Patrocini per i Gay Pride, ora parte l’esposto alla Corte dei Conti

Esposto alla Corte dei Conti per i patrocini dati dalle amministrazioni ai Gay Pride. L’iniziativa dei pro life sostenuta anche da Lega e Fratelli d’Italia

Un esposto presentato alla Corte dei Conti. Il fine è quello di contestare il presunto danno erariale che deriverebbe dall’aver concesso il patrocinio alle varie manifestazioni che si svolgono ormai di consueto e che di solito vengono denominate “Gay Pride”.
Cento enti locali sono finiti così nel “mirino” dell’Associazione Difesa dei Valori.
I dettagli dell’iniziativa sono divenuti pubblici durante giornata di oggi, all’interno di una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei deputati. Conferenza alla quale hanno preso parte anche due parlamentari: l’onorevole Giovanni Donzelli, di Fratelli d’Italia e il senatore Simone Pillon, esponente pro life eletto nelle liste della Lega. Segno di come la “mossa” dell’esposto sia stata condivisa almeno da questi due partiti appartenenti alla coalizione di centrodestra.
“Decine di comuni a guida Pd, centrosinistra e Movimento 5 Stelle patrocinano e sostengono manifestazioni che promuovono la poligamia e la pratica barbara dell’utero in affitto – ha dichiarato Donzelli davanti ai giornalisti presenti – è surreale e indecoroso associare il nome di istituzioni a pratiche raccapriccianti vietate dalla Costituzione italiana. Sosteniamo l’iniziativa dei promotori perché crediamo che non sia pensabile sprecare risorse per iniziative contro la legge”.
Il danno erariale è stato contestato a molte realtà amministrative del Belpaese. L’avvocato Francesco Vannicelli le ha elencate per intero: le regioni Lazio, Campania, Piemonte, Toscana, Umbria e amministrazioni comunali come Roma, Firenze, Napoli, Catania, Cagliari, Torino, Milano, Trento, Bolzano. L’atto è stato recapitato presso le procure presenti in Campania, Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Toscana, Sicilia, Veneto, Sardegna, Liguria, Trento e Bolzano. Un’iniziativa a pioggia, quindi, che intende mettere in evidenza il presunto sperpero che starebbe interessando i fondi pubblici utilizzati per dare il patronicio a questo genere di eventi.
“Non possiamo accettare – ha concluso Donzelli – che una parte politica utilizzi le risorse pubbliche per diffondere pratiche raccapriccianti e diseducative. Chiediamo – ha scandito – che la magistratura contabile intervenga per recuperare le risorse dai responsabili di scelte assurde”. Alla presentazione del tutto hanno presenziato anche gli attivisti pro life di Generazione Famiglia, CitizenGo e del Comitato “Difendiamo i nostri figli”.
di Giuseppe Aloisi
Fonte: http://www.ilgiornale.it



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