Legge sulle DAT: il Senatore Russo sbaglia il tiro

Un medico interviene sulla lettera pubblicata dal senatore Francesco Russo: i soliti vecchi argomenti dei cattolici adulti.

di Stefano Martnolli

«Sono cattolico e ho votato in piena coscienza la legge sul biotestamento»: è l’inizio di una lunga lettera su Facebook  pubblicata lunedì scorso dal sen. Francesco Russo, in cui argomentava le sue ragioni a favore della Legge. Il senatore ha poi polemizzato contro un articolo, scritto da Amedeo Rossetti e pubblicato sul settimanale diocesano Vita Nuova, affermando che «la maggioranza degli italiani non la pensa così. Ma sarebbe una risposta insufficiente per chi crede di essere autorizzato a giudicare senza alcun beneficio del dubbio l’altrui coerenza morale, valutando senza appello e in modo assolutamente definitivo il confine fra bene e male». Per concludere ha richiamato una frase del prof. Francesco D’Agostino e una nota dei gruppi di lavoro della rivista dei gesuiti «Aggiornamenti Sociali» che sostengono la ragionevolezza delle sue posizioni.

Ho pubblicato in passato su Vita Nuova numerosi articoli, tutti rigorosamente motivati e con ampia documentazione scientifica, riguardanti la questione del fine vita, dell’eutanasia e delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). E’ ampiamente dimostrato che – come si evince dalle esperienze dei vari Paesi in cui queste Leggi sono state approvate – il passaggio dalle DAT, testamento biologico, ecc all’eutanasia è rapido e quasi «naturale». Una volta aperta quella porta, si entra in una dimensione disumana che tiene conto solo di un’astratta qualità di vita, di ipotetici desideri dei pazienti e di un generico «diritto a scegliere». La Letteratura medica internazionale sta dimostrando che solo una cultura della solidarietà e della «valorizzazione» della malattia e della morte, portano ad una «cura reale e non ideologica», anche quando, dal punto di vista squisitamente terapeutico, non vi è più nulla da fare.

La Legge recentemente approvata nel nostro Paese, va invece nella direzione opposta e il rischio concreto è quello di un inevitabile «abbandono terapeutico».  Al di là dei grossolani errori formali e giuridici della Legge, in cui si osservano numerose carenze non solo concettuali ma soprattutto scientifiche, è evidente che l’intenzione è quella di rispondere al problema di un’Europa con tassi di natalità preoccupanti, di una popolazione sempre più anziana ed improduttiva e di elevati costi di gestione della Sanità. Non tiriamo in ballo la questione della libertà di scelta, «cari amici» politici ! I pazienti dipendono da noi, dal clima di accoglienza che siamo in grado di costruire, dall’educazione alla malattia e alla morte!

Leggendo i vari interventi su Facebook, in risposta al senatore Russo, emergono alcuni aspetti interessanti:

  • L’errore storico di un certo ambiente politico (e di certi cattolici) è quello di pensare di avere dalla propria parte la verità e di essere moralmente superiori agli altri. Con queste premesse è logico ritenere che ogni argomentazione, ogni confronto possa risultare inutile e infruttuoso;
  • I sostenitori delle DAT ritengono che chi non sia d’accordo con loro «è meglio che se ne vada», facendo riferimento alle numerose strutture sanitarie cattoliche che si troverebbero in seria difficoltà al dover applicare questa Legge; emerge così quell’intransigenza e quel totalitarismo ideologico che mi ricordano una certa Rivoluzione d’ottobre (con milioni di morti) e un certo leader tedesco che voleva creare la razza perfetta e conquistare il mondo;
  • Le argomentazioni del sen. Russo sarebbero sostenute dalla maggioranza degli italiani. Peccato però che si tratta dell’ennesima «fake news» ovvero della trasfigurazione della realtà, avvallata e amplificata dalla maggioranza dei mass media; il popolo italiano in genere o non si sente coinvolto da queste problematiche o, se consultato, ritiene di avere ancora voglia di vivere e di combattere fino alla fine, senza che i rappresentanti della Legge, della politica e di gruppi ideologici entrino nella loro privacy; auguro un buon lavoro a questi rappresentanti che dovranno realizzare un completo lavaggio del cervello per «educare» un intero popolo, ancora incivile e non al passo con i tempi !
  • Ulteriore osservazione: i sostenitori delle DAT ritengono che la battaglia sia di carattere «religioso». Chi è contrario a questa Legge deve essere per forza un «cattolico integralista, che vive nella fantasia, conta sempre meno, vuole imporre la sua visione delle cose, è oltranzista e oscurantista». Peccato però che ragionevolezza umana, che porta ad opporsi ad una Legge cosi antiumana, non abbia etichetta di cattolico o altro. Vogliono forse costoro organizzare le «nuove Crociate»?
  • Ultima precisazione: perché non è stato consultato chi, come me (sono medico chirurgo), lavora quotidianamente a contatto con la malattia e la morte? Si potevano, con ogni probabilità, individuare altri aspetti maggiormente prioritari. Forse costoro temevano di ricevere da parte nostra (operatori sanitari in generale) risposte o proposte scomode, non gradite, «politicamente scorrette»?
  • Dott. Stefano Martinolli


3 commenti su “Legge sulle DAT: il Senatore Russo sbaglia il tiro

  1. Margherita Canale ha detto:

    grazie! Aggiungo soltanto che vari esperti, del settore medico e scentifico, sono stati convocati per audizioni al senato, si sono dimostrati in larghissima maggioranza contrari a questa legge e, nonostante ciò, la legge è stata approvata….

    1. Elisabetta Chiudina-Piaceri ha detto:

      … Per questo, cara Margherita, sono convinta che ormai viviamo da anni in dittatura: il popolo può dire ciò che vuole, ma sono i poltronai che ci governano e che non ci rappresentano più ad imporre i loro diktat a colpi di leggi … che definirei illegali, oltre che immorali…
      Come possiamo guarire da questa metastasi spirituale, sociale e politica che ha ridotto gli italiani ad accontentarsi di “panem et circenses” , anestetizzando piano piano le coscienze?
      Che lo Spirito Santo ci ispiri!…

  2. Serena ha detto:

    Ringrazio il dott Martinolli perla sua analisi. Credo che molti cattolici hanno perso la possibilità di difendere nel corso degli anni alcuni principi non negoziabili. Sono davvero cattolici? Quale vero cattolico scende a compromessi con il male? La questione è semplice,nel Vangelo ci sono tutte le risposte che cerchiamo e le istruzioni necessarie. Di facile consultazione il catechismo della chiesa cattolica e altri documenti emanati dalla santa Chiesa nel corso dei secoli.

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