L’Epifania oltre l’edulcorazione sentimentale

Il Bambinello di Betlemme è adorato come Re. La sapienza umana dei Magi si prostra davanti a Lui. Le altre culture e religioni attendono dalla religione del Bambino Gesù la loro purificazione.

 

(Nella foto l’Adorazione dei Magi in un affresco della Chiesa di San Valentino presso Siusi, Alto Adige)

La solennità dell’Epifania presenta alcuni aspetti teologici che non sempre emergono dalle omelie dei sacerdoti durante le celebrazioni del giorno e su cui vale forse la pena soffermarsi.

La prima è la Regalità del Bambinello. I Magi sono venuti ad adorarlo come il Re dei Giudei. Ma siccome essi non sono giudei, è chiaro che lo adorano come Re dell’universo, il Re di tutti e di tutto. Questa Regalità di Gesù Bambino non può essere limitata ad un suo significato di edulcorazione spirituale: re dei nostri cuori e cose di questo genere. E’ Re perché è Dio, l’Onnipotente. E’ Re perché è la Sapienza eterna di Dio. E’ Re perché è il Creatore dell’universo. E’ Re perché è il Salvarore, il ri-creatore dell’universo ferito dal peccato originale e perché è il Giudice giusto e misericordioso. Ed infatti proprio in questa solennità viene proclamata la data della Pasqua. Bisogna quindi evitare i sentimentalismi sdolcinati.

I Magi rappresentano la ragione umana, la filosofia, la scienza, la sapienza e la saggezza naturali. Nel Bambinello, quindi, la verità umana incontra il Logos di Dio, il Bambino Gesù, e vi si prostra davanti in adorazione. In questo modo la ragione umana vede nel Logos Bambino la sua origine e la sua misura e nella Fede in Lui vede la propria ultima verità. Se la ragione umana non si inginocchia davanti al Logos perde se stessa e si affloscia nella propria povertà, creduta erroneamente una ricchezza.

I Magi vengono da Oriente, appartengono ad altre culture e ad altre religioni. Come si rapportano le altre culture e le altre religioni alla religione del Bambinello di Betlemme? Vi si inginocchiano davanti. Il cristianesimo è una religione che accoglie tutte le culture, ma non le lascia così come sono. Dialoga con tutte le religioni ma non per lasciarle così come sono. Tutte le culture e tutte le religioni prefigurano inadeguatamente la religione vera che il Bambino Gesù è venuto a manifestare. Tutte le culture e tutte le religioni inconsciamente lo attendono per essere purificate e per trovare la verità che in esse pure c’è – in varia misura – ma che bisogna separare dall’errore, come la farina dalla pula. L’Epifania non è la festa delle cultura e delle religioni, è l’avvento della religione vera che tutte le purifica.



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