Legge 40 addio …

La Corte Costituzionale ha bocciato il divieto dell’inseminazione eterologa previsto dalla legge 40. Dopo i giudici anche la Consulta smantella la legge votata dal Parlamento. Una decisione “sconcertante”.

La legge 40 è quella che disciplina la fecondazione artificiale. Per ogni uomo dotato di ragione e per i cattolici in particolare è una legge sbagliata. E siccome, come diceva San Tommaso, una legge sbagliata non è una legge in quanto crea disordine mentre dovrebbe creare ordine, per noi la legge 40 non è una legge. Gli amanti del “male minore” vi vedevano comunque un limite al peggio. In altri Paesi la procreazione artificiale avviene in modo selvaggio: banche di ovociti e sperma, sei genitori tra biologici e sociali, contrattazione in internet, distruzione di embrioni umani a fondo perduto e così via. Qui da noi, almeno – così molti dicevano – non si possono produrre più di tre embrioni, è possibile solo l’omologa cioè interna alla coppia senza acquisire ovocivi o sperma da una terza persona, è vietata la diagnosi preimpianto che di solito si fa per eliminare gli embrioni umani “difettosi”. C’era anche stato un referendum popolare, perché qualcuno voleva ampliare le possibilità permesse dalla legge 40, ma la stragrande maggioranza degli italiani non è andata alle urne e il quorum è saltato. Poi, purtroppo, si sono messi all’opera i giudici che hanno ormai sostituito il Parlamento: le leggi le fanno loro.  A cominciare da quel giudice di Cagliari che con una sentenza ha permesso l’analisi preimpianto.  In tutti questi anni la legge 40 è stata sgretolata dai giudici. Il caso più recente è stato quella della coppia che è ricorsa alla fecondazione artificiale, compreso utero in affitto, in India e il giudice italiano non l’ha perseguita per alterazione di stato ma solo per falsa dichiarazione, dato che i “genitori” avevano dichiarato che il bimbo era loro e avevano chiesto la trasmissione dell’atto di nascita tramite l’ambasciata. Da questo punto di vista ormai i giudici sono un pericolo.

Ora la Consulta sentenzia che il divieto dell’eterologa è sbagliato. Vedremo nella motivazione il perché. Certo che si tratta di un colpo di piccone alla legge 40. Il settimanale Tempi aveva spiegato che la fecondazione eterologa è un business da  21 miliardi di dollari e che nella sola Inghilterra vengono distrutti 3000 embrioni umani a settimana. La Pontificia Accademia per la Vita ha dichiarato che la sentenza della  Corte costituzionale italiana genera sconcerto. Siamo d’accordo.



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