L’incantatore

Un manipolo di stregoni ha convinto una parte dell’opinione pubblica che una coppia di persone sterili abbia tutto il diritto di pretendere l’affidamento di un bambino, anche se questi non fosse orfano

Siamo in una situazione esistenziale simile all’incantesimo, dove il latino ‘cànere’ non significa solo ‘cantare’, ma anche ‘recitare formule magiche’. La vittima dell’incantesimo era colui che restava inebetito dagli indovini e dai fattucchieri, i quali non di rado si servivano dei canti per i loro sortilegi.

Allo stesso modo, oggi, un manipolo di stregoni ha convinto una parte dell’opinione pubblica che una coppia di persone sterili abbia tutto il diritto di pretendere l’affidamento di un bambino, anche se questi non fosse orfano. Nel caso della coppia omosessuale, che è sterile per definizione, i suddetti stregoni hanno dato il meglio di sé: l’unico mezzo per garantire loro un diritto al figlio era l’incantesimo, ovvero la persuasione folle che i due potessero essere una famiglia.

La famiglia però, per essere tale, ha come fine la costituzione di un nucleo a tre o più persone, salvo problemi di sterilità patologica. La famiglia, cioè, non ha per fine la coppia. Viceversa, la coppia omosessuale è sì sterile, ma non patologicamente: è invece sterile sostanzialmente, per via dell’identità sessuale, che esclude la procreazione naturale. È imbarazzante – tanto grande è l’evidenza e superflua la dimostrazione – dover concludere che la coppia omosessuale è sterilmente coppia, proprio a motivo dell’omosessualità. E in nessun modo, se non per via di un sortilegio, può essere definita ‘famiglia’, che ha per fine il tre e non il due.

È addirittura pericoloso definire la coppia omosessuale ‘famiglia’, per la pratica già in atto della sottrazione di minore alla legittima madre (utero in affitto) o al legittimo padre (donazione di sperma). Si tratta semplicemente di comprare un figlio altrui, per via della sterilità congenita della coppia omosessuale. Ora, solo un negromante può avere la capacità d’inculcare nelle masse la convinzione che sia un bene comprare i bambini e farli orfani di padre o di madre. Dire poi che è possibile creare degli orfani per via del fatto che sono previsti dalla Provvidenza, equivale a dire che si può uccidere perché esiste la morte.

Nessuno però è autorizzato a fare il male per via del fatto che il male è una realtà. Tantomeno è autorizzato a sovvertire l’ordine delle cose, così com’è stato disposto dalla Provvidenza. Neppure l’incantesimo ha una qualche autorizzazione, poiché – come scrive Gustave Flaubert in Madame Bovary –«l’incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, mette a nudo l’eterna monotonia della passione, che non cambia mai forma e non cambia mai linguaggio».



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