Matrimonio con una capra? Certo! Love is love!

L’ultimo candidato alla  guida del  Partito Conservatore del Canada pensa che dovrebbe essere legale il matrimonio anche tra uomini (o donne, immagino) e capre. Da tempo il Partito Conservatore in Canada si è mostrato tutt’altro che conservatore nei fatti. O per lo meno nella volontà di “conservare” i valori che ancora sono in gran parte […]

L’ultimo candidato alla  guida del  Partito Conservatore del Canada pensa che dovrebbe essere legale il matrimonio anche tra uomini (o donne, immagino) e capre.

Da tempo il Partito Conservatore in Canada si è mostrato tutt’altro che conservatore nei fatti. O per lo meno nella volontà di “conservare” i valori che ancora sono in gran parte condivisi dalla base.

Ma Kevin O’Leary,  magnate e personaggio televisivo , che ha annunciato la sua candidatura alla leadership del partito nei giorni scorsi, è andato “oltre”.

In un’intervista ha dichiarato di non considerare di alcun valore il matrimonio tra uomo e donna. “Lo Stato non deve entrare nelle nostre camere da letto”, ha detto O’Leary: “Non mi importa se uno si vuole sposare una capra. Può farlo. Ne sono davvero convinto. “

Considerando che questo pensiero davvero “liberal” si associa con l’appoggio incondizionato all’aborto, all’eutanasia, alla droga libera  e all’agenda LGBT, in Canada si chiedono cosa ne penseranno coloro che si riconoscono “conservatori” nel senso tradizionale del termine.

Il fatto che, invece, un politico di rilievo esprima apertamente il suo favore per la bestialità (insieme – ça va sans dire – a tutto il resto ) è un segno che dovrebbe far riflettere.

Non è solo la questione  della “normalizzazione” della depravazione e della follia, che ha raggiunto un grado inimmaginabile, e conferma la regola del piano inclinato.

E’ anche riprova della distruzione logica dell’essenza del matrimonio operata dalla propaganda dell’ideologia genderista, omosessualista, radical – libertaria (la “cultura della morte”, per dirla in breve) che raccoglie i suoi frutti avvelenati in questo modo.

Il matrimonio (l’unico vero matrimonio, quello tra uomo e donna) non ha niente a che vedere con i (“piacevoli”) giochi delle coppie, o dei “gruppi” – e delle capre – nelle camere da letto.

Il matrimonio è un istituzione sociale necessaria alla fondazione della famiglia che ha scopo procreativo e serve a perpetuare la comunità (e la specie).  Lo Stato nelle camere da letto (salvo in Cina) non entra davvero e le perversioni e i giochini erotici sono sempre esistiti, anche se anormali (e rivendichiamo con forza il diritto di esprimere l’idea che certe cose siano a-normali e contro-natura), e chi li ha voluti fare li ha sempre fatti (magari con discrezione …).

Lo Stato, nel corso di tutta la storia dell’umanità, ha riconosciuto il (vero) matrimonio come rapporto giuridico costitutivo di diritti e doveri, perché utile alla società e allo Stato stesso.

Quando lo Stato riconosce la stessa valenza giuridica a tutte le altre forme di “divertimento”, perde di vista l’utilità sociale della cosa a favore del divertimento individuale (sterile). E se qualsiasi cosa è matrimonio (o famiglia), allora più niente lo è.

Da un altro punto di vista si comprende bene che un domani la legge riconoscesse il matrimonio con le capre, qualsiasi soggetto ragionevole saprebbe benissimo che aldilà di ciò che la legge dice, la realtà tra uomini e capre non sarà mai davvero un matrimonio. Ecco perché il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso va messo tra virgolette: lo chiamano matrimonio, ma la ragione naturale sa bene che non è matrimonio.

Il ragionamento  esplicito di O’Leary con le capre è la dimostrazione che questo processo decostruttivo e distruttivo ha conseguito lo scopo (nella mentalità di certuni).

O’Leary risponde, così, a quelli che dicono “Ma se i gay sposano, a te che male ti fa?”

A “me” non mi fa male, ma la società ne risulterà frantumata, atomizzata, distrutta. … Per non parlar delle capre …

di Alba Mustela

Fonte: http://www.notizieprovita.it



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