Dal porto di Trieste passa l’energia per mezza Europa

Alessio Lilli, presidente del Gruppo Tal e ad della Siot, in conferenza stampa il 13 aprile scorso, ha ricordato i 50 anni dalla costruzione del primo oleodotto dell’Europa occidentale. Oggi l’oleodotto del Gruppo Tal fornisce il 100% del fabbisogno energetico alla Baviera e al Baden-Württemberg, il 90 % all’Austria e circa il 50 % alla Repubblica Ceca. Numerose iniziative in città.

Quasi un miliardo e mezzo di tonnellate di petrolio, per un totale di 19.154 navi attraccate in soli 50 anni: sono solo alcuni degli importanti numeri collezionati dal Gruppo Tal in questo primo mezzo secolo di vita del Terminale Marino della Siot. A ricordare brevemente la sua storia, a partire da Daphnella, la prima petroliera attraccata nel Golfo di Muggia, è stato il presidente del Gruppo Tal e ad della Siot, Alessio Lilli, in occasione della conferenza stampa di giovedì 13 aprile. In questa occasione è stato presentato anche il ricco programma di appuntamenti elaborato dal Gruppo per celebrare l’importante traguardo.

Un po’ di storia

Erano gli anni del famoso boom economico quando venne costruito, nel 1958, il primo oleodotto dell’Europa occidentale a Wilhelmhafen, a Colonia, seguito da quello di Rotterdam-Francoforte. Il rapido sviluppo dell’economia e l’impennata del consumo energetico ad esso correlata, infatti, avevano imposto la necessità di disporre di centri di raffinazione anche nelle zone interne dell’Europa, in particolare vicino agli insediamenti industriali caratterizzati da elevati consumi energetici. Ad adoperarsi per la causa, in particolare, fu l’allora ministro dell’Economia bavarese Otto Schedl, che sostenne la realizzazione di nuove raffinerie nei pressi di Ingolstadt, il cui rifornimento doveva essere assicurato tramite oleodotti.

L’iniziativa fu appoggiata dall’allora presidente dell’Eni, Enrico Mattei, che volle interrompere l’oligopolio delle maggiori compagnie petrolifere internazionali (le cosiddette “sette sorelle”), costruendo una raffineria in Baviera e un oleodotto di collegamento con l’Italia. Dopo un primo tentativo non andato proprio a buon fine, nel marzo 1963, alcune compagnie appartenenti all’industria petrolifera (Eni, Bp, Esso e Shell), affidarono alla Bechtel Coorporation, un’impresa di ingegneria internazionale, l’incarico di verificare la fattibilità del progetto di un finanziere veneziano, Marco Barnabo, per la costruzione di un oleodotto che collegasse l’Adriatico con la Baviera. Nacquero così prima il Gruppo Tal (un consorzio transfrontaliero i cui azionisti sono Omv, Shell, Rosneft, Eni, Bp, ExxonMobil, C-Blue Limited (Gunvor), Mero, Phillips 66/Jet Tankstellen e Total) e, successivamente, le tre società (tra cui la Siot-Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino), appartenenti al Gruppo Tal, al fine di avere una terza fonte di rifornimento per la Germania meridionale rispetto ai già esistenti impianti di Marsiglia e Genova. L’oleodotto venne costruito in mille giorni, attraversando ben tre Stati, e tutt’ora rappresenta un’opera di notevole rilievo, sia dal punto di vista ingegneristico che di collaborazione transfrontaliera.

Ieri e oggi

«Oggi l’oleodotto del Gruppo Tal fornisce il 100% del fabbisogno energetico alla Baviera e al Baden-Württemberg, il 90 % all’Austria e circa il 50 % alla Repubblica Ceca, ed è il concreto esempio della lungimirante collaborazione internazionale che ha unito economie, conoscenze, uomini e culture», è stato il commento di Alessio Lilli in conferenza stampa. E i risultati danno ragione: basti pensare al record storico di greggio trasportato in un anno, registrato nel 2016, per un totale di 41,4 milioni di tonnellate attraverso 500 navi. Numeri che, assieme al fatturato (86,7 milioni di euro), confermano come il Gruppo Tal sia il principale terminalista del Porto di Trieste, senza contare le ricadute economiche sul territorio (tra i dati: 117 i dipendenti della Siot, 31 milioni di euro il valore annuo degli investimenti sul territorio e delle manutenzioni, 500 le aziende coinvolte nell’indotto).

Iniziative in città

Di questo e di molto altro si parlerà nel convegno internazionale del 27 aprile organizzato dal Gruppo al Ridotto del Teatro Verdi e intitolato “Friuli Venezia Giulia, Austria, Germania: energia per la crescita. Il ruolo di economia e finanza nell’integrazione europea”. Accanto a questo appuntamento, numerose le iniziative ideate per il 50° (altrettante anche in Austria e Germania): «Abbiamo scelto di dedicare questa celebrazione ai territori nei quali viviamo, a quella che noi chiamiamo “Pipelife”: l’ambiente, l’economia e la vita lungo il percorso dell’oleodotto”», ha commentato a proposito Lilli. Per i giovani sono state pensate la visita al Parco Serbatoi, dedicata agli istituti tecnici industriali cittadini, e la gita in Golfo degli studenti delle scuole medie di San Dorligo e Domio il Porto di Trieste, volta a far loro scoprire il Porto di Trieste. Gli allievi e cadetti dell’Istituto Tecnico Nautico hanno avuto invece l’opportunità di seguire una lezione sulla storia navale di Trieste e sulle professioni nautiche alla Siot. Sempre per gli studenti, infine, sono state istituite due borse di studio con l’obiettivo di finanziare progetti di studio internazionali tra Italia, Austria e Germania: una è dedicata all’Accademia dell’Istituto tecnico Nautico, l’altra  all’Università di Trieste. Il libro fotografico “Pipelife” di Fabrizio Giraldi, racconterà invece, attraverso 50 immagini, la vita sopra l’oleodotto.

Per condividere l’anniversario assieme alla cittadinanza, infine, è stata inaugurata in piazza dell’Unità un’installazione simbolica che rimarrà fino a fine mese. «Abbiamo voluto illustrare la nostra attività e la nostra mission — ha concluso l’ad della Siot — con un’installazione che rappresenta il nostro oleodotto come se fosse un ponte. Pur passando sotto terra, l’oleodotto è per tutti noi del Gruppo Tal un ponte che porta energia, conoscenze, mette in contatto persone, economie e culture».



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