Nel braccialetto sbuca il partner e toglie il posto al padre

Giochi di prestigio ideologici. Dal braccialetto identificativo del neonato di solito consegnato al Padre sparisce la parola “Padre” e fa capolino “Partner”. Cambia tutto, ma sembra che l’opinione pubblica abbia già metabolizzato nell’indifferenza.

C’è una notizia che ha bisogno di qualche commento. Tratta della dicitura “padre” applicata sui braccialetti identificativi distribuiti, per motivi di sicurezza, nella clinica ostetrica di un non meglio identificato “Ospedale di Padova”.

E’ consuetudine della clinica che vengano consegnati tre braccialetti con lo stesso numero identificativo, indicati con la rispettiva dicitura: uno per il bambino, uno per la madre e uno per il padre. Un paio di mesi fa una donna, sedicente “compagna” di una madre che aveva partorito, che sembra sia stata registrata come “padre” del bambino nell’atto di nascita e che ha pure sottoscritto sull’apposito registro, si è rifiutata di ricevere il “braccialetto del papà”. Da qui la decisione della direzione ospedaliera di distribuire in futuro dei braccialetti con la dicitura “partner”.

A parte qualche presa di posizione isolata e qualche commento apparso su quotidiani “di nicchia” l’opinione pubblica sembra aver “assorbito” la notizia senza fiatare…

Alcune considerazioni. Innanzitutto va ricordato che è biologicamente impossibile che un bambino abbia due madri: neanche la più spinta ingegneria genetica è mai arrivata a tanto. C’è ancora bisogno di una sorta di una “donazione di spermatozoi”, vuoi con un rapporto sessuale naturale o tramite fecondazione assistita. Se si fosse utilizzato questo metodo si sarebbe trattato di fecondazione assistita eterologa, pratica vietata in Italia dalla legge 40/04. E’ possibile che la fecondazione assistita sia stata praticata all’estero, in uno dei Paesi nei quali questa metodica è legale, ma di questo non c’è notizia. Sostenere comunque che un bambino abbia due madri è una autentica menzogna.

C’è da chiedersi come sia possibile che chi registra la nascita di un bambino possa far firmare il registro dell’atto di nascita a due donne posto che la legislazione italiana non lo prevede.

Impressionante il silenzio su questa vicenda. Nessuno ha aperto un’inchiesta su cosa sia effettivamente accaduto e come sia stato possibile. Nessuno sembra abbia verificato i registri per controllare se è vero che un bambino sia stato registrato come figlio di due donne, cosa che creerebbe un grave precedente a livello nazionale. Nessuno ha verificato se si sia trattata di una fecondazione eterologa effettuata in Italia contro la legislazione vigente. Nessun tribunale dei minori, di solito tanto attenti alle “situazioni limite”, ha verificato che l’ambiente in cui il bambino si trova a vivere sia idoneo alla sua crescita normale posto che si trova a vivere una situazione evidentemente innaturale.

In tanti, invece, sono andati dietro ad una richiesta da parte di una donna che non può pretendere diritti per un semplice fatto: lei con quel bambino non ha alcun legame di parentela e nessun tribunale le ha affidato alcuna custodia sullo stesso. In Italia non sono riconosciute famiglie composte da persone dello stesso sesso e, per coppie così formate, non è permessa l’adozione.

La direzione dell’ospedale ha cambiato la dicitura di “padre” in “partner”, letteralmente “socio”, quasi che la nascita di un figlio sia una cosa da fare in “società” e non all’interno di una famiglia. Lo ha fatto per un singolo caso, trascurando tutti gli altri casi nei quali la dicitura “padre” è consona.

E’ impressionante anche il fatto che la direzione sanitaria abbia deciso, per una evidente strumentalizzazione pubblicitaria e politica del caso, di comunicare la notizia a mezzo stampa quasi fosse un risultato scientifico importante o un evento eccezionale di carattere sanitario.

Da ultima la constatazione che ci stiamo avviando verso un mondo nel quale sta venendo meno ogni valore, ogni principio, anche per la mancanza di persone capaci di rispondere adeguatamente a questo tipo di provocazioni messe in pratica da una esigua minoranza di persone particolarmente agguerrite e capaci di creare un certo tipo di cultura.



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