Fauso Biloslavo: a Trieste “se pol”

Fausto Biloslavo, uno tra i più grandi inviati di guerra italiani, parla del suo lavoro, ma anche di Trieste per dire che qui “se pol” fare qualcosa di serio in campo culturale, informativo, giornalistico perché siamo una grande città.

Fausto Biloslavo, uno tra i più esperti inviati di guerra italiani. Una carriera lunga trent’anni, vissuta attraverso la testimonianza di quasi tutti i conflitti scoppiati a cavallo tra Novecento e nuovo millennio, una persona che ha seguito la sua passione affrontando rischi enormi, come la prigionia e un tremendo attentato. In occasione del Convegno sulla pirateria somala, tenutosi il 17 maggio al Punto Franco vecchio, nella sala conferenze della centrale idrodinamica, abbiamo fatto qualche domanda a questo grande professionista del giornalismo italiano, collaboratore di grandi testate giornalistiche e televisive come Il Foglio, Il Giornale, Panorama, Sky Tg24 e Tg1.

 Dal 2005 ad oggi i pirati somali hanno incassato 400 milioni di dollari in riscatti. Tutto quello che non è mai stato detto sul “Tesoro dei pirati” ovvero i 400 milioni di dollari pagati per liberare le navi sequestrate». Perché Trieste per parlare di questo?

 Trieste è una città di mare, Trieste è un hub importante per il traffico marittimo che può venire ridotto, influenzato drasticamente e pesantemente dalla pirateria. Quindi è questo il motivo per parlare di pirati qui a Trieste, e per parlare di un aspetto del tesoro dei pirati di cui non si è mai parlato in Italia, dato che fino ad adesso era un tabù. Cioè il pagamento dei riscatti e il riciclaggio del denaro, del bottino dei bucanieri somali, ovvero la dimensione finanziaria che ci riguarda anche molto da vicino, soprattutto per coloro i quali finanziano gli attacchi di pirateria o informano i pirati delle navi da sequestrare e poi riciclano i soldi del bottino che guadagnano anche qui da noi in Europa e in Occidente.

Grazie all’Autorità Portuale abbiamo voluto parlare dei pirati, anzi del tesoro dei pirati, qui a Trieste città di mare, per dimostrare che a Trieste “se pol” fare qualcosa di serio in campo culturale, in campo informativo, in campo giornalistico perché siamo una grande città.

 Su cosa sta lavorando adesso?

 Mi sono occupato molto del caso dei Marò, un altro collegamento con la città di mare come Trieste, vediamo come andrà a finire con i due fucilieri di Marina ancora trattenuti in India, dove saranno penso inevitabilmente processati alla faccia della richiesta di giurisdizione italiana, ovvero di giudicarli qui da noi in Italia perché indossavano la divisa del Reggimento San Marco e quindi erano militari italiani e non turisti fai da te in cerca di guai.

E poi, subito dopo questa presentazione, tornerò ad occuparmi di reportage di guerra, ovverosia della Siria, una guerra civile terribile che va avanti da due anni, e una guerra anche un po’ sottostimata e dimenticata dai media, dove però forse è troppo facile dividere i buoni dai cattivi. In realtà io penso che i buoni e i cattivi ci siano da ambe le parti, e fra queste due parti in lotta il governo di Assad e i ribelli islamici, in mezzo purtroppo c’è una forte comunità cristiana che soffre veramente sulla pelle.

 Priorità del governo italiano guardare l’Europa… Cosa ne pensa?

 L’Europa forse sarebbe addirittura da rifare o da rifondare o fondare da zero, perché in realtà l’Europa l’abbiamo voluta fondare sul soldo, sull’Euro e sta dimostrando tutta la sua fragilità con la crisi che sta attraversando il nostro Paese ma anche gli altri Paesi europei. Forse bisogna pensare di più ad un’Europa di Popoli, e ad un’Europa con un’unica voce forte in politica estera, ad un’Europa con delle forze armate comuni, ad un’Europa sicuramente meno burocratica di quella che si è creata a Bruxelles.

 Fausto, che ricordo ha di Trieste?

 Anche se ho lavorato in giro per il mondo, ho lasciato Trieste per tanti anni e poi sono tornato perché si ritorna sempre al porto di casa, io la penso esattamente al contrario, a Trieste “se pol” fare qualcosa di serio, come questo convegno sui pirati ma non solo.

Trieste è una grande città che ha delle grandi basi culturali, che ha delle grandi attrattive turistiche, culturali e storiche, anzi secondo me dobbiamo sfruttare proprio anche le nostre tragedie del Novecento, i monumenti del Novecento come le foibe, la risiera… Insomma quello che ci ha segnato profondamente nelle carni, per un percorso storico e culturale che possa attrarre turisti, che possa attrarre soldi, che possa attrarre investimenti e che faccia anche cultura.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *