Persone “sequestrate” da Cristo per la redenzione

Quattro nuovi sacerdoti sono stati ordinati sabato scorso dal Vescovo in Cattedrale. I novelli Preti hanno già celebrato domenica mattina la loro prima Messa in alcune parrocchie cittadine

Sabato 21 giugno, nella Cattedrale di San Giusto, don ANDREA PADDEU, don KAROL BOLTRYK, don WLADYSLAW NIEMYSKI e don FRANCESCO PESCE hanno ricevuto il Sacramento dell’Ordine Sacro per l’imposizione delle mani e la preghiera dell’Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi. I nuovi Sacerdoti hanno celebrato la loro prima messa rispettivamente a San Sergio Martire, a Santa Maria del Carmelo, a Santa Maria del Carmelo e alla Beata Vergine delle Grazie.

L’Arcivescovo Crepaldi, nell’omelia della messa di ordinazione, ha avuto parole di ringraziamento, perché “Un prete è il frutto mirabile di un miracoloso concorso dell’opera di Dio e dell’opera della Chiesa”.

Rivolgendosi ai nuovi Sacerdoti, il Vescovo ha detto che “la relazione tra il sacerdozio e l’eucaristia ha qualcosa di unico.Tutti possono annunciare il vangelo, ma solo i sacerdoti possono trasformare del pane in corpo di Cristo; tutti possono insegnare i misteri della fede, ma solo i sacerdoti possono dire questo è il mio sangue; tutti sono chiamati alla santità, ma solo a chi sono state imposte le mani è chiesto qualcosa di più radicale, perché i sacerdoti sono chiamati ad agire in persona Christi per diventare essi stessi l’offerta gradita al Padre.“Se l’eucaristia è centro e vertice della vita della Chiesa, parimenti lo è del ministero sacerdotale”, scrisse Giovanni Paolo II nella sua enciclica Ecclesia de Eucharistia”.

Il Vescovo ha poi spiegato il significato del rito dell’imposizione delle mani: “Tra poco, infatti, imporrò le mie mani sul vostro capo, e dopo di me lo faranno S.E. Mons. Ravignani e i sacerdoti presenti. Qual è il senso di questo gesto? È il gesto che significa ciò che il sacramento compie in voi: la configurazione sacramentale a Cristo e quindi il sequestro che Cristo compie della vostra persona per l’opera della redenzione. Da quel momento voi cessate di essere e-mancipati – cioè vivere per voi stessi – e sarete mancipati (manu capti), pienamente dedicati cioè al servizio di Cristo: servi di Cristo per l’annuncio del suo Vangelo di grazia”.

Infine, il Vescovo, commentando il segno dell’unzione delle mani, ha detto: “in questa sera, saremo partecipi di un singolare incontro di amore: Andrea Francesco Karol e Wladek faranno  della loro persona – corpo, anima e spirito – un olocausto perfetto, un dono a Cristo nella Chiesa mediante la castità perfetta e la promessa di obbedienza. E Cristo li accoglierà e li unirà a sé per sempre. In questo modo, la loro vita sarà messa al sicuro e salvata, perché loro sono stati capaci di donarla. E’ un evento di grazia che contiene anche una formidabile profezia cristiana che viene posta dentro ad un mondo che ogni giorno più devasta la dignità della persona; un mondo che rifiuta la definitività del dono perché considera la libertà come sradicata da ogni appartenenza; un mondo che pensa la convivenza civile come la fortuita convergenza di forze egoistiche contrastanti; un mondo che guarda all’uomo come ad un incidente casuale dell’evoluzione della materia”.



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