Pannella santo subito?

Pannella: un brillante truffatore, che ha voluto beffare sia Dio che il demonio. Requiescat in pace.

di Tacitus

“Santo subito !” E’ questa l’impressione suscitata dalle manifestazioni che hanno accompagnato il commiato di Marco Pannella da questo mondo. Un funerale “laico”, in tre puntate – a Montecitorio, in piazza Navona, a Teramo – trasformate in altrettanti eventi mass-mediatici volti a celebrare un protagonista indiscusso degli ultimi 50 anni della nostra storia. Un uomo che ha cambiato l’Italia, certamente; ma non lo ha fatto da solo e quanto alla direzione del cambiamento siamo adesso in grado, dopo l’approvazione della Legge Cirinnà, di tracciare un bilancio complessivo.
Lapidariamente, di lui si può allora dire che è stato lo strumento perfetto attraverso il quale la massoneria internazionale ha portato a compimento il disegno storico di distruggere l’istituzione familiare – e quindi il fondamento antropologico cristiano – nella nazione che rappresenta da sempre il cuore della Chiesa cattolica. In breve, un colpo al cuore della Chiesa. Con le conseguenze che si affacciano all’orizzonte.

Come è riuscito a tanto? Con la stessa strategia utilizzata dal serpente nei confronti dei nostri progenitori: offrendo a torme di sprovveduti un intero cestino di frutta, tutta bella a vedersi e buona a mangiarsi, ma all’interno intrisa di veleni. Lo ha fatto con arte, accompagnandosi con slogan ed immagini acconce. Tante rose, brandite però da un pugno che a ben vedere sembra un’arma. I segni hanno la loro importanza, ma non tutti riescono a decodificarli.
Chi ha visto soltanto la rosa si è lasciato ammaliare da un fascino che potremmo definire “luciferino” (bastava guardarlo in volto, specialmente negli occhi). La storia è piena di simili personaggi, veri e propri “pifferai magici” che hanno portato i popoli alla rovina. Anche il Nostro ha ammaliato milioni di persone; tantissimi pure tra quanti osteggiavano le sue proposte, ne hanno subito il fascino.
Tra questa massa, ha arruolato diverse migliaia di seguaci, letteralmente plagiati dalla sua persona, consapevolmente usata come “oggetto del desiderio”, un richiamo anche di natura sessuale, per uomini oltre che per donne. Queste ultime, si sa, accorrono a frotte nell’ansia di condividere l’alcova con i grandi personaggi: Mussolini docet, ma anche J.F. Kennedy, Martin Luther King e via dicendo.

Affascinante al massimo il suo linguaggio peculiare, la sua oratoria irrefrenabile, impunita nell’attaccare il potere – non i potenti – si badi bene. Anticipando i “professionisti dell’anti-mafia”, si è scagliato contro i partiti quali organizzazioni deputate a selezionare i poteri pubblici. Su questi equivoci presupposti ha mobilitato schiere di attivisti, per lo più inconsapevoli di quello che erano chiamati a distruggere. Vale a dire le istituzioni democratiche, a partire dai principi etici sui quali queste si reggono. Il tutto all’interno di un progetto che vuole concentrare tutti i poteri nelle mani di una ristretta oligarchia finanziaria (e finanziatrice) i cui comportamenti fanno rimpiangere i mercanti di schiavi dell’antichità. Altro che restituire il potere agli elettori!

E’ in questa chiave che vanno letti i grandi disegni pannelliani, quali l’Europa federale, il partito transnazionale, la pace universale. Disegni che non a caso vedono in lui l’artefice, non l’iniziatore.
Stessa analisi impietosa va fatta per le dichiarazioni di principio. L’uomo si è battuto per i diritti? Verissimo. Marco Pannella si è speso senza risparmio perchè divenisse legale distruggere le famiglie, uccidere i bambini nel grembo materno, privare quelli che riescono a nascere di uno o entrambi i genitori, esporre gli adolescenti a ogni genere di droghe e di perversioni sessuali, insegnare alle donne ed ai giovani in genere che il corpo umano è uno strumento di piacere che dev’essere utilizzato senza alcun limite, uccidere i malati, gli handicappati, gli anziani.

Un uomo tutto d’un pezzo, onestissimo, disinteressato. Certamente. Anche il cav. Benito Mussolini tralasciava di incassare lo stipendio di primo ministro, gli bastavano i benefici del potere. Così anche per il Nostro: l’attico nel centro di Roma, la corte di amanti, amici, sodali, clienti, tra i quali sceglieva il/la favorito/a di turno. Invero li trattava con equità, vale a dire ne accettava l’omaggio senza imbarazzi e una volta usati – politicamente, materialmente, sessualmente – li sputava fuori senza tanti complimenti nè tantomeno un benservito. Poteva permetterselo perchè era il capo assoluto e indiscusso, esattamente come facevano gli imperatori romani.
Una bella carriera, non c’è che dire, per uno che si era laureato col minimo legale dei voti (66/110). Una laurea in giurisprudenza, che gli servirà per sfruttare le maglie della legge per abbattere la legge. Sempre però presentandosi travestito con una pelle d’agnello.

Si pensi a quello che è il maggior scandalo della storia della Repubblica, Radio Radicale. Una radio di partito che svolge una funzione che più pubblica non si può – trasmettere dal vivo i lavori del Parlamento – strappandola alla sua sede naturale, la RAI. In un Paese dove c’è chi si preoccupa del monopolio televisivo sulle partite di pallone! Qui si costringe coloro che vogliono informarsi sulle vicende politiche del Paese a esporre il cervello alla propaganda radicale, e per giunta a sovvenzionare questo “servizio” pagando le tasse. E poi ha avuto la faccia tosta di fare campagna contro il finanziamento pubblico dei partiti…

Incongruenza tipica di un personaggio, che giocando dentro e fuori dalle istituzioni ci ha abituato alle giravolte più ardite? Niente affatto, semplicemente la prosecuzione di una lucida strategia volta a togliere ai partiti le risorse indispensabili per rendersi in qualche modo autonomi dal potere economico. Comprendiamo allora il senso di tante operazioni eclatanti, come la distribuzione in piazza del contributo ottenuto dal partito radicale dopo le elezioni. Una mossa tipica del marchese del Grillo, una figura che bene richiama del Nostro l’alterigia e insieme il disprezzo per il popolo.
Lungi da rappresentare una contestazione al sistema, come hanno voluto vedervi quanti lo seguivano con gli occhi foderati di prosciutto, Pannella faceva esattamente quanto previsto dalla legge. Con un’interpretazione certo “creativa” usava i soldi pubblici per finanziare la sua politica, letteralmente “comprando” i voti futuri, in un modo non tanto lontano da quello che a Napoli fece Achille Lauro.

Una trovata, come quella dei mitici digiuni, un’operazione pubblicitaria che si sarebbe spenta subito senza la connivenza di tanti personaggi delle istituzioni, i quali accorrevano al suo capezzale fingendosi preoccupati per gli inesistenti problemi della sua salute, mentre volevano solo partecipare del momento mediatico così realizzato. Anche così nascono le leggende storiche.
Alla fine della fiera, però, le cose si rivelano nella loro realtà. Stranamente nessuno ha trovato da ridire sul fatto che Pannella e Bonino, i due sponsor dell’introduzione dell’eutanasia in Italia, pur entrambi malati di cancro (e almeno lui con forti sofferenze) si siano ben guardati dal seguire il loro stesso consiglio. Siamo all’italico “armiamoci e partite”.

La morte, si sa, fa paura a tutti. E ironia della sorte, anche Pannella, come già Lenin (al quale la Russia deve il divorzio breve e l’aborto selvaggio), ha finito i suoi giorni terreni sotto la cura delle suore, per la cronaca nella clinica di Nostra Signora della Mercede. La morte fa tanta paura che all’interno di un funerale tutto laicità, sembra sia stato posto nella bara (senza croce) con in mano un rosario regalatogli da Gandolfini, e c’è pure una foto che lo ritrae mentre bacia il crocifisso di un martire, Mons. Romero. In tutto questo c’è come un déjà vu. Anche due mangiapreti incalliti come Cavour e Vittorio Emanuele II sono riusciti a suo tempo ad eludere la sorveglianza dei “fratelli” ricevendo i conforti religiosi, che il beato Pio IX – vero pastore universale – autorizzò espressamente. Se così è avvenuto anche per il Nostro – e ce ne auguriamo per lui – sarebbe l’ennesima dimostrazione di chi in vita egli è stato: un brillante truffatore, che ha voluto beffare sia Dio che il demonio. Requiescat in pace.



7 commenti su “Pannella santo subito?

  1. Franco De Iaco ha detto:

    Gesù Cristo non è venuto per condannare ma per salvare. Quindi, se all’ultimo momento si è affidato alla Misericordia, è una cosa di cui essere felici e, specialmente, perchè alimenta anche la nostra speranza di un salvataggio in zona Cesarini. Per il resto l’articolo ripercorre una storia che ho vissuto personalmente, prima condividendola ed approvandola, poi vergognandomi della marea di cazzate fatte per ignoranza. Mi sono sentito preso in giro da imbonitori televisivi che hanno venduto bene il loro prodotto. Imbonitori che piuttosto che vendere materassi, pentole o altre meraviglie, vendono il degrado della dignità umana per il solo motivo che non la conoscono.

  2. Alberto Modugno ha detto:

    Spettabile Redazione, egregio “Tacitus”,
    non sono un esperto di politica e non ho modo di seguire da vicino tutte le vicende che riguardano il nostro Paese ed i tanti personaggi pubblici che vi si agitano.
    Certamente però Marco Pannella è stata una figura di rilievo, ancorché controversa, nella storia della Repubblica italiana. Ma quanto è avvenuto dopo la sua morte – cioè il manifestarsi del suo incontro con Dio nella malattia e nell’approssimarsi della morte – dovrebbe essere l’occasione, secondo me, di porre in luce piuttosto l’azione del Padre misericordioso, del Figlio salvatore e dello Spirito Santo liberatore, che non quella del nostro indefesso accusatore. Non Le pare?
    Penso che anche molti credenti si siano rallegrati nel vedere l’opera di Dio con questa persona, e credo che l’ultima sua lettera resa pubblica testimoni, aldilà di ogni motivata riserva mentale, un percorso di avvicinamento a Dio che non può non interrogare anche tanti scettici e non credenti.
    Mi spiace ma non riesco a condividere questi toni aspri e malevoli che spesso ritrovo nelle pagine di un settimanale che dovrebbe esprimere la sensibilità di una comunità, quella cattolica triestina, chiamata a testimoniare prima di tutto l’amore gratuito che ciascuno di noi ha potuto conoscere e che Dio non riserva solo ad alcuni, ma a tutte le sue creature e ad ogni uomo.
    Distinti saluti

    Alberto Modugno

    1. Stefano Fontana ha detto:

      Risponde Tacitus.
      Nessun uomo sa cosa si celi nel cuore di un altro uomo. Sul presunto riavvicinamento di Pannella a Dio il condizionale è d’obbligo: non è lecito piegare le notizie nel senso che la nostra fede si augura. E’ ben vero che si deve odiare il peccato ed amare il peccatore, ma non si può amarlo in quanto peccatore. Sbaglia chi vede in Gesù una sorta di “buonista”.
      Alla sua abitudine a mescolare sacro e profano è ascrivibile gran parte del fascino nefasto che quest’uomo ha esercitato in vita su tante anime semplici e buone, anche di estrazione cattolica: di ciò il lettore andava avvertito. Poi, la Giustizia di Dio, che è in primo luogo Misericordia, farà il suo corso. Che papa Francesco abbia cercato fino all’ultimo di salvare questa pecorella perduta è la più evidente dimostrazione di come la Chiesa segua il suo Signore e non il mondo e questa è veramente la “buona novella”.

  3. Renata Longo ha detto:

    Spettabile redazione
    Leggo il seguente passaggio:
    “[…] un richiamo anche di natura sessuale, per uomini oltre che per donne. Queste ultime, si sa, accorrono a frotte nell’ansia di condividere l’alcova con i grandi personaggi: Mussolini docet, ma anche J.F. Kennedy, Martin Luther King e via dicendo.”

    Sono offesa e stupita che in evidenza sul sito del settimanale della chiesa cattolica di Trieste si trovino simili affermazioni. Del tutto superflue nell’argomentare dell’autore e radicalmente diverse dal rispetto con cui Gesù ha avvicinato le donne.

    Distinti saluti

    1. Stefano Fontana ha detto:

      Risponde Tacitus.
      Quanto all’atteggiamento di Gesù verso le donne, sembra che in sostanza la lettrice condivida quanto scritto: ci vuole molto sforzo per vedere in Pannella il volto di Cristo.

  4. Clara Comelli ha detto:

    Tacitus ma questo bello pseudonimo che nome e cognome veri nasconde? Almeno Pannella ci ha sempre messo la faccia. Piacco o no.

  5. Molly ha detto:

    Condivido pienamente i commenti e il sentire di Alberto Modugno, Renata Longo e Clara Comelli.
    Grazie a Dio (!), il giudizio gratuito, i toni malevoli e una sprezzante misoginia (non trovo termini più teneri per le frasi già citate) non appartengono al Cristianesimo, anche se molti articoli di Vita Nuova ce la mettono proprio tutta per farcelo credere.
    La frase sulle donne, poi, mi lascia senza parole. Forse Tacitus, almeno quella parte, la poteva tacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *