“Oggi la Madonna della Salute vede nel mondo una violenza selvaggia”

Maria è il segno della salvezza annunciato dal profeta Isaia, ha detto il Vescovo Giampaolo Crepaldi, ma oggi la Madonna della Salute vede un mondo che volta le spalle a Dio, pensando di farcela da solo.

L’Arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi ha celebrato oggi, 21 novembre, alle ore 11.00, la Santa Messa nel Santuario triestino di Santa Maria Maggiore nella festa solenne della Madonna della Salute, venerata e amata da tutti i triestini. Nel pomeriggio, alle ore 15,00, come da tradizione, il Vescovo ha incontrato i Bambini nel medesimo santuario.

Dopo aver richiamato i fedeli alla centralità di Maria nel mistero della salvezza in quanto Ella ci conduce sempre a Gesù, il Vescovo si è soffermato sulle tribolazioni del momento presente, che alla luce di Maria Santissima possono essere interpretate non solo sociologicamente ma anche teologicamente. I tristissimi fatti di questi giorni trovano una spiegazione solo se non ci si ferma alle cause materiali, come per esempio la vendita delle armi o i problemi dello scacchiere politico internazionale, ma se ci si innalza alla prospettiva di Dio, a cui la Madonna ci spinge.

Oggi, ha detto l’Arcivescovo, la Madonna della Salute “vede un mondo in guerra e sotto attacco di fanatici che uccidono in maniera crudele e selvaggia”. Il riferimento è stato anche e soprattutto a “L’orrenda carneficina di Parigi”, come l’ha chiamata il Vescovo, un fatto, ha detto, “che va condannato con tutte le nostre forze”.

Però la nostra riflessione non può fermarsi qui. E’ sembrato che il Vescovo facesse riferimento a quanti in Europa, in questi giorni, affermano di essere pronti ad opporre al terrorismo islamista i nostri valori. Sì, ma quali? Di valori l’Occidente non ne ha quasi più, se non la libertà che però esso usa proprio per distruggere i valori. Le società occidentali, ha detto Mons. Crepaldi, “in nome di un falso progresso hanno mandato al macero le proprie radici cristiane e, in questo modo, le radici della propria identità e della propria civiltà”. L’Europa è vuota e sfiduciata e per questo risulta particolarmente debole. Il relativismo cosa potrebbe opporre agli integralismi? Una “democrazia senza valori” cosa ha da opporre alla violenza? “Non ci sarà nessuna lotta vincente all’islamismo fanatico che sta terrorizzando i nostri Paesi e le nostre città – ha concluso Mons. Crepaldi – se non recupereremo un sano e vitale rapporto con le nostre radici cristiane”.

Riportiamo qui il testo completo dell’omelia dell’Arcivescovo per la Festa della Madonna della Salute

DIOCESI DI TRIESTE

MADONNA DELLA SALUTE

+Giampaolo Crepaldi

Santuario di Santa Maria Maggiore, 21 novembre 2015

Carissimi fratelli e sorelle,

Sono particolarmente lieto di poter celebrare in questo Santuario la Festa della Madonna della Salute, venerata e amata da tutta Trieste. In questa fausta circostanza sentiamo echeggiare nella nostra città le parole che il profeta Isaia rivolgeva a tutto il creato, riflettendo sulla misericordia di Dio verso il suo popolo: Giubilate, o cieli; rallegrati, o terra, gridate di gioia, o monti, perché il Signore consola il suo popolo e ha pietà dei suoi miseri. Quello di quest’oggi è uno straordinario evento di grazia che la Madonna ci concede di vivere, generato dalla gioia profonda dell’incontro con Dio, che dona pace e serenità; che genera speranza e fa riprendere con forza il cammino della vita; che rinsalda i cuori nei propositi di bene e fa essere protagonisti coraggiosi del proprio futuro.  In questa giornata, si sperimenta nel Santuario dedicato alla Madonna della Salute una singolare esperienza comunitaria di pietà e di amore per la Vergine Maria. Siamo qui in tanti che, raggiunto l’altare, guardiamo intensamente l’immagine della Madonna, che la invochiamo con la fiducia dei figli, che spesso mandiamo a lei un accorato bacio con le lacrime agli occhi, affidandoci alla sua materna protezione e chiedendo la grazia della salute dell’anima e del corpo.

2.         Carissimi fratelli e sorelle, la Madonna ci porta sempre da Gesù. L’Apostolo Paolo scrisse che il Salvatore dell’umanità nacque da donna, cioè assunse da Maria la natura di creatura limitata, sofferente, esposta ad ogni pericolo e violenza. Ecco perché la Madonna partecipa fortemente della speranza che il popolo nutre verso Dio. Guardiamo a lei perché sappiamo che sta accanto a Gesù e muove verso di noi tutto ciò che Gesù ha meritato per noi e che oggi ci dona, per renderci la vita meno difficile. A lei rivolgiamo le nostre preghiere e le nostre speranze. La speranza che vogliamo coltivare in questo Santuario nasce da una certezza: il Figlio di Dio si è fatto uomo come noi, nascendo da donna, nascendo sotto la legge. Nel vedere l’immagine della Madonna della Salute ognuno di noi comprende che, proprio attraverso la condivisione della vita dell’uomo, Gesù è stato capace di compatirci, di usarci misericordia, di incoraggiarci, di darci forza, anche se peccatori incalliti; e con la sua risurrezione ha dato senso alla nostra speranza, che lotta per il bene. Agli apostoli Gesù disse: non abbiate paura, io ho vinto il mondo. Non dobbiamo vergognarci della nostra fede, dei nostri gesti di pietà, del nostro dialogo semplice con Dio. Questa nostra fede piena di fiducia è il tesoro di Trieste. Lasciate questo santuario ricchi della bella esperienza di fede e fiducia in Dio che qui avete fatto. Raccontate a tutti la gioia e la pace che qui si sperimentano, la forza che si ottiene per riprendere il cammino della vita.

  1. Carissimi fratelli e sorelle, in questa gioiosa festa mariana, rinnovo l’invito a rivolgervi alla Madonna con l’antica e sempre nuova preghiera del Rosario. Come ricorda il Beato Bartolo Longo, la corona del Rosario è segno di riconciliazione e di condivisione che ci unisce a Dio e fra di noi. Scrisse: “O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci riannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più”. Questo richiamo all’unità ed all’accoglienza dell’altro che ci giunge dalla recita del Rosario riguarda tutti gli aspetti del nostro vivere insieme con gli altri, a cominciare proprio dai rapporti all’interno delle nostre famiglie. A questo riguardo, san Giovanni Paolo II scrisse: “La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova”. Soprattutto quando ci troviamo ad affrontare difficoltà o situazioni particolarmente impegnative, guardiamo alla Vergine Santa ed invochiamo con fiducia il suo aiuto e la sua materna protezione. Maria è il segno della salvezza annunciato dal profeta Isaia: “Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emanuele: Dio con noi” (Is 7, 14).
  2. Carissimi fratelli e sorelle, quest’anno il nostro pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Salute è segnato da tante preoccupazioni. La Madonna della Salute guarda Trieste e guarda anche quello che succede nel mondo. Cosa vede? Vede un mondo che non rispetta la vita, vede un mondo che sta minando le basi della famiglia fondata sul matrimonio indissolubile e fecondo tra un uomo e una donna, vede un mondo dove la dignità dei lavoratori è minacciata, vede un mondo in guerra e sotto attacco di fanatici che uccidono in maniera crudele e selvaggia. Vede, soprattutto, un mondo che volta le spalle a Dio, pensando di farcela da solo. Vede tanti suoi figli cristiani perseguitati e uccisi. L’orrenda carneficina di Parigi è un fatto che va condannato con tutte le nostre forze, ma che deve diventare anche un’opportuna occasione di riflessione e di ripensamento per tutte le società occidentali, che in nome di un falso progresso hanno mandato al macero le proprie radici cristiane e, in questo modo, le radici della propria identità e della propria civiltà. Non ci sarà nessuna lotta vincente all’islamismo fanatico che sta terrorizzando i nostri Paesi e le nostre città se non recupereremo un sano e vitale rapporto con le nostre radici cristiane. Qui, ai piedi della Santa Vergine, il nostro primo compito è pregare, pregare seriamente e fare penitenza, per chiedere alla Madonna della Salute la grazia della pace. In lei confidiamo e a lei ci affidiamo e affidiamo Trieste e il mondo intero.

 

 



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