Planned Parenthood: educazione alle perversioni sessuali

La malvagità della Planned Parenthood non si deduce solo dalla vendita dei corpi dei bambini abortiti. Le associazioni prolife americane sono riuscite ad ottenere la chiusura di molte cliniche per questioni igieniche o per scarsa professionalità degli operatori sanitari (di cui fanno le spese le donne: della loro salute, in queste circostanze, alle femministe importa […]

La malvagità della Planned Parenthood non si deduce solo dalla vendita dei corpi dei bambini abortiti.

Le associazioni prolife americane sono riuscite ad ottenere la chiusura di molte cliniche per questioni igieniche o per scarsa professionalità degli operatori sanitari (di cui fanno le spese le donne: della loro salute, in queste circostanze, alle femministe importa poco…).

Abbiamo anche visto come le cliniche della Planned Parenthood Federation siano state colpevoli di omessa denuncia quando le ragazzine incinta (minorenni, anche molto giovani) venivano accompagnate ad abortire da individui adulti, molto più grandi di loro: situazioni in cui il sospetto di abusi e violenza, fino alla tratta di minori a scopo sessuale, doveva essere praticamente una certezza.

E’ il giornalismo investigativo di Live Action  ad aver portato prove schiaccianti in più di un’occasione su tali misfatti, dimostrando che Planned Parenthood è ben lungi dall’essere una organizzazione che serve alla salute delle donne. In realtà è un’impresa votata al profitto, a ottenere quanto più denaro (insanguinato) possibile, animata dal materialismo e dal relativismo più bieco, quello incarnato dalla “cultura della morte”.

Abbiamo anche accennato cosa significhi per la Planned Parenthood “educazione sessuale”: ottenere un finanziamento aggiuntivo dalla previdenza sociale (ObamaCare) e “adultizzare” precocemente i ragazzini spiegando loro le “gioie” del sesso in tutte le salse (la filosofia che promuove la sessualizzazione precoce dei minori, sappiamo bene da dove proviene e che è arrivata anche nelle nostre scuole).

Non stupisce quindi che Planned Parenthood promuova anche il sesso estremo, il BDSM (Bondage, Dominazione, SadoMasochismo, feticismo…), anche tra i minori. Un video destinato ad adolescenti promuove il BDSM: mette in guardia dagli abusi, ma seguendo certe regole e col consenso del partner, “tutto” si può fare (e non è vero che il sado maso fa “tanto” male…). Sul BDSM “sicuro” organizzano anche seminari per adolescenti.

In Columbia, la Planned Parenthood di Willamette, incoraggia una quindicenne a praticare “giochi” di ruolo decisamente inquietanti (sempre con molta attenzione per la sicurezza, però!). Per esempio assecondare il partner che voglia indossare pannolini ed essere trattato (nutrito…) come un neonato; la PPF delle Montagne Rocciose incoraggia il BDSM e i giochi con urine e feci. Sempre attenti alla sicurezza, però, usando le dovute protezioni come i dental dam, per evitare di “ingerire”. Se non si “ingerisce”, il resto, va bene: “Per alcune persone è normale. E potrebbe essere divertente, sai?” dice il consulente PP a una quindicenne. E consiglia di visitare un sexy shop per trovare tutta l’attrezzatura necessaria (anche se è vietato ai minorenni!).

Tra i funzionari della PP, c’è anche chi ha dato consigli ai ragazzi su come trovare materiale porno senza farsi scoprire dai genitori.

La filosofia che si insegna ai ragazzi è: “Tutto nel mondo sessuale è normale finché è consensuale”.

E’ vero, voi direte, ma queste cose accadono in America. In fin dei conti a noi cosa importa?

A parte il fatto che la International Planned Parenthood Federation opera in tutto il mondo, anche in Europa; a parte il fatto che di roba del genere (basti pensare alla rivoluzione sessuale o all’aborto legale), dall’America ne è arrivata parecchia; quello su cui dovremmo riflettere è la filosofia (o se vogliamo l’ideologia) che sottende le azioni e le politiche della PPF: il materialismo, l’edonismo, il relativismo, che caratterizzano la cultura mortifera che già da tempo imperversa qui da noi, anche sotto forma di ideologia gender.

Una cultura che ciascuno di noi deve impegnarsi a contrastare.

Fonte: http://www.notizieprovita.it



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