Non expedit, astensionismo cattolico

Nell’Editoriale di Vita Nuova del 4 luglio il direttore nota, desolato, che oggi nessun partito è votabile da un cattolico e che si profila la realtà di un astensionismo cattolico come era già successo dopo la Breccia di Porta Pia.

In questo momento non ci sono partiti politici in grado di soddisfare le condizioni minime per essere votati da un cattolico che abbia debitamente a cuore i principi della vita umana e della famiglia. I principi non negoziabili, insomma.

Tutto il panorama politico ha accettato il divorzio breve, tranne una sparuta pattuglia di trenta deputati, si è accordato con Renzi per avere il matrimonio per tutti in settembre e non dice una parola sulla liberalizzazione della fecondazione eterologa dopo la sentenza della Consulta. L’opposizione non c’è più e il centro destra si è suicidato.

Ad ogni tornata elettorale i nostri Vescovi ci raccomandano di esercitare il diritto di voto, ma davanti a questo quadro farlo diventa impossibile. Come si può votare un partito che esplicitamente pone in programma forme di distruzione della vita e della famiglia? Quindi per i cattolici di questo tipo si prefigura un periodo di astensione forzata dal voto. Un nuovo “non expedit”.

Dopo la presa di Roma da parte dello Stato italiano, il papa Pio IX disse che non conveniva – meglio: che non era lecito – partecipare alle elezioni politiche di uno Stato che aveva voluto estromettere Dio dal mondo (quest’ultima espressione la prendo in prestito da Benedetto XVI). E così i cattolici finirono per trovare altre aree di impegno. Anche oggi è così, non perché lo dica il Papa, ma perché sono i partiti stessi ad emanare un non expedit nei confronti dei cattolici che non accettano che si debba scambiare la riforma del Senato con il matrimonio per tutti. Allora il motivo era stata la Breccia di Porta Pia, ora è una nuova Porta Pia, la breccia aperta negli aspetti umani della procreazione, della filiazione, della famiglia, senza dei quali tutto è perduto.

Alle ultime elezioni europee c’è già stato un astensionismo cattolico, anche se quasi nessuno ne ha parlato. Questo astensionismo era frutto di un euroscetticismo cattolico. Alle prossime elezioni politiche nazionali ci potrebbe essere un nuovo astensionismo cattolico causato da uno scetticismo politico nostrano: nessun partito è votabile perché nessun partito difende vita e famiglia. Non c’è nemmeno un partito che almeno si astenga.

A fine Ottocento, i cattolici più intransigenti verso la nuova situazione cominciarono ad impegnarsi in altri campi. Anche adesso accade così: dato che di cavalli politici su cui puntare non ce ne sono, a parte singole testimonianze encomiabili, bisogna farsi su le maniche e lavorare nella società. E’ questo il senso delle manifestazione delle Sentinelle in Piedi e della Manif pour Tous, dei nuovi battaglieri movimenti di opinione, dei blog, delle riviste, delle pagine facebook, delle petizioni con raccolta di firme, delle manifestazioni di piazza, come per esempio quella imponente svoltasi in Francia nei giorni scorsi o come la Marcia per il Matrimonio tenutasi negli Stati Uniti la settimana scorsa con la partecipazione del Vescovo Cordileone. E’ in questi fenomeni che si aggrega il nuovo, non nelle urne elettorali. E lì che cittadini di ogni provenienza, non solo cattolici, ridisegnano i fondamentali della convivenza, l’abc dello stare insieme nell’autentico rispetto.



Un commento su “Non expedit, astensionismo cattolico

  1. marco verdiglione ha detto:

    a me invece pare che FdI difenda con chiarezza i valori cristiani.In ogni caso rappresenta uno dei pochi argini nei confronti del pensiero unico di sinistra e da un pò anche dei liberisti di centrodestra

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