Il suono della voce di Tosca

“Sono una ragazza timida che crede ancora nel domani e non sai quanti nomi ho dato all’amore” Tiziana Tosca Donati, in arte semplicemente Tosca, è una cantante e attrice romana che ha iniziato la sua longeva carriera in una piccola compagnia teatrale. Notata da Renzo Arbore anche per le sue indubbie doti vocali, ha potuto […]

“Sono una ragazza timida che crede ancora nel domani e non sai quanti nomi ho dato all’amore”

Tiziana Tosca Donati, in arte semplicemente Tosca, è una cantante e attrice romana che ha iniziato la sua longeva carriera in una piccola compagnia teatrale. Notata da Renzo Arbore anche per le sue indubbie doti vocali, ha potuto con lui partecipare a numerose trasmissioni televisive. Nel 1992 ha inciso il suo primo LP (“Tosca”) e ha partecipato al Festival di Sanremo nella categoria giovani con un brano che poteva rispondere, sin dal titolo “Cosa farà Dio di me” al suo futuro canoro: «Sul grano e i girasoli giugno ritornò e di campane a festa il giorno si animò. Cosa farà Dio di me, mi capirai, come farò a dirlo a te».
Dopo aver collaborato con cantanti dello spessore di Lucio Dalla, Riccardo Cocciante e Renato Zero, raggiungerà il successo con: “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, vincendo con Ron il Festival di Sanremo del 1996: «Vorrei incontrarti fra cent’anni, come un gabbiano volerò, sarò felice in mezzo al vento perché amo e sono amato». L’anno successivo, sempre a Sanremo interpreterà con la canzone “Nel respiro più grande” un brano scritto da Susanna Tamaro: «Da quanto tempo camminiamo accanto. I giorni, i mesi, le notti e le stagioni si perdono nel fiume dei ricordi. Da sempre cercavo il tuo sorriso, lo cercavo tra mille volti muti, tra mille strade vuote. Chiamavo e rispondeva solo l’eco e poi è arrivata la tua mano, leggera si è posata sulla mia come rugiada che si posa sulla rosa».
Sempre nel 1997, in un altro album: “Incontri e paesaggi” interpreterà canzoni scritte per lei da Ennio Morricone, Ivan Fossati e altri. La sua fama si rafforzerà ancor più nel 1999, collaborando con il Giubileo e cantando Mater Jubilaei, inno mariano del Giubileo del 2000. Con il terzo millennio diverrà pure autrice del teatro-canzone “Notte in bianco”, riunendo la sua duplice qualità di cantante e attrice. Nel 2007 presenterà la canzone “Il terzo fuochista” al Festival di Sanremo, brano pirotecnico e vorticoso, accompagnata da una piccola band con tanto di fisarmonica e grancassa: “Pieno di brillanti è il mare dove all’orizzonte non s’arriva mai. Ricco di profumi il fango sulle ortiche, al sole che tramonterà (…). Gira volta vola all’infinito, questa nenia si ripeterà con le note di una fisarmonica, la festa ancora arriverà”. La sua versatilità di interprete l’ha fatta spaziare dalla musica leggera d’autore al doppiaggio di Anastasia, dai duetti con numerosi artisti di fama anche internazionale alle musiche del Trentino, com’è rinvenibile nel CD: “Trentino senza tempo”.
Ha pure inciso in diverse lingue, dal libanese al giapponese, dal rumeno allo yddish. Nel testo di “Canzone arrabbiata”, Tosca ha gridato il suo desiderio di libertà anche per chi non ha avuto fortuna: «Penso a tanta gente nell’oscurità, alla solitudine nella città. Penso alle illusioni dell’umanità (…). Canto a quel sole che verrà, tramonterà, rinascerà». Cantando si impara con Tosca, secondo le sue testuali parole, che la bellezza scaturisce dalla libertà, quella autentica. Cantando si impara con Tosca a interpretare con passione e competenza diversi generi musicali. Rispondendo a una domanda rivoltale da Monica Mondo per SAT 2000 sui temi religiosi attinenti al sacro e al latino, Tosca rispondeva che: «Quando ci si approccia al sacro ci si sente liberi». Nella canzone già menzionata: “Il suono della voce” Tosca ha potuto indossare infatti, sempre secondo le sue parole, un vestito perfetto, una “seconda pelle” romantica e significativa. Nel testo di questa canzone è possibile leggere ciò che sta dietro il suono di una voce: «Ne dice di cose il suono della voce di due che parlano d’amore in un portone (…) io non posso aspettare, come posso ritrovarti se il telefono ha suonato solamente nel mio cuore: è l’effetto che mi fai, è l’effetto che mi fa questa vita spirituale o materiale».



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