Padre Livio processato dall’Ordine dei Giornalisti

Come avevamo predetto: in questa società annunciare le verità della fede – che sono verità in assoluto, lo si creda o meno – diventa un crimine.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, nella sua qualità di responsabile della testata, è stato denunciato al Consiglio di Disciplina territoriale dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena. Manco a dirlo, il Consiglio si è affrettato ad accogliere la richiesta ed ha aperto un’istruttoria.
Stando alle notizie di stampa, l’istruttoria riguarderebbe la frase «…(la Cirinnà – firmataria del disegno di legge sul matrimonio omosex attualmente in discussione) che adesso brinda a Prosecco alla vittoria… Signora, arriverà anche il suo funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più tardi possibile, ma arriverà».
Come si può vedere, il capo d’imputazione è né più né meno che il richiamo ai Novissimi, o se si preferisce, in una versione laica, all’elementare verità che tutti dobbiamo morire.
Affermazione chiaramente eversiva in una società che punta tutto sulla giovinezza, la bellezza, la salute, la ricchezza, il potere. E che proclama questi “valori” in nome della scienza. Aspettiamo che qualche giudice zelante processi un gruppo di goliardi colti a cantare Gaudeamus igitur; il cui ritornello finale suona, per chi non lo ricorda, “nos habebit humus”.
Ritornando all’Ordine dei Giornalisti, così attento a tutelare la libertà di opinione dei suoi iscritti (fra i quali c’è pure Padre Livio), ha mai sentito parlare della libertà religiosa? Questa sta scolpita nelle costituzioni di tutti gli Stati civili, nonché nelle dichiarazioni dei diritti umani.



2 commenti su “Padre Livio processato dall’Ordine dei Giornalisti

  1. Franco De Iaco ha detto:

    Ovviamente chi giudicherà avrà solo mezza cultura. Sarà stato istruito dalla catechesi del mondo e non avrà la minima idea della catechesi del Vangelo.Ho sentito la registrazione dell’intervento incriminato di padre Livio e l’ho interpretata per quello che era: un riferimento all’Apocalisse in quanto al brindisi della Cirinnà che mi è sembrato molto calzante. Assolutamente chiaro che non voleva darle della operatrice del sesso ma di una che ha prostituito il proprio intelletto alla ricerca della fama. In quanto al monito alla morte, a parte l’ovvietà dell’asserzione, c’è chi si tocca e chi canta “portami in cielo”, è un richiamo alla responsabilità odierna in funzione del giudizio finale. Ora si può fare qualche cosa che un domani si dovrà giustificare.

  2. Gianni ha detto:

    Mi dovreste spiegare come mai Padre Livio continua a propagandare Medjugorie come apparirzioni vere quando la Chiesa non si è ancora pronunciata e anzi alcuni vescovi hanno per ora proibito i pellegrinaggi. Disubidisce alla chiesa e alla gerarchia chr invece chiede prudenza. Mi auguro che l’autorità ecclesiastica lo sanzioni. Non l’ordine dei giornalisti

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