Ministro della giustizia greco: “il matrimonio gay è contro la natura umana e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo”

Qualunque proposta per approvare il ‘matrimonio gay’ sarebbe in contrasto con la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, così ha affermato questa settimana Haralambos Athanasiou, il ministro della giustizia greco. Ha aggiunto che il Paese non dovrebbe attenersi alle richieste dell’UE di approvare le unioni civili o riconoscere a livello giuridico le unioni omosessuali. Quando la […]

Qualunque proposta per approvare il ‘matrimonio gay’ sarebbe in contrasto con la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, così ha affermato questa settimana Haralambos Athanasiou, il ministro della giustizia greco. Ha aggiunto che il Paese non dovrebbe attenersi alle richieste dell’UE di approvare le unioni civili o riconoscere a livello giuridico le unioni omosessuali.

Quando la Convenzione “parla di matrimonio, parla dell’unione tra un uomo e una donna” ha affermato Athanasiou in un’intervista alla televisione greca. “Siamo un Paese che rispetta le tradizioni e la natura umana, quindi non è accettabile, almeno non con questo governo e questo ministero, riconoscere il matrimonio [tra persone dello stesso sesso].”

“È pericoloso anche solo parlare delle unioni civili. Non è una questione semplice. Quali saranno le conseguenze? […] Arriveremo anche a parlare di adozione [da parte di coppie omosessuali]?” ha chiesto.

Ha affermato che il fatto che la maggior parte degli altri Paesi membri abbia approvato leggi a favore non è un buon motivo per fare altrettanto, aggiungendo che è stato formato un comitato per esaminare le questioni sulla sicurezza sociale, sulle pensioni e sul patrimonio. L’adozione e la custodia dei bambini devono essere analizzate da una prospettiva religiosa, politica e sociale.

“Il nostro Paese ha varie strutture, dobbiamo analizzare la questione da un punto di vista religioso, politico e sociale. Il ministero lavorerà con calma e compostezza, indipendentemente dalle pressioni esterne.”

La denuncia di Athanasiou arriva nel bel mezzo di una pressione parlamentare a favore del cambiamento della legge. Nel novembre dell’anno scorso, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata a sfavore della Grecia a seguito delle lamentele da parte degli attivisti omosessuali, ordinando al governo di iniziare a registrare le unioni omosessuali.

Il governo di coalizione socialista ha risposto con una proposta di legge con lo scopo di estendere la legge esistente alle coppie omosessuali. Sebbene la prima proposta sia stata respinta, nel novembre 2014 il

governo ha annunciato nuovamente che il Codice della famiglia greco sarebbe stato modificato per includere le coppie omosessuali.

Intanto un leader influente della Chiesa greco-ortodossa ha minacciato di scomunicare i parlamentari che avrebbero votato a favore delle unioni civili omosessuali. Il metropolita Serafim del Pireo ha affermato in una lettera pastorale che “la coscienza universale nel corso dei secoli riconosce come comportamento normale le relazioni tra uomo e donna”.

In un messaggio al Primo Ministro Evangelos Venizelos, il metropolita ha affermato: “La imploro dal profondo del cuore di non procedere. Si priverà della benedizione del Signore più giusto, il cui aiuto e la cui protezione ci sostengono ogni giorno, come persone e nazione […] durante questi tempi difficili per il nostro Paese”.

“Per gli antichi scrittori spirituali della Chiesa, chiamati ‘padri della Chiesa’, l’omosessualità è il peccato più orribile e immorale” ha scritto Serafim. “È un insulto a Dio e all’uomo, […] un’aberrazione innaturale che non viene osservata nemmeno tra gli animali”.

Ha chiesto sforzi per risolvere “il terribile peccato dell’omosessualità, della sodomia, dei rapporti sessuali innaturali, della pederastia e della pedofilia, per essere uno stato normale, nella diversità”.

Fonte: http://www.novaeterrae.eu



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