Trieste: Sentinelle in Piedi tra urla, parolacce, contestazioni

Se passa la legge Scalfarotto i motivi dei contestatori di oggi diventeranno legge che le forze dell’ordine dovranno applicare. Ieri a Trieste non è stata pienamente salvaguardata la libertà di espressione.

Caro Direttore,

le scrivo riguardo alla veglia delle Sentinelle in piedi che si è tenuta oggi a Trieste in Piazza Ponterosso.

Era la nona veglia organizzata a Trieste.

Il motivo per cui siamo scesi in piazza è noto: manifestiamo in silenzio, leggendo un libro in segno di costante aggiornamento, guardando tutti dalla stessa parte in un momento in cui la libertà è messa in pericolo da leggi liberticide, come la proposta di legge Scalfarotto; in un momento in cui non si può dire di considerare “famiglia” solo quella formata da un uomo ed una donna e dai figli perché si discriminerebbe chi vive altre unioni; in un momento in cui, fin dalle scuole primarie e senza informare i genitori, viene insegnata l’ideologia del gender che afferma che ognuno può sceglier il sesso (genere) che preferisce al di là di ogni evidenza fisica; in un momento in cui si corre il rischio che i bambini vengano “fabbricati” o adottati per crescere con due “genitori” dello stesso sesso.

Il preavviso alla manifestazione era stato consegnato alla Questura da tempo, anche se si è dovuta cambiare la piazza in cui tenere la veglia perché quella richiesta era occupata dai mercatini di Natale. Era anche stato ricordato alle forze dell’ordine quanto accaduto in piazza Unità lo scorso 5 ottobre, quando le Sentinelle erano già state contestate. Polizia e Carabinieri erano presenti, in divisa ed in borghese senza segni distintivi.

La veglia è iniziata con regolarità, anche se un nutrito gruppo di persone si era già riunito ai margini ed iniziava a “prendere posto” sedendosi fra i veglianti, disponendo un drappo “arcobaleno” sopra una fontana, passeggiando in mezzo alle Sentinelle, verificando quale libro venisse letto per deriderne il lettore, bevendo birra, portando dei cani al guinzaglio…

C’è stato un completo mescolamento fra veglianti, in piedi con un libro in mano, e chi contestava. Con della pellicola trasparente qualcuno ha iniziato a “delimitare” le sentinelle. Forse qualche poliziotto ha iniziato ad identificare i contestatori. Quando un addetto delle Forze dell’Ordine ha cercato di fermare qualcuno che contestava è scoccata la scintilla. Ci sono stati degli spintoni fra contestatori e Polizia. I poliziotti presenti sono stati muniti di elmetto e manganello che, fortunatamente non hanno usato.

Encomiabile il comportamento delle Sentinelle: nessuna è rimasta coinvolta negli episodi di violenza. Al massimo, si sono spostate di poco, ma hanno continuato a vegliare.

Nessuna delle Sentinelle ha risposto a chi portava via i lumini che chi vegliava aveva ai piedi. Nessuna ha ostacolato chi parlava con il megafono. Nessuna ha risposto alle pesanti provocazioni verbali.

Io che scrivo facevo le fotografie. Il mio intento era di fotografare la veglie ed i veglianti. Vedere le Sentinelle schierate è una cosa bella così come sono belle le fotografie delle veglie. L’ho sempre fatto nelle veglie precedenti e le mie fotografie sono sempre state diffuse sui social networks e sulla stampa locale. Agenti della Polizia mi hanno detto che il mio atteggiamento era “provocatorio” e sono stato invitato a riporre la macchina fotografica. Cosa che ho fatto, pur risultando così limitata la mia libertà personale e la mia libertà di giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, in un momento in cui chi contestava fotografava e filmava liberamente.

In altre veglie tenute in Italia l’atteggiamento delle forze dell’ordine era diverso. C’erano delle transenne a separazione fra i veglianti e i contestatori. Come mai, nonostante il precedente, le Forze dell’Ordine non hanno pensato a qualcosa si analogo anche per Trieste? Nelle condizioni in cui ci siamo trovati e visto il numero e la tipologia dei contestatori, sarebbe bastato pochissimo per trovarsi davanti a fatti irreparabili, alla presenza di anziani, di minori e di bambini portati in piazza da chi crede nella famiglia costituita da padre, madre e figli.

Purtroppo ho sentito di molte Sentinelle che hanno dichiarato che non parteciperanno più alle veglie a venire. Purtroppo ieri hanno vinto i contestatori. Purtroppo, se passa la legge Sacalfarotto, chi parteciperà a simili manifestazioni rischierà fino a 2 anni di carcere, chi le organizza fino a 6 anni di carcere, cui vanno a sommarsi i 6 mesi di “rieducazione”. Chiarisco: non sto parlando di chi contesta, ma delle Sentinelle, di chi veglia… La violenza dei contestatori diventerà legge che le Forze dell’Ordine dovranno applicare.

Da ultimo una parola su quanto apparso sulla Stampa locale. Come spesso accade, mi sono chiesto come mai quanto riportato risulta notevolmente diverso da quello che ho potuto vedere io…

 

 

Marco Gabrielli



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