Dipiazza e il centrodestra a Trieste

Sul numero di Vita Nuova in uscita venerdì 1° novembre Roberto Dipiazza rilascia un’intervista a tutto campo sulla situazione politica triestina e sul suo lavoro di “ricucitura” del centrodestra. Anticipiamo un estratto dell’intervista di Francesco La Bella: Roberto Dipiazza nel ruolo di sarto, per “ricucire” quella che è stata, non tanto tempo fa, una squadra […]

Sul numero di Vita Nuova in uscita venerdì 1° novembre Roberto Dipiazza rilascia un’intervista a tutto campo sulla situazione politica triestina e sul suo lavoro di “ricucitura” del centrodestra.

Anticipiamo un estratto dell’intervista di Francesco La Bella:

Roberto Dipiazza nel ruolo di sarto, per “ricucire” quella che è stata, non tanto tempo fa, una squadra di partito molto importante nella città di Trieste.
Oggi, abbiamo un grande consenso come centro destra da parte della popolazione muggesana, triestina, e posso aggiungere anche di Duino Aurisina. Troppi galli nel pollaio hanno fatto sì che ci siamo divisi e, di conseguenza, abbiamo perso le elezioni. Mi fermano di continuo i cittadini triestini evidenziandomi molti fattori critici su questo governo di sinistra e questi dati mi lasciano intendere che molte cose non funzionano. Per il bene della mia città e dei Comuni legati alla nostra Provincia, dobbiamo ricompattarci e continuare quello che abbiamo iniziato nel lontano ’96. Abbiamo conquistato Muggia — dopo 50 anni di governo di sinistra —, Trieste e Duino-Aurisina con il sindaco Ret: dobbiamo ricominciare. Sono convinto che abbiamo le forze e molti giovani pronti al rinnovamento. Sono piuttosto ottimista.
Lei è sempre stato un uomo che ha evidenziato il lavoro di squadra. Recentemente l’on. Renzo Tondo ha riunito molti uomini di partito, ma le cose non sono andate bene. In molti hanno disertato l’invito. Cosa significa per lei tutto questo in politica?
Quando si perde c’è sempre la resa dei conti. Un esempio sono le passate elezioni per il sindaco di Trieste: abbiamo perso malgrado un forte consenso dei cittadini… è seguita “la notte dei lunghi coltelli”. La stessa cosa sta succedendo con Tondo. Secondo me, invece, ha fatto bene. Tra il 2008 e il 2013, in piena crisi regionale, nazionale e mondiale, è riuscito a portare il debito da un miliardo e 652 milioni di euro a 823 milioni di euro in cinque anni. Questo significa molto.
Dopo c’è il problema politico. In questi giorni Tondo ha fatto una mossa, a mio avviso molto importante: è stato invitato dal Presidente Berlusconi a Roma. Per cui Tondo potrebbe essere anche il prossimo riferimento politico del centro destra a livello regionale.



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