Mariastella Gelmini inaugura la nuova Forza Italia

Sabato 11 gennaio Mariastella Gelimini ha inaugurato la nuova sede di Forza Italia. Presenti l’on. Savino, coordinatrice per il Friuli Venezia Giulia e il Consigliere regionale Bruno Marini.

Il nastro inaugurale di sabato 11 gennaio al primo piano di Via San Francesco 36 per la nuova sede triestina di Forza Italia è stato tagliato dall’on. Mariastella Gelmini, accompagnata dalla coordinatrice regionale del partito, on. Sandra Savino, e dal Consigliere Regionale Bruno Marini.

Quest’ultimo, dopo aver espresso la soddisfazione per il numeroso pubblico accorso all’appuntamento, nella sua nota introduttiva di benvenuto ha sinteticamente ripercorso motivi e date salienti del movimento politico ideato da Berlusconi, esternando poi sia il suo vivo compiacimento per la presenza della deputata forzista che una risposta rassicurante al mondo cattolico, dopo l’editoriale del nostro settimanale, letto come timore di una posizione troppo liberale di Forza italia in merito a valori non negoziabili, quali la difesa della vita e la famiglia.

Compiacimento ribadito per l’interesse che il movimento è in grado produrre è emerso anche nelle parole dell’on. Savino, constatando la gradita amichevole invasione della sede da parte di un folto e variegato pubblico. «Da qui parte oggi il rilancio di questo partito, perché il rilancio deve avvenire proprio dal territorio — ha affermato nel suo intervento —. Abbiamo consiglieri circoscrizionali, comunali, provinciali, regionali, gente che lavora spesso su base volontaria. Non sempre si deve parlare di casta: in alcuni paesi piccoli i  sindaci sono impegnati dallo spalare la neve a portare le medicine a casa delle persone anziane». Dopo aver ricordato che l’imbarazzante recente misunderstanding fra il ministro dell’Economia e quello della Scuola («che — ammesso e non concesso — se fosse successo al tempo della Gelmini, ministro dell’Istruzione, avrebbe fatto scoppiare un finimondo») conferma l’esistenza nel Paese del principio dei due pesi due misure, ha concluso l’intervento sottolineando la volontà di continuare il cammino intrapreso: «noi andiamo avanti per la nostra strada; anche se siamo all’opposizione dappertutto, non per questo il nostro impegno è minore».

Il microfono è quindi passato a Mariastella Gelmini, sua amica e collega non solo in Parlamento, ma anche perché entrambe sono Coordinatrici Regionali di Forza italia in due regioni significative, quali la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia. Si è trattato di un intervento pacato, ma di costruttiva determinazione quello che è seguito. Riferendosi alle dimensioni minimaliste della nuova sede triestina, ha giustificato la scelta con un esempio da dare «per quanto riguarda la necessità di far costare meno la politica, ricorrendo a una maggiore austerità e ad un maggior rigore: famiglie e imprese oggi sono le prime a stringere la cinghia e ad affrontare mille sacrifici. Forza italia vuole essere un partito per la gente e fra la gente, punto di riferimento per tanti cittadini che credono nei suoi ideali, ma vuole soprattutto rappresentare un disegno progettuale per l’Italia, vuole coinvolgere anche coloro che oggi si sentono distanti dalla politica, sfiduciati o che hanno votato per il M5s e che ora, dopo mesi di  opposizione improduttiva, stanno ragionando se valga la pena di rivotare quel movimento o guardare ad un partito come Fi. Un partito che non parte da Roma, ma dai territori, dalle province produttive e laboriose del nostro Paese. Per dire che la politica deve uscire dal palazzo, non si può rinchiudere nel Parlamento».

Citati i valori, definiti quelli di sempre, quali: la centralità della persona, il principio di sussidiarietà, la famiglia come primo ammortizzatore sociale e nucleo dal quale partire per costruire il futuro dei figli, ha precisato la contrarietà all’equiparazione fra il matrimonio tradizionale e il matrimonio fra persone dello stesso sesso, pur nel riconoscimento e l’estensione dei diritti civili. Argomenti però, pur nel rispetto delle scelte di ciascuno, ritenuti al momento attuale non di priorità, perché «in un Paese stremato dalla crisi, il problema non sono i riconoscimenti formali, ma i sostegni concreti alle famiglie, ai pensionati, ai cittadini, ai giovani, a chi vuol fare impresa».

Fra le motivazioni che hanno fatto uscire Fi dal Governo di larghe intese è stato ricordato il tema della casa: «il 70% degli italiani fa confluire nella casa i propri risparmi. Su 850 miliardi di spesa pubblica era un dovere morale trovare 4 miliardi per evitare di far pagare l’Imu sulla prima casa. Fu evitato il pagamento della prima rata. E poi? Non si può pensare che di fronte ad una tassazione che oggi è del 45%, si inventino nuove tasse dai nuovi nomi e non si trovino 4 miliardi per rendere salda la prima casa». E ancora: «pasticcio anche sul lavoro: oggi quando si è un po’ poveri di idee si ricorre all’inglese, al job act, ma nella sostanza bisognava tagliare il cuneo fiscale. Alla fine si sono trovati 5 miliardi in tre anni; una quantità di denaro inferiore a quel poco che aveva fatto Prodi».

Un intervento a braccio e molto corposo quello dell’on. Gelmini, instancabile oratrice, che ha sostenuto come il lavoro non si crei per decreto: «La politica deve creare le condizioni perché le imprese siano competitive e possano assumere senza la paura di dover mantenere una pianta organica anche quando non ci sono le condizioni di produttività». Citati i problemi della scuola e del mondo del lavoro ad esso connesso, c’è stato un generale appoggio alle sue parole quando si sono ricordati i nostri Marò ancora prigionieri in India. Per concludere con l’auspicio della prosecuzione programmatica di una comune squadra operativa nell’ambito del partito: «L’elettorato punisce le nostre suddivisioni, e ha ragione».

(Foto Andrea Lasorte)



2 commenti su “Mariastella Gelmini inaugura la nuova Forza Italia

  1. Molly ha detto:

    In effetti, a Trieste si sentiva davvero il bisogno di una sede di questo partito… La presenza, poi, dell’on. Gelmini,che durante il suo operato come ministro ha dato il via ad una riforma che ha messo (ancor più) in ginocchio l’istruzione pubblica italiana, a mio parere non può che peggiorare la percezione di tale evento.
    Sembra che a questa testata basti che un gruppo politico sbandieri i cosiddetti “principi non negoziabili”, per chiudere gli occhi davanti a tutto il resto, e non esprimere nemmeno una sfumatura di posizione critica, che, almeno nell’articolo, non emerge.
    Cordiali saluti

  2. Giovanni Succhielli ha detto:

    L’articolo lascia trasparire un nemmeno troppo velato apprezzamento per l’On. Gelmini, fondato sulla posizione riguardante famiglia, valori non negoziabili etc. Viene ribadito, dunque quell’apprezzamento da parte del mondo cattolico verso Forza Italia assai “in voga” nel periodo in cui Silvio Berlusconi andava al Family Day e manifestava a favore della “famiglia tradizionale”. Era il 2007, ma questi raccoglieva consensi nei cattolici fin dai tempi dell’alleanza con Casini -rotta nel 2008 dopo 14 anni. Il nuovo Pdl (ora Forza Italia), però, sembra aver dimenticato quei valori sbandierati in passato (e oggi da Mariastella Gelmini) per accaparrarsi i voti del ramo cristiano del Paese: nel gennaio 2013 (in piena campagna elettorale), Berlusconi -presidente della forzista Gelmini- ha aperto ai matrimoni gay [ http://www.ilgiornale.it/news/interni/cav-apre-ai-matrimoni-gay-e-fa-scoppiare-acceso-dibattito-872127.html ]. Risulta difficile comprendere come Gelmini possa sostenere la famiglia tradizionale e argomenti correlati quando il leader del suo partito afferma il contrario, o dopo aver divorziato e convivendo con una donna più giovane di 50 anni -per non citare la condanna in primo grado per favoreggiamento della prostituzione minorile!
    Questo non per parlare degli affari privati del signor Berlusconi, ma per mettere in discussione un articolo che difende la posizione dell’onorevole senza notare l’incoerenza tra oggi e ieri. Dunque, quale è la posizione di Fi in merito a famiglia e valori non negoziabili?

    In secondo luogo, vorrei brevemente dissipare l’aura di innocenza in cui l’articolo cala Gelmini, ricordando che sotto il suo Ministero sono stati ingenti i tagli all’istruzione pubblica: tra tutti, vengono in mente l’abolizione totale o parziale delle ore di Storia dell’Arte nelle scuole superiori (provvedimento in vigore da diversi anni); i tagli all’edilizia scolastica e alla didattica per 13 miliardi previsti soltanto nel triennio 2012-2013-2014, di cui peraltro il Ministro non sembrava essere informata [ https://www.youtube.com/watch?v=hmq0AOaokOI ].

    Confidando, la prossima volta, in una posizione che possa evidenziare luci ed ombre dei personaggi presi in considerazione attraverso una analisi totale e non parziale, cordiali saluti.

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