Siamo sempre più poveri! Unica speranza? La famiglia (abbandonata dai governi Pd)

Lo studio di Bankitalia non lascia spazio a dubbi: gli italiani sono sempre più poveri. Nel 2016, infatti, le persone a rischio povertà sono aumentate al 23%, in pratica quasi una persona su quattro. Per “rischio povertà”, Bankitalia intende coloro che dispongono di un reddito equivalente inferiore al 60 per cento di quello mediano (soglia […]

Lo studio di Bankitalia non lascia spazio a dubbi: gli italiani sono sempre più poveri. Nel 2016, infatti, le persone a rischio povertà sono aumentate al 23%, in pratica quasi una persona su quattro. Per “rischio povertà”, Bankitalia intende coloro che dispongono di un reddito equivalente inferiore al 60 per cento di quello mediano (soglia fissata a 830 euro al mese circa nel 2016). L’incidenza di questa condizione interessa soprattutto le famiglie giovani, del Mezzogiorno, o degli immigrati. Per quest’ultimi il dato è più alto: sono a rischio povertà ben il 55 per cento degli individui (contro il 33,9 per cento nel 2006). Ma anche al Nord il trend è più o meno lo stesso, con una crescita consistente del rischio passato dall’8,3 al 15 per cento degli individui.
E aumentando i poveri, crescono anche le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi: nel 2016 il 5% dei cosiddetti Paperoni deteneva il 30% della ricchezza complessiva. Il 30% più ricco delle famiglie ha circa il 75% del patrimonio netto rilevato nel complesso, con una ricchezza netta media di 510.000 euro.
A fronte di questo quadro a dir poco preoccupante, si scopre però che il reddito medio è cresciuto del 3,5 per cento rispetto a quello dell’indagine precedente del 2014, dopo essere pressoché ininterrottamente caduto dal 2006. Inoltre, la quota di famiglie indebitate si è ridotta dal 23 al 21 per cento tra il 2014 e il 2016. Dati importanti che mostrano come, al netto della totale indifferenza dei governi Pd nei confronti di provvedimenti a sostegno della famiglia, quest’ultima resta la vera ancora di salvezza, riuscendo, ove possibile, a risparmiare e a non indebitarsi. Questo significa che con politiche “family friendly” degne di questo nome, il trend relativo al rischio povertà potrebbe iniziare ad invertire la sua rotta.
Peccato però che, in questi ultimi anni, il governo è riuscito nell’impresa di ridurre all’osso anche l’unica misura pro-famiglia varata dal governo Renzi, ovvero il bonus bebè che solo per il rotto della cuffia ha trovato posto, con fondi risicatissimi, nell’ultima legge di bilancio varata dal governo Gentiloni. Il che la dice lunga sulla volontà di dare un sostegno pieno alle famiglie. D’altronde per governi come quelli piddini che hanno sposato appieno la cultura dell’antifamiglia, dando spazio a divorzi brevi, utero e in affitto e unioni civili, non ci si poteva aspettare di meglio.
Per non parlare del famigerato reddito di inclusione, varato da Gentiloni: al cospetto dei dati forniti da Bankitalia, se si pensa che i nuclei familiari coinvolti nel ReI sarebbero quasi 400mila famiglie (circa 1,8 milioni di persone) e se si pensa che, secondo l’Istat, poco più di una famiglia su dieci in Italia è in condizioni economiche difficili (circa 7,2 milioni di persone), allora è evidente che l’impatto della misura è piuttosto circoscritto.
Insomma, mentre al Nazareno si scervellano per comprendere le ragioni della batosta elettorale, basterebbe leggere questi dati per capire come mai la sinistra abbia ormai toccato il fondo.
di Bernardino Ferrero
Fonte: https://www.loccidentale.it



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