Le UTI della Regione Friuli Venezia Giulia: dopo il referendum sono un bel problemone politico

Le province ci sono o non ci sono? E delle UTI cosa ne sarà? Perché in Regione tutti tacciono?

Una intera pagina del numero di Vita Nuova in edicola venerdì 16 dicembre è dedicata al problema: cosa succede alle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI) nella regione Friuli Venezia Giulia? Il referendum infatti ha bocciato la eliminazione delle province. Le cose sono complicate per tutte le regioni, ma qui da noi di più, perché per essere più realisti del re, non solo si sono abolite le province e non solo congelate ma si è anche andati avanti a sostituirle, appunto, con le UTI, tra mille resistenze, polemiche, minacce e forzature.

La legge Delrio aveva “congelato” le province nelle regioni ordinarie in attesa della riforma costituzionale, che però non è venuta. Tutto è fermo in mezzo al guado. Nelle altre regioni le province ci sono ancora formalmente, i presidenti di provincia secondo la legge Delrio sono eletti dai sindaci del territorio di appartenenza. In Friuli Venezia Giulia invece non ci sono più. Inoltre i soldi non sono più arrivati e tutto è bloccato. Si ritiene che un decreto del governo faccia arrivare le risorse, ma ci si chiede: le province ci sono o non ci sono? E delle UTI cosa ne sarà? Perché in Regione tutti tacciono?

Assurdo, direte voi. Assurdo, diciamo anche noi. Anche perché è plausibile che la valanga di No che ha caratterizzato il voto referendario in Friuli Venezia Giulia sia stata anche motivata dalla generale insoddisfazione delle UTI, delimitate a tavolino e senza riguardo per la storia e nemmeno per la geografia.

Ma per il proseguo della storia leggete a pagina 13 del numero di Vita Nuova in edicola.



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