Stravince la Lega di Fedriga. In Friuli Venezia Giulia si cambia marcia

Due lezioni da trarre dalla elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia

Nel prossimo numero di Vita Nuova in uscita venerdì 4 maggio commenteremo ampiamente il risultato delle elezioni regionali di domenica scorsa 29 aprile. Qui mi permetto solo di evidenziare due lezioni che sono emerse dalle votazioni.

Prima delle elezioni amministrative triestine, quindi prima della vittoria del sindaco Dipiazza, il Partito democratico godeva di un indiscusso e indiscutibile strapotere. Governava la Regione – addirittura con la segretaria nazionale del partito, Debora Serracchiani – governava la Provincia e governava il Comune capoluogo, ossia Trieste. Stava anche architettando per mettere le mani sul Porto. Sembrava una corazzata invincibile. Il sistema di potere era compatto e organico.

Dopo le elezioni di domenica scorsa non è più così. Il Partito democratico è riuscito ad esistere ancora e batte un colpo, ma a governare Regione e Comune ci sono altri. Sic tansit gloria mundi. Ogni Golia trova il suo David e ogni Achille ha il suo tallone.

Il motivo? È quello segnalato dal Salmo: chi è nella prosperità non comprende. Era diventato un partito di apparato, una nuova Democrazia Cristiana, lontano dai problemi veri, tutto concentrato solo su omosessuali ed eutanasia, contento perché il PIL segnalava qualche decimo di punto in più, conformista, garantista, á la page, salottiero, compunto e a modo, continuista, europeista, atlantista, immigrazionista, junkeriano, centralista, tollerante, progressista. Peccato che il popolo andava in senso opposto. Questa è la prima lezione: il politico deve avere l’odore delle pecore (Papa Francesco docet).

La seconda lezione è a carattere nazionale. Il Movimento 5 Stelle in Friuli Venezia Giulia non solo non decolla ma regredisce al 7 per cento. Nasce l’impressione che se si tornasse a votare domani a livello nazionale, i Grillini verrebbero dimezzati. Come potrà Di Maio, dopo le elezioni in Friuli Venezia Giulia, continuare a pretendere di costruire un governo con un Pd perdente su tutti i fronti e con un Movimento che nel Nord Est si arresta, mentre la Lega di Salvini e Fedriga vola? Era già difficile prima dare a bere che i perdenti fossero vincenti, ossia che il Pd potesse tornare al governo, ma ora è addirittura impossibile.

Il voto dato alle politiche al Movimento 5 Stelle assume le caratteristiche di un abbaglio. Di Maio con la teoria dei due forni si sta squalificando e assume il volto dell’uomo per tutte le stagioni: Lega o PD per me pari sono dopo averli per anni insultati entrambi. L’elettorale grillino si pente. Salvini mantiene la coerenza e vince. È vero che le regionali non sono le politiche e che piazza Oberdan non è Montecitorio, però in politica tutto si lega (lega, non Lega).



2 commenti su “Stravince la Lega di Fedriga. In Friuli Venezia Giulia si cambia marcia

  1. Alberto ha detto:

    Brutto articolo, pieno di livore verso un partito politico. Leggo altri settimanali delle diocesi regionali:usano altri toni ed hanno altri contenuti. Qui siamo alle crociate, totalmente schierati. E’ questo il nuovo ruolo di Vita nuova?

  2. miro kosic ha detto:

    quali toni? quali contenuti? Vita Nuova ha più volte sottolineato di essere contraria alla legalizazione della prostituzione. dei partiti/movimenti politici in campo quali scelte/propste di governo hanno rispettato i nostri principi e le nostre ragioni sul bene comune (non dico cattoliche!!) cristiano? ma dov’è il livore? M. Kosic

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