Renzi segretario: e ora?

Grande vittoria di Renzi alle primarie del Partito democratico. Sfiora il 70 per cento. Ora rimane il problema del governo del partito, mentre il suo cuore pensa a Palazzo Chigi, legge elettorale permettendo.

Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito democratico. Ha vinto le primarie con grande vantaggio sui due avversari. Tra costoro, Pippo Civati ha sorpreso, riuscendo a lambire Cuperlo e a uscire dal confronto nella posizione di “quasi terzo”.

Molti davano per scontata la vittoria di Renzi. L’unico problema aperto era la quantità dei voti. Avendo raggiungo quasi il 70 per cento, si può dire che ci sia stata una legittimazione molto forte. Renzi ha veramente vinto.

Il motivo sta in lui, ma anche nel Partito, che aveva eliminato uno ad uno i suoi possibili antagonisti. La vittoria di Renzi era stata preparata prima delle primarie, dai comportamenti durante le elezioni del Presidente della Repubblica, dal siluramento di Prodi, dalle brutte figure di Bersani durante le trattative con i Grillini, dai 101 franchi tiratori che nel segreto avevano votato contro le indicazioni della segreteria. Il Partito stesso aveva già azzoppato tutti i suoi pezzi migliori. La vittoria di Renzi, per questo, era segnata, non aveva alternative. Gianni Cuperlo, a torto o a ragione, era associato a questo gruppo dirigente e per questo ha perso.

Quando uno diventa segretario con le primarie deve poi però affrontare il problema del  governo del partito. In teoria si potrebbe vincere le primarie ed essere in minoranza nel partito. Non è questo il caso di Renzi, che tuttavia  nel partito non ha avuto il 70 per cento dei consensi. Per Renzi non sarà una passeggiata e D’Alema ha già detto che non ci sarà nessuna scissione, ma una lotta dura sì. Un ex democristiano alla guida del Partito, nel momento in cui un altro ex democristiano ha in mano il governo, può diventare troppo una volta smorzatasi la sbornia mediatica delle primarie. Subito dopo l’investitura elettorale, Renzi ha detto che questa non è la fine della sinistra, ma di un gruppo dirigente della sinistra. Però le sue idee su molti temi politici molto di sinistra non sono. Almeno per come era la sinistra a cui siamo abituati.

C’è poi il problema dei problemi. Renzi, si sa, vuole andare a Palazzo Chigi. La segreteria è per lui solo la tappa intermedia. Non intende aspettare le elezioni del 2015. I rapporti col governo non saranno molto lisci e Renzi tallonerà Letta distinguendo in modo molto netto la linea del Partito da quella del governo. Se si avesse la certezza di una legge elettorale maggioritaria, Renzi potrebbe forzare i tempi per andare alle elezioni prima della fine della legislatura. L’attuale situazione dopo la sentenza della Corte costituzionale che ci ha consegnato una legge elettorale proporzionale in attesa della riforma del Parlamento, lo costringe a frenare, ma il ragazzo scalpita.



Un commento su “Renzi segretario: e ora?

  1. Pietro ha detto:

    E adesso tenete d’occhio la piccola Deborah, che scalpita e già si sta preparando all’ulteriore salto di carriera !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *