Rivoluzione gender anche tra i Re Magi

Le cafonate del gender non hanno risparmiato nemmeno i Re Magi. La Scrittura è pinea di donne sapienti. Che bisogno c’è di Magi donne?

Potevano essere forse risparmiati i Re Magi dalle cafonate del gender? Ed eccoli capitolare anch’essi: tra le barbe bianche spunta il rossetto e sotto i turbanti dorati fa ormai capolino il fard. Presentare il cristianesimo solo come riforma sta infatti dando una copiosa raccolta di frutti marci, di cui l’inclusione femminile tra i Cantori della Stella è solo l’ennesimo, ma non l’ultimo della serie.
I Cantori, si sa, nascono maschi, poiché maschi erano i tre Re sapienti: dal XIV secolo, in alcune zone d’Europa, i giovanotti sono usi rievocare il corteo dei Magi, bussando di porta in porta a Natale e racimolando ogni tanto qualche soldino.

Ma ad un tratto ecco spuntare uno degli intelligentoni della riforma continua, che sfoggia una capacità d’introspezione fuori dalla norma: “non vorremo mica – dice – escludere le donne dalla sapienza? Non vorremo mica dire che l’uomo sia superiore alla donna? Certamente il fatto che i Magi fossero maschi è del tutto casuale”. Si deve, allora, cambiare la Scrittura secondo il genio del riformatore e dire che tra i Re ci furono pure le Regine e che tra i Magi erano presenti le Maghe. E, di conseguenza, si devono includere le femmine tra i Cantori maschi.

Il riformatore, però, ignora che le sacre Scritture grondano di Regine della sapienza. Non era necessario riformare i Magi. Sapiente fu Eva che – in accordo con suo marito – seguì la strada del pentimento e diede origine alla stirpe regale, opposta alla stirpe dei figli di Caino. Sapiente fu la vedova Giuditta, solerte nei digiuni e nelle penitenze, costante nel timore di Dio, autorevole nel parlare, vincitrice dell’empio Oloferne. Sapiente fu la Regina di Saba, di cui non si conosce neppure il nome e che non poteva che incontrare e omaggiare Salomone, sapiente tra i sapienti. Sapiente sopra tutti i sapienti fu la Vergine Maria, Madre di Dio, Regina delle virtù.

Non c’era dunque bisogno di mettere il rossetto ai Re Magi, ma bisognava affiancarli dalle figure gigantesche di queste sante Donne. La Regina di Saba, al pari dei Magi, venne in Palestina sui cammelli e portò doni al Re. Ma non si mise la barba, non si vestì da uomo, non sovvertì la storia, non fu ribelle ai giudizi di Dio, non rinnegò il sesso, non ambì ad un posto diverso da quello che Dio le concesse.



Un commento su “Rivoluzione gender anche tra i Re Magi

  1. Franco De Iaco ha detto:

    Se ci sono dei problemi seri di disagio economico nella società, prodotti dall’egoismo di pochi che si arricchiscono in modo spropositato non per quello che fanno ma per la possibilità di fare leggi che glielo consentano. Se cisono qiesti problemi ci sono due strade, o si risolvono riprendendosi il malloppo da chi l’ha sottratto o trovare dei diversivi. Quale scelta ha fatto il nostro governo di sinistra che ci dobbiamo godere per tutto il mandato? La governabilità, in queste condizioni è un valore o una danno?

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