“L’Italia al collasso demografico. I migranti non sono la soluzione”

L’Italia verso il tracollo del tasso di natalità. Ma per il professor Puccetti la “sostituzione” mediante l’arrivo di migranti non è percorribile

L’Italia verso il collasso demografico. A dirlo sono le statistiche, che registrano come in otto anni le nascite siano calate di oltre centomila unità.
Il professor Renzo Puccetti, medico specializzato in medicina interna, è un bioeticista pisano ed è un membro, tra le altre istituzioni, della Research Unit dell’European Medical Association. Con il Professore abbiamo affrontato le origini culturali e gli effetti pratici di questo tracollo del tasso di natalità.
– In Italia c’è un forte calo demografico. Non è un mistero. Professor Puccetti, ci elencherebbe le cause di questo macrofenomeno?
“Vi sono diverse teorie, c’è chi ritiene che la fertilità segua la mortalità, altri puntano l’attenzione sui fattori economici e culturali, altri ancora restringono il campo alle decisioni dei singoli e delle coppie. Il livello d’istruzione femminile è inversamente correlato alla fertilità. Uno studio dell’Istituto Max Planck ha indicato che più religiosità, un fattore poco sottolineato, si accompagna a più figli. Si stima che se in Italia la religione avesse la stessa importanza che ha negli USA, la fertilità crescerebbe del 21%. Nelle convivenze la fecondità è un quinto inferiore rispetto a quella nei matrimoni. Tra i determinanti prossimi la contraccezione moderna ha operato una trasformazione epocale. La mentalità contraccettiva porta a considerare il sesso come un’attività ludica, con poche implicazioni; il sesso è rimosso dai casi seri della vita, diceva il cardinale Caffarra, o ad essere qualcosa a buon mercato, afferma il sociologo Mark Regnerus”.
– Esistono cause o effetti medico-scientifici di questa ipofertilità?
“L’età della donna è il fattore più importante d’infertilità. Il consumo di droghe e di quantità di alcol superiore a mezza bottiglia a settimana deprime la fertilità. Le giovani donne italiane dichiarano di desiderare in media 2 figli, ma alla fine della vita riproduttiva il tasso di fertilità si ferma a 1,27. C’è un evidente eccesso contraccettivo. Poiché il figlio è divenuto una scelta, c’è sempre una buona ragione che consiglia di aspettare ancora un po’, ma la biologia ha le sue leggi ferree. In Italia la donna così finisce per partorire il primo figlio a 30,8 anni. Un secondo bambino diventa un appagamento insufficiente a compensare i sacrifici che un figlio comporta, non parliamo di un terzo. Ma grazie alla contraccezione ciò non significa rinunciare all’attività sessuale. Così le coppie con figlio unico sono il 51,6%, quelle con due il 39,9% e quelle con tre o più appena l’8,5%, mentre le donne senza figli ormai superano il 20%”.
– Quali le conseguenze per la nostra nazione?
“Drammatiche. Con l’attuale fertilità femminile, gli italiani in soli 7 anni saranno diminuiti di oltre tre milioni, nel 2030 la riduzione sarà di oltre 5 milioni, 10 milioni nel 2040 e 16 milioni nel 2050. Per continuare ad essere un Paese da 60 milioni di residenti ci vorranno 21 milioni di stranieri, oppure ci ridurremo ad essere una nazione delle dimensioni attuali della Polonia con un carico di anziani insostenibile per la popolazione attiva. I bambini italiani diventeranno i Panda del 21º secolo”.
– Nel frattempo, in Vaticano, sembra si stia assistendo alla messa in discussione di “Humanae Vitae”. Cosa ne pensa?
“Tutto il male possibile. “Le idee hanno conseguenze”, diceva Richard Weaver. Una volta stabilita la scindibilità di sesso e procreazione, non esiste più ragione per negare la fecondazione in vitro, i rapporti omosessuali ed ogni condotta parafilica. Anglicani e luterani benedicono le nozze gay e le avanguardie cattoliche hanno iniziato a seguirle. Non avviene per caso, ma è una logica conseguenza di avere accettato la contraccezione. L’amore, svuotato della sua verità, è un guscio sufficientemente ampio da giustificare ogni cosa. Peraltro, se 20 secoli di dottrina possono essere ribaltati sulla contraccezione, perché non farlo su fornicazione, adulterio, poligamia?”.
– E l’aborto? Qual è l’impatto delle pratiche abortive sul tasso di natalità?
“Oggi l’aborto legale riduce la natalità del 15,5%. Ad esso va aggiunto l’aborto clandestino. Dall’approvazione della legge sull’aborto nel 1978 alla fine del 2016 i bambini legalmente abortiti sono stati 5.807.465. Alla fine di quest’anno arriveremo a 6 milioni di aborti in 40 anni. Consideri che la metà erano bambine, molte di queste sarebbero diventate madri, dunque possiamo prudentemente stimare che 7 milioni di persone mancano all’appello a causa dell’aborto. Come se l’Italia vedesse sparire la Sicilia e la Calabria”.
– I migranti, dice la narrativa comune, continuano a fare figli. I complottisti parlano di “sostituzione in atto”. Qual è la verità?
“A parte che i migranti fanno sì più figli, ma col tempo tendono ad avvicinarsi alla fertilità delle donne italiane; nel 2017 le straniere hanno avuto una fertilità di 1,95 figli per donna, seppur di poco, comunque al di sotto del tasso di fertilità sostitutivo che è pari a 2,1.Un’immigrazione sostitutiva stravolgerebbe il tessuto sociale del Paese e solo un dissennato utopista può auspicare un tale scenario. Gli alunni italiani sarebbero una minoranza etnica nelle classi, mantenendo i rapporti di criminalità attuali riportati dall’ISTAT per il 2015, con 15 milioni di stranieri in più, gli omicidi aumenterebbero del 50% e le violenze sessuali raddoppierebbero”.
– Il centrodestra ha presentato un piano a favore della natalità in vista delle prossime elezioni politiche. Cosa ne pensa?
“Intanto le dico che solo nel centrodestra vedo proposte di incentivo economico alla natalità di entità tale da potere incidere realmente sui comportamenti. Le proposte di PD e Movimento 5 stelle sono l’equivalente di una tisana al mentolo per un paziente in rianimazione. Credo che il programma di centrodestra prospetti un primo passo molto importante a cui se ne devono aggiungere altri, perché siamo in una situazione drammatica”.
– Come si riparte da questo inverno demografico?
“Se non si capisce che il nostro Paese rischia uno tzunami demografico devastante, si commette un errore fatale. I nostri figli e nipoti ci malediranno se saremo inerti. Nel 2000 il tasso di fertilità in Russia era 1,25 figli per donna, oggi è 1,61. È necessario cambiare paradigma: in situazioni di emergenza alcune libertà possono e devono essere compresse. È stato fatto per l’emergenza terrorismo che rispetto a questa emergenza è un raffreddorino. All’ incentivo di alcuni comportamenti deve affiancarsi il disincentivo di altri. I giudici devono essere fermati nella loro corsa ad espandere i diritti individuali attraverso un’interpretazione creativa delle norme incurante dei costi esiziali per la comunità. Se un individuo ha il diritto a suicidarsi e ad essere aiutato a suicidarsi, perché non dovrebbe avere lo stesso diritto un popolo intero? Vogliamo permetterlo? E poi va condotto un grande patto per la sopravvivenza della Nazione col mondo della cultura, dell’arte e con la grande agenzia etica che nel nostro Paese è ancora la Chiesa Cattolica, affinché aiutino questo sforzo che è vitale, se vogliamo evitare che la parola Italia torni ad essere una mera espressione geografica”.
di Francesco Boezi
Fonte: http://www.ilgiornale.it



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