“L’eros non è il male ma non deve mai essere in contrasto con la procreazione”

Il cardinale Raymond Leo Burke, canonista statunitense, autore de La santa Eucaristia sacramento di Carità (Cantagalli), ritiene che “l’unica chiave giusta per interpretare Amoris laetitia sia “la costante dottrina e disciplina della Chiesa per quanto riguarda il matrimonio”.

“Amoris laetitia non ha lo scopo di cambiare la pastorale della Chiesa per quanto riguarda quelli che vivono in una unione irregolare, ma di applicare fedelmente la pastorale costante della Chiesa, quale espressione fedele della pastorale di Cristo stesso, nel contesto della cultura odierna”.

Papa Francesco ricorda “Evangelii gaudium” che dice che la comunione non è un premio per i perfetti. Come interpreta questa frase?

“La comunione non è un premio per i perfetti nel senso che nessun uomo è degno del dono della vita propria del Dio Figlio incarnato offerta nel sacrificio eucaristico. Per questa ragione, prima di ricevere la comunione preghiamo: “O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma dì soltanto una parola e io sarò salvato.” Ma, allo stesso tempo, come anche esprime la preghiera, per accedere alla comunione dobbiamo essere rettamente disposti, cioè pentiti ed assolti dei nostri peccati con la risoluzione di non peccare più. Dobbiamo essere sulla via di perfezione, come il Signore stesso ci insegna nel Discorso sulla Montagna: “Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste””.

Francesco ricorda che il sesso non è un male ma un dono di Dio. Cosa pensa in merito?

“È chiaro che il sesso è un dono di Dio come Dio stesso rivela nel Libro della Genesi. Il sesso è integro alla nostra identità personale. Il male negli atti sessuali viene dal cuore dell’uomo che non rispetta la sua propria natura ma utilizza il dono del sesso in un modo che contraddice il buono e giusto ordine della creazione. Il Signore ci insegna questo nel Vangelo secondo Matteo”.

Schönborn ha detto che la dottrina è sempre stata rinnovata nella Chiesa. Ha citato Giovanni Paolo II che legò l’amore fra uomo e donna all’immagine di Dio. Lei è difensore del rito antico e critico verso le novità del Concilio. Non ritiene la sua visione figlia di una Chiesa impaurita e che vede nel mondo sempre e soltanto un nemico?

“Non commento sull’affermazione del cardinale Schönborn, che merita una accurata e profonda risposta, ma rispondo alla sua domanda. Io ho fatto tutti i miei studi teologici in base agli insegnamenti del Concilio e mi riferisco ai testi del Concilio. Quello che io critico non è l’insegnamento del Concilio ma la manipolazione di quell’insegnamento per avanzare idee e proposte, secondo il cosiddetto “Spirito del Concilio”, che non hanno niente a che fare con l’insegnamento del Concilio e spesso lo contraddicono. Come mai la Chiesa possa essere impaurita quando è il Corpo Mistico di Cristo che è solo la nostra salvezza? La Chiesa non vede il mondo come il nemico. Infatti, la Chiesa deve lavorare giorno per giorno a servire il mondo, trasformandolo secondo il disegno eterno di Dio e così servendo il bene comune, la pace nel mondo che è il frutto della giustizia. Il nemico è il secolarismo, la visione mondana del mondo che esclude Dio ed è infatti ostile a Lui e al Suo disegno”.

Il Sinodo è stato descritto come un momento di confronto fra due anime della Chiesa. Lei è stato più volte inserito fra i cosiddetti conservatori e antagonisti alle riforme. Si sente tale?

“Rifiuto di essere classificato come membro di un partito nella Chiesa. Vorrei essere soltanto un buon cattolico, un fedele sacerdote. Con tutti i miei difetti, ho provato sempre di avanzare la vera riforma della Chiesa, secondo il magistero. È infatti una prospettiva mondana, che è entrata nella Chiesa, che vuol dividere vescovi, sacerdoti e laici in campi politici. La vera prospettiva si trova nel Vangelo quando il Signore ci dichiara: “Io sono la vite, voi i tralci”, o nell’analogia ispirata della Chiesa quale Corpo mistico di Cristo, proposta da san Paolo”.

di Paolo Rodari

Fonte: http://www.repubblica.it



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