L’Immacolata: dogma di civiltà

Il suo significato è spirituale per ogni singolo fedele, ma ha anche un significato di civiltà, per la costruzione della società e della politica, che non possono costruirsi contro Dio o senza Dio.

Venerdì 8 dicembre 1854 il Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Nella Cappella Sistina, ove erano presenti cardinali, arcivescovi e vescovi da tutto il mondo, il Papa celebrò la Santa Messa. Poi, dopo aver intonato il Veni Creator, seduto sul trono di Pietro e con la tiara sul capo, lesse la solenne definizione dogmatica: “A onore della Santa e individua Trinità, a gloria e ornamento della Vergine Madre di Dio, per l’esaltazione della fede cattolica e per l’incremento della religione cristiana, con l’Autorità del Signore Nostro Gesù Cristo, dei beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, ed in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è dottrina rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli”.

Già il 1 giugno dell’anno precedente, il Papa aveva costituito una commissione di teologi per esaminare la possibilità della definizione e il 2 febbraio 1849 aveva inviato a tutti i vescovi del mondo l’enciclica “Ubi primus nullis” per conoscere il loro parere. 546 vescovi su 603 si dichiararono favorevoli alla definizione.

La definizione fu accolta con grande entusiasmo in tutto il mondo. Tra gli innumerevoli ricordi della definizione ricordiamo la colonna con la statua dell’Immacolata in Piazza di Spagna benedetta da Pio IX l’8 settembre 1857. Quattro anni dopo, il 25 marzo 1858, Bernadette Soubirous, nella grotta di Massabielle, chiese alla Signora che le appariva: “Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?”. E la Signora rispose: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

L’enciclica di Pio IX “Ineffabilis Deus” spiega le motivazioni della definizione: motivazioni di convenienza (avendo Dio da sempre previsto le conseguenze del peccato originale e a vendo stabilito la salvezza del genere umano mediante l’incarnazione del Verbo, elesse in Maria la Madre del Suo Figlio Unigenito), liturgiche (la Chiesa aveva sempre celebrato la festa della Concezione e svolto il culto dell’Immacolata), teologiche (il dogma del peccato originale), patristiche (i Padri avevano commentato il passo della Genesi circa l’inimicizia tra il seme della Donna e il seme del serpente nel senso della concezione immacolata di Maria).

La proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione di Maria contrasta con le concezioni naturalistiche dell’Ottocento, che negavano il peccato originale. Il naturalismo prendeva le sembianze del razionalismo e la modernità pensava di essere in grado di realizzare un progresso indefinito del genere umano fondandosi solo sulle proprie forze, senza quindi il bisogno della grazia, della religione e della Chiesa. Con la proclamazione del dogma, Pio IX ribadì invece che il mondo si salva solo se intende la propria storia come finalizzata alla gloria di Dio, come avvenuto appunto in Maria.

Nella “Ineffabilis Deus” le parole del Papa sono molto chiare: “Negano essi che l’uomo sia incorso nella colpa, e che sia perciò caduto dal suo primitivo grado di nobiltà. Relegano perciò tra le favole il peccato di origine, i mali introdotti tra i mortali e la necessità imposta di un riparatore. Ciò ammesso ognuno facilmente intende che non vi sia più posto per Cristo, né per la Chiesa, né per la grazia, né per un ordine qualsiasi che superi la natura, tutto l’edificio della fede viene minato alla sua base”.

Davanti alla organizzazione sociale e politica del peccato, il dogma dell’Immacolata Concezione dice che tra Dio e il peccato c’è inimicizia e contrarietà insanabile. “Non ci può essere intesa tra loro!”, come scriveva Luigi Maria Grignion de Montfort. Il suo significato è quindi spirituale per ogni singolo fedele: la mia dimensione di natura decaduta può essere vinta dalla grazie di Dio, perché tale vittoria è già stata donata da Dio a Maria, la Piena di grazia. Ma ha anche un significato di civiltà, per la costruzione della società e della politica, che non possono costruirsi contro Dio o senza Dio. Il naturalismo e il razionalismo si perdono nei meandri della loro superbia.

Oggi il naturalismo è già ampiamente transitato nel postnaturalismo e il razionalismo nell’irrazionalismo. Storicamente, sul piano dello sviluppo delle civiltà, abbiamo purtroppo ampie prove che Pio IX aveva visto bene non solo dentro la dottrina della fede cattolica ma anche dentro la storia moderna. La Dottrina sociale della Chiesa va vista dentro il dogma dell’Immacolata Concezione, da cui continua a ricevere la luce che le serve per rimanere salda al proprio posto e per non essere essa stessa travolta dal naturalismo e dal razionalismo.



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