Non basta difendere la propria famiglia, bisogna difenderle tutte. Conferenza di Marco Invernizzi a Trieste

Marco Invernizzi ha presentato a Trieste il suo libro scritto scritto insieme a Giancarlo Cerrelli, “La famiglia dal divorzio al gender” (Sugarco).

L’informazione può avere anche una grande rilevanza sociale, specialmente se volta a sensibilizzare su tematiche che toccano argomenti importanti anche sul piano antropologico. Per svolgere bene un servizio di informazione è però assolutamente necessario essere preparati.

Proprio con lo spirito di ottemperare a questa necessità formativa  le Sentinelle in Piedi di Trieste hanno organizzato il primo di una serie di incontri formativi relatori impegnati nella difesa dei valori della Vita, della Famiglia e della Persona.

Questo primo incontro ha avuto un ospite del calibro di Marco Invernizzi, reggente di Alleanza Cattolica, storico e membro del Comitato Difendiamo i nostri Figli. Ai convenuti il Dott. Invernizzi  ha esposto una breve disamina sulla situazione dell’istituto della famiglia, sulle gravi difficoltà che questa incontra oggi, dovendosi confrontare con una politica e con dei legislatori impegnati a porle paletti ed ostacoli in ogni dove. Una questione culturale che non va tralasciata e sottovalutata. Ma operativamente, come muoversi?

Non c’è un’unica attività da dover svolgere in periodi come questo, nel quale l’importanza di certe tematiche non è più sentita come necessità nel bene comune. Nell’azione non bisogna dare nulla per scontato: per esempio non bisogna adirarsi se qualcuno non sa cosa sia una famiglia; se necessario è importante fermarsi, spiegarglielo e, se possibile, mostrarglielo con un esempio.

Il problema allora è duplice,  – ha detto Invernizzi –  non basta difendere, ma bisogna difendere; non basta promuovere, ma bisogna promuovere, nel caso specifico, la famiglia”. “Dobbiamo far capire alle persone che non basta difendere la famiglia, ma che bisogna difenderla dentro un contesto; non si può difendere la famiglia se non si difende la vita ed il bene comune”.

Invernizzi ha poi esortato a far capire alle persone che sono scese in piazza nel Family Day che non basta preoccuparsi della propria famiglia; per difendere la propria famiglia, bisogna difenderle tutte, facendole diventare un fatto politico, nel senso di polis, di bene comune.

Noi oggi dovremo sempre di più spiegare ai nostri figli come dovrebbe essere una famiglia; per operare il bene dobbiamo diventare tutti missionari, senza piangere per le cose che non vanno o rimpiangere quelle che una volta andavano, bensì diventando propositivi. Con la nostalgia non si costruisce il futuro; dobbiamo incitare i nostri figli ad amare questo tempo, non guardando a quello che è stato ieri, ma guardando a quello che si può costruire oggi. Ora abbiamo bisogno di ambienti dove poter rientrare in noi stessi, dove poter trovare il proprio equilibrio, dove poter insegnare cosa è successo alla famiglia.

Bisogna costruire questi ambienti, fondamentali anche per dare speranza, perché non ci si salva da soli, ma attraverso le relazioni con le altre persone. La missione la dobbiamo fare a casa nostra, con i figli, con i vicini di casa, sul lavoro.

“Tutti noi vorremmo che gli altri facessero – ha detto  chiudendo il suo intervento Invernizzi – ma quando tocca a noi è un problema, e quindi che missionari siamo?”

La serata si è conclusa con una riflessione di Padre Alessandro Calloni, parroco di Santa Maria Maggiore che ha ospitato l’incontro, con un sentito appello all’unità e con un invito a non restare tentati dalle divisioni.



Un commento su “Non basta difendere la propria famiglia, bisogna difenderle tutte. Conferenza di Marco Invernizzi a Trieste

  1. Miro Kosic ha detto:

    … non basta… bisogna… senza alcuna nostalgia. Al contrario! Motivando. La rassegnata consuetidine della maggioranza non propone alcuna visione prospettica malgrado le opportunità scientifiche offerte dalla conoscenza.

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