“Vademecum”: tentazioni verso guadagni facili e sicuri.

Riprendiamo il nostro “vademecum”, approfondendo la parte forse più difficile da controllare e domare per ogni buon investitore, cioè quella delle tentazioni verso guadagni facili e sicuri. Non credere ai guadagni facili I maghi della finanza non esistono, perché i mercati non si comandano. Di conseguenza dimentica la “dritta” sul titolo, anche perchè utilizzare informazioni […]

Riprendiamo il nostro “vademecum”, approfondendo la parte forse più difficile da controllare e domare per ogni buon investitore, cioè quella delle tentazioni verso guadagni facili e sicuri.

  1. Non credere ai guadagni facili

I maghi della finanza non esistono, perché i mercati non si comandano. Di conseguenza dimentica la “dritta” sul titolo, anche perchè utilizzare informazioni riservate sui mercati regolamentati, prima che esse vengano rese pubbliche, è un reato che si chiama insider trading. 

Anche il market timing, quella strategia basata sul gioco d’anticipo rispetto al mercato (esco dall’investimento prima di un ribasso e rientro appena prima di un rialzo), che in linea teorica sembra semplice e molto remunerativa, in realtà è molto pericolosa e difficile da attuare perchè l’andamento dei mercati è imprevedibile!

  1. Non seguire quello che fanno tutti.

Le correzioni occasionali dei mercati, soprattutto in caso di perdite, vanno inquadrate nell’ambito di una strategia d’investimento di lungo termine, concentrandosi sempre sui propri obiettivi e non facendosi sviare da luoghi comuni o farsi influenzare dai consigli di non professionisti. Come evidenziato nel precedente articolo, compra e investi nuova liquidità mentre gli altri vendono….vendere sulla scia dell’onda emotiva quando il mercato scende non fa altro che consolidare delle perdite di denaro.

  1. Non ripetere gli errori del passato.

“Questa volta è diverso”: sono forse le quattro parole più costose della storia dei mercati finanziari! Resisti dunque alla tentazione di modificare il tuo portafoglio in risposta ai movimenti temporanei del mercato. Nel breve periodo non esiste una storicità che possa indicare l’andamento futuro.

Durante gli incontri di monitoraggio periodico che farai con i tuoi consulenti, cerca di vedere il quadro generale del tuo portafoglio di investimento, senza entrare troppo nel particolare, mantenendo lo sguardo all’orizzonte verso i tuoi obiettivi più razionali. 

  1. Non limitarti ai confini nazionali.

Siamo cittadini del mondo! Nel 2018 investire solo sul mercato nazionale, anche se sembra più sicuro,  è obsoleto e rischioso. Il mondo è grande e ricco di tantissime nuove opportunità. Le abitudini e le esigenze delle altre popolazioni spesso si trasformano in business per le multinazionali, che  costruiscono la maggior parte dei loro bilanci in paesi lontani da quello d’origine. La diversificazione geografica e quella valutaria ( Euro- dollaro-sterlina) devono essere sempre alla base di qualsiasi ragionamento finanziario. 

  1. Non esistono investimenti sicuri 

Sfatiamo un altro luogo comune:  case, oro e BTP non sono beni rifugio che non scendono mai.

Per molto tempo, nell’immaginario degli investitori, l’immobiliare è stato visto come un investimento privo di rischio. Poi è arrivato il 2008, che ci ha fatto conoscere la crisi economica più devastante degli ultimi 50 anni, ed all’improvviso è emerso il limite più dirompente del “mattone”: la “liquidabilità”. Lasciamo perdere l’aumento della pressione fiscale sulle seconde case o il crescere dei costi di mantenimento, il vero problema di questo investimento è appunto il tempo che trascorre da quando si decide di vendere l’immobile a quando questo si monetizza. Da una ricerca condotta da Gabetti nel 2017 il tempo di vendita medio in Italia si attesta attorno ai 7 mesi. 

Per quanto riguarda i BTP ne abbiamo già discusso nell’articolo sullo spread, mentre sull’oro ricordiamo solamente che tra fine 2011 e fine 2012 la quotazione oscillava tra i 1600 e 1800 dollari oncia mentre il prezzo di chiusura di venerdì 16 novembre era di 1222 dollari oncia….

Con queste affermazioni vogliamo sottolineare ancora una volta che la differenziazione deve rimanere la parola d’ordine di ogni scelta di investimento. Ognuno di questi assets è infatti da considerare un ottimo diversificatore di portafoglio.

Concludiamo questo breve excursus sugli errori da non commettere con questa riflessione: nessuno di noi ha la sfera di cristallo per prevedere l’andamento del mercato e molti studi di finanza comportamentale dimostrano quanto la componente emotiva sia presente nelle scelte di investimento, soprattutto di fronte a perdite ed andamenti negativi del mercato. 

Mantenere sempre il focus sugli obiettivi, diversificare e fissarsi un orizzonte temporale di investimento, possibilmente rivolgendosi a consulenti professionisti del settore, sono pertanto elementi fondamentali per ottimizzare le proprie scelte di asset.

Marco Della Zotta



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