occhi, lasciate le paure, andate a Betlemme e troverete Gesù. Spesso preferiamo la nostra caparbia disperazione alla bontà di Dio, che fin dai tempi di Betlemme vuole toccare il nostro cuore. In fondo siamo troppo orgogliosi per lasciarci salvare. San Giovanni, nel magnifico Prologo al suo Vangelo, scrisse: «I suoi non lo accolsero». La tragedia rappresentata da questa frase non si esaurisce nella storia della ricerca di un ricovero. E neppure si esaurisce nell’appello a pensare ai senzatetto che ci sono nel mondo, per quanto importante questo richiamo possa essere. La ragione per cui la terra non offre rifugio a tanta gente è che la nostra superbia chiude le porte a Dio. Ancora papa Francesco: “Il Natale non è stata la denuncia dell’ingiustizia sociale, della povertà, ma è stato un annuncio di gioia. Il Natale è gioia, gioia religiosa, gioia di Dio, interiore, di luce e di pace”.

Cari fratelli e sorelle, giunga a tutti l’augurio di un santo e buon Natale, giunga soprattutto ai bambini e alle persone anziane; giunga a chi cerca Dio; giunga a chi è senza lavoro e si trova in difficoltà materiale e ha bisogno della solidarietà dei fratelli; giunga ai giovani affinché imparino la lezione di speranza e di tenerezza che arriva da Betlemme; giunga alle nostre famiglie rese custodi gelose del mistero umano della vita e dell’amore autentico; giunga a tutta la nostra città di Trieste, augurio che accompagno con una preghiera presa dalla Liturgia ambrosiana:

Creatore dell’universo, che silenziosamente infondi nel seme nascosto il vigore di germogliare, fa’ che i costruttori della tua città confidino nel tuo aiuto più che nel loro lavoro e credano che la terra è resa spiritualmente feconda più dalla grazia celeste che dall’umana fatica ”.

A tutti buon Natale!

✠Giampaolo Crepaldi

Arcivescovo-Vescovo



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