“Trieste città solidale” appoggia Cosolini ma vuole modificare la sua linea su famiglia e vita

Italo Sciarrino, presentatore della lista di Gigli e Dellai, chiede una precisazione circa il nostro articolo e dichiara che su famiglia e vita la linea Cosolini dovrebbe essere modificata: vedremo..

(Foto di Francesco Bruni)

Italo Sciarrino, presentatore della lista “Trieste Città Solidale” per le prossime elezioni amministrative a Trieste, mi fa rilevare che un passaggio del mio articolo pubblicato su VN on line il 18 marzo con il titolo “Onorevole Gigli e UCIIM, due brutte sorprese nell’uovo di Pasqua” potrebbe far ritenere che tale lista sia “contraria alla vita”. Preso atto che l’equivoco è possibile, preciso che a mio parere, di per sé, tale lista non può dirsi contraria alla vita. Essa, però, sostiene un candidato sindaco la cui giunta ha compiuto numerosi atti non rispettosi della vita e della famiglia naturale, come, per esempio, quelli già citati nell’articolo in questione. Prendo atto che nella sua richiesta di precisazione Italo Sciarrino ha dichiarato che la lista “si adopererà affinché detti atti della giunta Cosolini siano modificati”.



2 commenti su ““Trieste città solidale” appoggia Cosolini ma vuole modificare la sua linea su famiglia e vita

  1. Giorgio Lovisa ha detto:

    Ho trascorso una vita lavorativa nei Comuni. In campagna elettorale tutti ( salvo rarissime eccezioni) promettono tutto e il contrario di tutto : Cosolini & C. non fanno certo eccezione. Non bastano più i frutti per giudicare l’albero ?

  2. Franco De Iaco ha detto:

    Forse l’età porta con se problemi di vista. Se non si è visto Cosolini sorridere alla manifestazione pro lgbt delle svegliette è difficile pensare di sollecitare un cambiamento. Se non si è vista la circolare comunale che invita a modificare il linguaggio burocratico in modo non sessista (abolita la “fratellanza” a favore di termini più neutri) e non si è capito quale logica vige in Comune è difficile pensare di sollecitare un cambiamento. Se non si è visto l’appoggio all’ossessione sessista già negli asili e all’appoggio agli insegnanti gay nelle scuole superiori e non si vuol vedere l’inerzia contro il bullismo che non sia a sfondo sessuale (grassi, magri, balbuzienti, extracomunitari o semplicemente fuori dal gruppo dominante) è difficile pensare di sollecitare un cambiamento. E poi, con che speranza si può presumere di avere un minimo peso quando la chiave di volta a favore di Cosolini è Bandelli, che lo ha fatto eleggere una prima volta, che ha fatto eleggere la Serracchiani in Regione e che vuol regalarci nuovamente un Comune inefficiente che come primo atto farà diventare rossa anche l’alabarda sullo stendardo. Se Papa Francesco distribuisce Vangeli in piazza San Pietro, qui Cosolini distribuirà la guida del bravo lgbt in piazza dell’Unità d’Italia.

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