No alle discriminazioni. Ma quelle vere

Il Paese è in via di estinzione e i sindaci pensano a registrare i figli concepiti all’estero con l’eterologa. Molto applaudito da una sala strapiena l’intervento di Alfredo Mantovano alla Festa di VN venerdì scorso 26 settembre.

“Necessario battere le discriminazioni, a patto che lo si faccia là dove veramente esistono, ed oggi la grande discriminata è la famiglia naturale con moglie, marito e figli”. Con questa osservazione finale, Alfredo Mantovano ha concluso il suo applauditissimo intervento, davanti ad una sala Paolo VI stracolma, alla Festa di Vita Nuova venerdì scorso 26 settembre.

Davanti al carattere intimidatorio e impositivo dell’ideologia gender ed omosessualista, Mantovano ha toccato tre punti: 1) è ormai un problema di libertà; 2) cosa fare in Europa; 3) e, appunto, la lotta alle discriminazioni.

E’ un problema di libertà

L’iscrizione nel registro degli indagati del cardinale Mons. Sebastian in Spagna nel febbraio 2014, il cittadino francese che ha passato una notte in carcere per indossare la maglietta che raffigurava una famiglia ci dicono che è ormai una questione di libertà. A vancouver, in Canada, una università protestante contemplava nel suo codice etico interno di astenersi dal sesso fuori dal matrimonio. L’ordine nazionale degli avvocati ha deliberato che chi prenderà la laura in quella università non potrà essere iscritto all’Albo. Se ad uno psicologo viene portato un adolescente con qualche problema, normale ad una certa età, di identificazione sessuale come si comporterà? C’è il serio rischio di andare contro le direttive del suo Ordine.

Il meccanismo avviene così – ha spiegato Mantovano – si fa riferimento alla legge contro la discriminazione razziale, che in Italia è la cosiddetta “legge Mancino” e la si estende ai casi di omofobia. Nel nostro ordinamento ci sono già le aggravanti per “motivi abbietti e futili”, tant’è vero che gli stessi circoli LGBT danno indicazioni ai propri aderenti su come servirsene.

Cosa fare in Europa?

Bisogna portare la discussione in Europa in questi termini: i dati Eurostat ci dicono che nei 27 paesi aderenti all’Unione il tasso medio di fertilità è di 1,58 con un indice di vecchiara di 116,6 (in Italia di 151,4). Questa situazione non regge. Si stanno risparmiando soldi sulle chemioterapie, ci sono classi scolastiche con un solo bambino italiano, c’è impossibilità a guardare al futuro. Qualsiasi governante saggio, anche solo per ragioni di bilancio, adotterebbe delle misure per la famiglia. Invece si pensa al divorzio-sprint, alla unioni civili, alla registrazione in comune dei figli concepiti all’estero con l’eterologa (Marino a Roma), a limitare l’obiezione di coscienza dei medici in caso di aborto (Zingaretti nel Lazio).

Sul terzo focus del suo intervento – la discriminazione contro la famiglia naturale e aperta alla vita – Alfredo Mantovano ha elencato una serie molto lunga di concrete discriminazioni nei suoi confronti, che si potranno leggere nel prossimo numero di Vita Nuova che dedicherà due pagine alla Festa.



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