Ma tu guarda che coincidenza

Un professore, attivista lgbt, condannato per abusi sessuali: silenzio. Una professoressa cattolica accusata ingiustamente di omofobia: prime pagine dei giornali

In ottobre era stato condannato a undici anni di carcere per abusi e induzione alla prostituzione di otto alunni minorenni. Il 22 gennaio sono uscite le motivazioni con cui il giudice ha raccontato come agiva il professore dell’Itis Pininfarina di Moncalieri e di quale autorevolezza godesse all’interno dell’istituto, tanto da essergli stato affidato il compito di partecipare allo sportello di ascolto del disagio giovanile.

Posizione che A. F. sfruttava per adescare e ricattare gli studenti. Già a ottobre la notizia era passata pressoché sotto silenzio, con qualche articolo qua e là nelle cronache locali. Così anche questa volta e non c’è troppo da scandalizzarsene né da aggiungere altro alle scarne cronache che segnalavano come A. F. fosse «conosciuto per l’impegno nel riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali» e fosse stato «coordinatore dell’edizione 2011 del “Gay Pride”».

A dire la verità, fa più impressione ricordare quanto capitò a un’altra insegnante, Adele Caramico, che nel novembre 2014 finì su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali accusata di omofobia per aver detto a un suo studente omosessuale che «doveva curarsi in quanto gay». Accuse poi rivelatesi infondate, parole mai pronunciate, ma dopo giorni di gogna e vergogna per la povera docente di Religione.

In un caso, il putiferio, nell’altro, il quasi silenzio. Si vede che il fatto che il luogo fosse anche in questo secondo caso Moncalieri e che la scuola si chiamasse “Itis Pininfarina” è una banale coincidenza che ha colpito soltanto noi.

di Emanuele Boffi

Fonte: http://www.tempi.it



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