Trieste: la giustizia? Ancora lenta e costosa

La Corte d’Appello inaugura l’anno giudiziario 2017. Molte le fasce di cittadini escluse dal patrocinio.

Raddoppiano i reati commessi da minorenni e aumenta costantemente il senso di insicurezza nella popolazione. È uno dei dati principali emersi durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2017 della Corte d’Appello del Tribunale: nella sua relazione, il Procuratore generale Dario Grohmann ha posto l’accento sul disagio giovanile che sempre più frequentemente sfocia della delinquenza minorile.

Meno reati, ma più percezione di insicurezza

Aumentano gli abusi sessuali (da 26 a 42), i reati di stalking (da 9 a 14), in materia di stupefacenti (da 70 a 185), rapine ed estorsioni (da 27 a 57). Ammontano a 1.532 unità i minori stranieri non accompagnati (+50%). Il senso di insicurezza della popolazione non è legato soltanto ai reati (che a livello generalizzato sono in diminuzione), ma tiene conto anche di valori quali la libertà, la pace sociale, la tutela della salute e la qualità ambientale: «Il cittadino chiede di contribuire alla sicurezza intesa come tutela sociale», ha detto il presidente della Corte d’Appello Oliviero Drigani invocando, a margine, un’azione ancora più capillare delle forze dell’ordine sul territorio. Drigani ha inoltre invitato la giustizia a non tralasciare istituti quali la professione criminale e la recidiva: «È una sciattezza che non possiamo permetterci, impedisce di valutare il profilo di chi delinque e l’applicazione della pena diventa generalizzata e gli imputati tutti uguali» e a pretendere «legalità nel settore economico e finanziario». Come? «Va aggredito il patrimonio frutto dell’organizzazione criminale — ha detto durante il suo discorso — e un metodo per farlo è la sorveglianza speciale con confisca di beni, non è pensabile vedere persone con Isee pari a zero guidare la Mercedes».

Criminalità organizzata

Per quanto riguarda i fallimenti (calati nonostante l’incremento della crisi) «la logica che sta dietro è predatoria, si tratta spesso di fallimenti precostituiti, precoordinati e spesso accompagnati da quelle che Giovanni Falcone chiamava “menti finissime”». Vi è poi un problema di malafinanza che investe anche Friuli Venezia Giulia: vi sono dei procedimenti in corso che riguardano l’attività di istituti bancari e dell’ambito cooperativo «sul quale avere un occhio attento». Dalla relazione di Grohmann emerge anche come l’attività criminale sia sempre più transfrontaliera: sebbene non si registrino in regione vere e proprie infiltrazioni di stampo mafioso, il Friuli Venezia Giulia non ne è immune.

In miglioramento la situazione carceraria con un livello «tollerabile» di sovraffollamento. A breve partirà un progetto per cui i detenuti potranno essere impiegati in lavori di manutenzione e tinteggiatura nella stesse aule dove si sono sentiti condannare dai giudici.

La macchina giudiziaria

In generale, la giustizia regionale funziona e qualche mese fa, è stata paragonata a quella tedesca sotto il profilo operativo dal ministero della Giustizia. I magistrati «lavorano tanto e bene» ma la principale criticità rimane la carenza di personale amministrativo, in particolare di funzionari e direttori nella misura del 39 e 25%. Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Regione Debora Serracchiani: «Con il protocollo del 2015 sottoscritto con il Ministero della Giustizia abbiamo anticipato quello che oggi stanno facendo altre Regioni per venire incontro alle esigenze di personale amministrativo dei tribunali». La Regione ha infatti messo a disposizione mezzi e risorse umane garantendo al personale una formazione adeguata e costante. Inoltre ad ingolfare la macchina giudiziaria è il boom di procedimenti di protezione internazionale volti ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato: le pendenze sono passate da 544 a 623 con 604 nuovi iscritti e 525 definizioni. «Metà del carico di lavoro della prima sezione civile è assorbito dai rifugiati», ha osservato Drigani ponendo l’accento in particolare sulla difficoltà nel reperimento di interpreti che parlino la lingua dello straniero. Nonostante ciò, i procedimenti penali in ambito civile sono calati da 1.191 nel 2015 a 1.004 nel 2016 e in progressivo calo anche i pendenti nel penale: da 1962 a 1.857. La presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trieste Mariapia Maier ha evidenziato l’elevato costo della giustizia per i clienti con intere fasce di reddito escluse dal patrocinio a spese dello Stato.



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