Lettera a mio figlio che ho ucciso con l’aborto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una dolorosa testimonianza Figlio mio, passano giorni e giorni, senza che io possa minimamente sentirti più vicino. Troppo lontano, una distanza soffocante che non dovrebbe esistere tra madre e figlio. Si avvicina il giorno in cui un anno fa seppi che eri dentro di me. Solo ora capisco che eri più […]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una dolorosa testimonianza

Figlio mio, passano giorni e giorni, senza che io possa minimamente sentirti più vicino. Troppo lontano, una distanza soffocante che non dovrebbe esistere tra madre e figlio.

Si avvicina il giorno in cui un anno fa seppi che eri dentro di me. Solo ora capisco che eri più forte di me e che insieme ce l’avremmo fatta. Non avremmo avuto bisogno dei miei genitori né di tuo padre forse, ma che soli stringendoci le mani ce l’avremmo fatta. Mi manchi amore mio. Mi manca sentirti, mi manca la nostra vita, mi manca il tuo battito e scrivo perché penso che se non hai modo di ascoltarmi, lo scritto rimarrà per sempre.

Vorrei urlare da questa finestra quanto ti amo e quanto sia soffocante questa vita che ho accettato di vivere senza di te. Ho provato a fare tante cose… Ho incontrato persone che si occupano di donne che hanno avuto la mia stessa triste esperienza, e all’inizio riesco a sentirmi meglio, poi quando mi fermo a pensare, quando sono più sola che mai, lì capisco che non ci sarà mai niente e nessuno che potrà colmare il vuoto che mi sono provocata.

Vorrei parlare con mio padre e dirgli mille cose. Innanzitutto che per colpa mia prima, ma poi anche per colpa sua, ho spento il bottone della vita. Vorrei dirgli che ora tutto scorre inesorabilmente e che io vorrei scorresse ancora più velocemente. Lui non capirà mai che cosa è significato per me ucciderti, che vivono ora meglio tutti gli altri non sapendo che tu c’eri e ci sei nel mio cuore, ma che ho smesso di vivere io. Ho spento tutto: emozioni, dolore, comprensione, amore, dolcezza, umiltà. Ho spento tutto quello che era la mia persona e di cui ne andavo fiera. La persona che sono ora è il frutto di quello che loro vogliono che sia. Ma io soffro terribilmente e mi chiedo perché Dio permette a una mamma di soffrire così tanto, ma poi ci ripenso e la risposta la so.

Se non ho avuto il coraggio di difenderti quando eri così piccolo e così indifeso, come posso pensare che sarei stata una buona madre? Eppure amore mio, continuo in questa vita, con le cose materiali di prima anzi di più, e non piango più e non sorrido più, continuo a vedere tuo padre perché mi fa sentire più vicina a te, immaginando che tu avessi i suoi capelli, le sue mani, i suoi occhi.

Chiudo gli occhi e provo a immaginare come sarà incontrarti in cielo: se mi odierai e non vorrai abbracciarmi oppure se mi abbraccerai perché sai che il mio desiderio, il mio cuore di mamma da quel giorno non aspettava altro che darti un abbraccio forte ed un bacio sulla fronte e dirti che ora nessuno potrà mai dividerci.

Leggendo queste mie parole qualcuno potrà pensare che io abbia perso il senno e forse è così, ma chi riuscirebbe a vivere con un rimorso del genere? Ma più che rimorso è più concretamente proprio il bisogno di lui. Tre mesi vissuti insieme sono stati troppo pochi, ma mamme vi assicuro che sono una vita.

Vorrei appellarmi a coloro che leggeranno queste mie parole, non perché mi interessi di voi persone sconosciute, visto che non ho più il minimo interesse per me stessa, ma mi sento in dovere di dirvi che qualsiasi strada, qualsiasi strada esiste nella vita, ma non quella di uccidere vostro figlio e voi stesse. È un errore irreparabile! Nonostante tutti vi dicano che è la strada più semplice, vi garantisco che dopo sentirete che vi manca il respiro quando incontrerete una donna con il pancione, quando vedrete gli occhi di un bambino…

Non si può evitare tutto questo perché a che altro serve mai questa vita per una mamma se non per accogliere i figli che Dio vuole donarle? A niente, ve lo assicuro, se non vivere queste emozioni grandi che sono l’unica cosa vera e pulita e sincera che sono rimaste.

Non so quanto riuscirò a sostenere questa lotta, perché il pensiero del suicidio è frequente nelle donne che hanno fatto il mio stesso errore. Ma sono sicura che vale la pena di scrivere la mia esperienza, non per sfogo, non per compassione, ma per dirvi come sarà la vostra vita se sceglierete di fare una cosa così abominevole. Qualcuno la vivrà con spensieratezza, o è quello che darà a vedere, ma non è un gesto spensierato per nulla, non può esserlo per nessuno. Non fatelo mai, non sporcatevi le mani di sangue, decidete di avere coraggio. Avere vostro figlio tra le braccia vi salverà la vita.

E tu amore di mamma, aspettami, io ti penso in ogni istante della giornata, e sempre di più vorrei essere lì con te. Ti prego perdonami. Se puoi. E prega per me.

di Anonima

Fonte: http://www.bastabugie.it



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