Sabato 7 novembre grande raccolta alimentare per l’Emporio della Solidarietà

Sabato prossimo grande iniziativa della Caritas di raccolta di generi alimentari per l’Emporio della Solidiarietà. Elenco dei punti di raccolta e intervista al direttore don Sandro Amodeo

 

Sabato prossimo 7 novembre raccolta alimentare per l’Emporio della Solidarietà presso i seguenti esercizi: Bottega del Mondo di via Ss Martiri, Conad di strada per Vienna a Opicina, Conad di via XX Settembre, Conad City di via Locchi, Supercoopca Trieste di via Pirano, Despar di via Severo, Despar di via d’Annunzio, Despar di via Combi, Eurospar di via dei Leo, Eurospar di largo Barriera Vecchia, Famila superstore di via Valmaura, Despar Masiello di via Baiamonti, Despar Masiello di via Strada di Fiume, Despar Masiello di via Donatello, Maxì Bosco di via Coroneo, Maxì Bosco di via Orlandini, Maxì Bosco di via Settefontane, Maxì Bosco di via Franca, Maxì Bosco di via Manna, Maxì Bosco di piazza Goldoni, Pam Trieste 1 di via Campi Elisi, Pam Trieste 2 di via Giulia, Pam Trieste 3 di via Miramare, Pam Trieste 4 di via Stock, Punto Simply di via Severo, Tedesco Discount a San Dorligo.

La raccolta continuerà domenica 8 novembre presso le parrocchie.

SULL’EMPORIO SOFFIA LA CARITA’

CHE E’ L’AMORE PER IL FRATELLO AFFAMATO

Don Alessandro Amodeo, Direttore della Caritas diocesana, dà qualche indicazione sulla realtà e sulle attività dell’Emporio della Solidarietà.

 

Don Alessandro, cos’è e com’è nato l’Emporio della Solidarietà?

L’Emporio della Solidarietà è un’opera ‘segno’ della Caritas diocesana, cioè un qualcosa che vuole lasciare il ‘segno’ ed essere un ‘segno’ di diversità nel vivere quotidiano. Potevamo anche fare un supermercato a basso costo o semplicemente libero. L’Emporio della Solidarietà, invece, ha alcune caratteristiche proprie. Innanzi tutto esso non è un qualcosa di comune a tutte le Caritas: poche lo hanno, perché allestire un emporio è un po’ una sfida nel mondo d’oggi.

Trieste ha due grandi peculiarità, che sono l’Emporio e la Caritas Young e, in essi, ci siamo fortemente esposti. A vederlo da fuori, l’Emporio della solidarietà – di cui è responsabile il signor Claudio Stoinich – appare come un supermercato e come tale è allestito, nello spazio dell’ex cinema e teatro della parrocchia Beata Vergine delle Grazie. Stoinich aveva, tra l’altro, disegnato e realizzato il supermercato delle Torri d’Europa a Trieste.

Come accedervi?

Accedono all’Emporio famiglie e singoli in temporanea difficoltà, cioè coloro che non sono in una situazione di povertà permanente. Questi soggetti sono già in possesso dell’Isee, ovvero dell’Indicatore della situazione economica equivalente: un documento che certifica l’effettivo stato di necessità. Inoltre, si tratta di persone residenti a Trieste. Può succedere, insomma, che ci si trovi per un periodo senza lavoro o che lo stipendio sia troppo basso e non sia sufficiente al sostentamento.

Gli accessi all’Emporio sono regolati da un colloquio previo tra il richiedente e il Centro d’ascolto della Caritas cittadina. Se si constata l’effettiva necessità, viene rilasciata alla persona una tessera a punti, da presentare all’uscita, dopo il rifornimento. E così, invece di spendere soldi, si spendono i punti a disposizione. È possibile accedere all’Emporio due volte al mese. Chiaramente ci sono delle limitazioni, perché una persona senza bambini, ad esempio, non potrà rifornirsi di omogeneizzati. C’è una sezione igiene della persona e igiene della casa, in modo che le persone possano capire che è importante anche vivere in ambienti puliti.

Chi indirizza i richiedenti all’Emporio?

Le parrocchie, le Unità operative territoriali (Uot) o gli assistenti sociali inviano le persone al Centro di ascolto che, dopo una valutazione del singolo caso, decide o meno l’ammissione.

Da chi è finanziato?

Dal Comune di Trieste — il quale, finanziandolo, crea una rete di accessi di persone individuate dal Comune stesso —, dalla Fondazione CRTrieste, da imprenditori, da singoli e da persone che, monetariamente o fisicamente, portando la spesa, danno una mano alla struttura. Ci sono dunque donazioni, elargizioni personali, aiuti alimentari e quant’altro.

Quali sono i Paesi di provenienza degli utenti?

Prima della provenienza, si guarda innanzi tutto al fatto che siano residenti a Trieste. Nel primo anno di attività, alla fine del 2014, più della metà erano italiani. Il gruppo restante si divideva, in ordine di grandezza decrescente, nelle seguenti nazionalità: Europa centro-orientale, Africa, Unione europea, America centro-meridionale e Asia. Gli italiani sono la maggioranza per via della crisi economica e delle nuove povertà. Sembra incredibile, ma anche con due stipendi, certe famiglie non ce la fanno a raggiungere la fine del mese. Quanto più, allora, il disagio spesso cresce quando c’è un solo stipendio.

Che tipo di merci avete?

All’Emporio ci siamo un po’ allargati, nel senso che recentemente abbiamo introdotto i cibi freschi (frutta e verdura), impegnando una cifra di circa seicento euro al mese. Normalmente, infatti, disponiamo dei soli alimenti confezionati o a lunga conservazione. Non siamo ancora in grado di fornire i ‘freschissimi’ (i latticini), però possiamo già offrire la carne fresca.

Cosà si può donare, durante la raccolta dei prossimi 7 e, solo nelle parrocchie, 8 novembre?

Solo cibi non deperibili: scatolame, olio, tonno, zucchero o caffè, ad esempio. Siamo giunti alla terza raccolta, con 24 supermercati disponibili e con il volontariato, senza il cui impegno tutto questo non sarebbe realizzabile. L’Emporio ha un magazzino, dove stipiamo la merce.

E, nel corso dell’anno, dove si possono portare i generi alimentari?

Certamente ci si può servire della parrocchia, anche se, in questo caso, gli alimenti restano spesso a disposizione delle esigenze parrocchiali. Se invece si vuole rifornire direttamente l’Emporio, si possono portare le derrate a Trieste in Via di Chiadino, 2.

 

 



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