I Presidenti e l’omofobia

Discutibili interventi di Napolitano, Boldrini e Grasso nella Giornata sull’omofobia celebrata il 17 maggio scorso.

Se non ci pensa il Governo ci pensano i Presidenti. E’ questa la sintesi di quanto sta avvenendo sulla questione “omofobia”.

Il Governo Letta deve andarci piano su questi temi. E’ fragile ed in equilibrio instabile. Già deve evitare molte mine vaganti, dall’Imu alla proposte di legge sulle intercettazioni, alle dichiarazioni di Zanda sulla ineleggibilità di Berlusconi e così via. Se si dovessero aggiungere anche le questioni etiche sarebbero guai. Nel Pdl, infatti, c’è ancora un nutrito gruppo di parlamentari che non è disponibile ad inciuci sui matrimoni gay. Il governo potrebbe cadere non solo per l’Imu ma anche per una maldestra e inopportuna legge contro l’omofobia.

Allora ci pensano i Presidenti: Napolitano, Presidente della Repubblica, Laura Boldrini, Presidente della Camera e Pietro Grasso, Presidente del Senato. Fanno le veci del Governo.

Il 17 maggio scorso si è tenuta la Giornata contro l’omofobia, imposta dall’Europa. Nei loro discorsi per l’occasione, i tre Presidenti hanno detto che ci sono diffusi casi di omofobia anche violenti, che è necessario approvare una legge contro l’omofobia, che è necessario approvare una legge che riconosca le coppie omosessuali.

Così facendo si sono sostituiti non solo al Governo ma anche al Parlamento. Siccome la questione è molto controversa, i tre Presidenti dovevano astenersi, proprio in virtù della loro carica istituzionale.

Intervenendo, hanno contribuito ad aumentare la confusione concettuale su questo argomento. Di casi di violenza e discriminazione contro i gay non si sente quasi mai parlare. Ed infatti non ce n’è. Non può, inoltre, essere considerato omofobo chi semplicemente dice che l’omosessualità è sbagliata ed è un danno antropologico. Non può, infine, essere considerato discriminazione omofoba il rifiuto di legalizzare le coppie omosessuali né di educare nelle scuole alla uguaglianza tra omosessualità  ed eterosessualità. Si deve insegnare che nessuno deve essere offeso, che tutti meritano rispetto, ma non si deve e non si può insegnare che tutto è uguale e che tutto deve essere giuridicamente contemplato.



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