Twal: « Se gli Usa volessero, in pochi giorni potrebbero farla finita con l’Is »

Il patriarca di Gerusalemme: «Bisogna fermare il commercio delle armi. Se gli Usa volessero la farebbero finita con l’Is in pochi giorni»

Sarebbe «folle» bombardare la Siria e non serve armare i ribelli. Quello che bisogna fare è fermare il commercio delle armi. È lucida l’analisi della situazione che si ritrova nelle parole del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, intervistato dal quotidiano cattolico italiano Avvenire.

«Se l’ Occidente non cambierà strategia, in Europa avrete presto milioni di profughi siriani. È una follia bombardare, così come è stato profondamente ingiusto causare 300mila morti solo per tentare di rovesciare un regime». Twal, a proposito della spirale di violenza in Siria ricorda: «Nei mesi scorsi ho partecipato a un vertice a Parigi. Ho sentito dire che qualcuno proponeva di aiutare i cosiddetti ribelli moderati. In realtà non serve a niente. Non esistono ribelli moderati, così come non esistono bombe moderate. La nostra posizione è quella del Papa: bisogna fermare il commercio delle armi che alimenta la guerra. L’ Occidente ha gravi colpe. Il tentativo di spodestare un regime (che tra l’ altro ha sempre combattuto il fondamentalismo islamico) ha causato 300mila morti e sei-sette milioni di rifugiati. Non si è pensato minimamente alle conseguenze. Tuttora non vedo chi possa sostituire Assad. E non abbiamo imparato nulla dalle lezioni dell’ Iraq e della Libia. È stato distrutto un Paese e si è dato mano libera all’ Is».

Il patriarca di Gerusalemme ribadisce la sua totale contrarietà all’ipotesi dei bombardamenti avanzata da Francia e Gran Bretagna: «E a che cosa servirebbe? Solo a fare altri milioni di profughi. È una politica cieca. Se gli Usa volessero, in pochi giorni potrebbero farla finita con l’Is. Pensate che nel deserto ogni giorno passano convogli con i rifornimenti. E sono ben visibili dai satelliti. Perché vengono lasciati indisturbati? Bisogna finirla con la vendita delle armi. Se davvero si vuole arrestare l’Is c’ è bisogno di una forza militare sul terreno. E l’ unico che in questo momento ce l’ha è Assad. Dunque occorre cambiare strategia, cercare una soluzione politica con il regime e usare il suo esercito per fermare questi gruppi terroristici».

Nell’intervista Twal, parlando della situazione del suo Paese, osserva che «adesso tutta l’ attenzione del mondo è concentrata sulla Siria, sull’ Iraq, sull’Is e nessuno si ricorda che qui l’ occupazione militare continua, i muri ci sono ancora e per di più dobbiamo fare i conti con il risveglio del fanatismo religioso ebraico che fa paura agli stessi cittadini di Israele. Abbiamo il problema delle scuole cristiane che non ricevono quanto gli è dovuto dallo Stato, il problema del muro di Cremisan che prende i terreni ai nostri cristiani di Beit Jalla e Betlemme e negli ultimi tre anni abbiamo subito 80 atti di vandalismo da parte di ebrei. A queste aggressioni si deve porre fine. Speriamo che le autorità israeliane lo facciano al più presto. Si arriverà mai alla meta di due popoli e due stati? Noi lo auspichiamo da sempre. Ma sul terreno Israele ha disseminato tanti insediamenti che non c’ è più una continuità territoriale per i palestinesi. Tuttavia, se c’ è buona volontà tutto si può fare. Come ci sono un milione e mezzo di palestinesi in Israele, così una volta fatto lo Stato, se qualcuno vuole restare che resti, se vuole ritornare in Israele, pure. Ma con l’ attuale governo di destra tutto è più difficile».

Di Andrea Tornielli

Fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it



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