“Restate fondati e fermi nella fede”: votazioni delle proposizioni sinodali

Dopo tre anni il Sinodo diocesano verso la conclusione. Nell’ultima congregazione sinodale sono state votate le proposizioni finali.

Una congregazione caratterizzata da una particolare tonalità meditativa quella dove si sono svolte le votazioni del documento Sinodale. Dopo l’ascolto della Parola tratta dalla liturgia della Pentecoste e dopo l’invocazione dello Spirito Santo con il canto dell’Inno del Sinodo con la musica del compianto maestro Marco Sofianopulo i Sinodali hanno approvato a larga maggioranza il testo elaborato dalla presidenza del Sinodo a seguito dei lavori delle quindici commissioni che hanno riflettuto sulla dimensione missionaria della Chiesa, sulla liturgia e sull’impegno a testimoniare la fede nel mondo.

Un Sinodo con un tema centrale, come ha ricordato il Vescovo nella sua meditazione, quello della Fede. La lettera ai Colossesi ha guidato i nostri lavori, in particolare tramite il versetto “Restate fondati e fermi nella fede”. Un tema elaborato su tre anni, mettendo a fuoco le dimensioni fondanti della vita di fede del popolo cristiano: annuncio, celebrazione e testimonianza.
La meditazione accorata del Vescovo ha poi invitato i fedeli a riconoscere la Chiesa come Popolo di credenti. Come un popolo che vive di fede proprio perché sa che solo essa ci salva dalla morte, dalla disperazione, dal non senso e solo essa può donare invece senso e valore a tutta la nostra vita personale e relazionale, perché apre ogni aspetto della nostra vita alla dimensione della salvezza, della verità, della grazia.

Il Vescovo ha quindi commentato le due letture tratte dalla liturgia di Pentecoste. La lettura tratta dal libro degli Atti degli Apostoli mostra cosa è in grado di fare lo Spirito del Signore. All’opposto di Babele, una città costruita senza Dio e contro Dio, che porta inevitabilmente all’incomprensione e al non senso nelle relazioni tra gli uomini, il dono dello Spirito del Risorto, il miracolo della fede, porta gli uomini delle diverse nazioni a comprendersi e pertanto a ritrovare il senso della loro vita. Il Vangelo di Giovanni invece racconta le apparizioni del Risorto e il cambiamento nell’animo dei suoi discepoli. Dal timore dei Giudei, una comunità a porte chiuse, alla gioia profonda dell’incontro con il Signore. Ma nello stesso tempo il dono strabiliante dello Spirito ci fa missionari “Come il Padre ha mandato me, così anch’io mando voi”. Nel DNA dell’esperienza di fede vi è l’urgenza di condividere questo dono stupendo di cui siamo destinatari senza alcun merito.

Infine il Vescovo ha auspicato una piena accettazione dei documenti sinodali, frutto sì del lavoro di tre anni, ma opera davvero del Signore che ha guidato i Sinodali a mettere a disposizioni di tutti i loro doni e i loro carismi, per una chiesa non chiusa né divisa in se stessa da logiche mondane. Ovviamente ora dipenderà da noi accogliere e mettere in pratica senza indugi né pigrizia il messaggio del Sinodo. Il Sinodo potrà rinnovare in profondità la vita della nostra comunità cristiana se sapremo accoglierne le indicazioni più pregnanti, dall’accoglienza quotidiana della Parola di Dio, alla capacità di costruire comunità che mettano al centro i sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia.

Un volto di Chiesa, quello che emerge dal Sinodo, non arroccata ma aperta alla città, alle persone nel bisogno, piena di carità con un’attenzione all’impegno nel mondo sociale ed economico della nostra città. Una chiesa quindi che mentre cresce nella professione di fede, sa testimoniarla con generosità soprattutto sul fronte della carità operosa.



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