Le sigle Lgbt attaccano la Chiesa dall’interno

Chi c’è dietro il Catholics United Education Fund di Denver, Colorado? La quasi totalità del suo budget 2012 (100 mila dollari rispetto ad un totale di 111.819) è giunto dalla Gill Foundation, che, tra i propri progetti, ha anche il Fondo Gay & Lesbian, il cui scopo è quello di finanziare qualsiasi attività possa promuovere […]

Chi c’è dietro il Catholics United Education Fund di Denver, Colorado? La quasi totalità del suo budget 2012 (100 mila dollari rispetto ad un totale di 111.819) è giunto dalla Gill Foundation, che, tra i propri progetti, ha anche il Fondo Gay & Lesbian, il cui scopo è quello di finanziare qualsiasi attività possa promuovere l’ideologia gender e cioè associazioni, scuole, media, studi legali, ma anche realtà in ambito scientifico, tecnologico, sanitario, politico e amministrativo. Tale Fondazione è stata istituita dal miliardario Tim Gill, che, oltre ad essere un facoltoso imprenditore, è anche un convinto attivista Lgbt. Lui stesso si è “sposato” con un uomo nel 2009, in Massachusetts.

In vista del Sinodo

Il Catholics United Education Fund, di cattolico ovvero di corrispondente all’insegnamento della Chiesa – Sacra Scrittura, Magistero, Tradizione -, non ha nulla. Sorto nel 2005, ha sostenuto attivamente l’amministrazione Obama, influendo in molte nomine ed in molte scelte, specie quelle in aperto contrasto con la Dottrina cristiana, come nel caso dell’incarico di Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti affidato alla progressista Kathleen Gilligan Sebelius, nota e convinta promotrice della contraccezione e dell’aborto, tanto da indurre prima l’Arcivescovo di Kansas City, mons. Joseph Fred Naumann, e poi, nel 2009, l’allora Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Card. Raymond Leo Burke, a vietarle di ricevere la Santa Comunione, in quanto, «dopo ammonizione pastorale, persiste ostinatamente in peccato grave». Il Catholics United Education Fund è soltanto una delle – purtroppo – tante sigle create e generosamente foraggiate allo scopo di condizionare ed orientare dall’interno le frange più “sensibili” del mondo ecclesiale verso l’agenda Lgbt. I loro sforzi si sono intensificati in occasione dello scorso e del prossimo Sinodo.

Soldi a pioggia con la Chiesa nel mirino

Tutte queste realtà sono state aggregate nel 2006 dalla Gill Foundation nel Mouvement Advancement Project, un maxi-assembramento di gruppi Lgbt, specificamente intenti a promuovere la propria ideologia presso le diverse confessioni cristiane del Nord-America, tentando di smorzare qualsiasi opposizione e di spegnere qualsiasi voce contraria al loro interno, infiltrandosi anche nei seminari, presso il clero e nei media cattolici.

Il rapporto annuale 2006 della Gill Foundation indica anche una sua collaborazione con la Fondazione Arcus, fondata da un altro miliardario ed attivista Lgbt, Jon Stryker, per erogare cifre impressionanti ad altre sigle “cristiane” – come Dignity Usa, New Ways Ministry, Women’s Alliance for Theology, Ethics and Ritual – pronte a far proprie le convinzioni omosessuali più spinte, benché in aperto contrasto con la Sacra Scrittura e con la retta Dottrina. Da tener presente come la Fondazione Arcus risulti anche partner del Dipartimento di Stato americano con un preciso compito, per promuovere cioè presso governi, enti ed imprese i «diritti di lesbiche, gay, bisexual e transgender in tutto il mondo». Questo è, oggi, l’amministrazione Obama.

Il prof. John Grabowski, docente di Teologia morale presso l’Università Cattolica degli Stati Uniti, a Washington, ha denunciato come tutte queste iniziative, finalizzate a quella che viene chiamata l’«eguaglianza sacramentale», in realtà mostrino di non comprendere affatto «il significato e la natura della Chiesa», oltre a misconoscere «i Sacramenti». Secondo quanto riferito dall’agenzia Médias-Presse-Info, che dedica grande spazio all’argomento, lo scorso 5 luglio Dignity Usa ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione per chiedere che, nella Chiesa Cattolica, vi sia «pieno accesso al matrimonio ed all’ordinazione» anche per gli omosessuali. Il Congresso annuale di tale organizzazione, svoltosi a Seattle, ha adottato una risoluzione, in cui si chiede che «tutti i Sacramenti vengano amministrati indipendentemente dall’identità di genere, dall’orientamento sessuale o dalle relazioni delle persone che li chiedono», come se si trattasse dell’erogazione di un qualsiasi servizio pubblico ed a prescindere da qualsiasi valutazione morale circa la dignità o meno dei candidati! Sulla stessa linea si pone anche un’altra sigla, New Ways Ministry. Entrambe queste organizzazioni fanno parte della Coalition Equally Blessed. Tra i loro finanziatori figurano realtà come la citata Fondazione Arcus, che ha erogato ben 200 mila dollari per la loro attività.

Di nuovo minacce legali

Secondo il prof. Grabowski, la loro posizione è però assolutamente «deprecabile», in quanto si ostina a non tener in alcun conto come il matrimonio sia stato istituito da Dio e come nessuno possa pertanto riconfigurarlo o ridefinirlo.

Ad alzare il tiro è tuttavia Alliance Defending Freedom: il suo consulente legale, Elk Stanley, ha preannunciato battaglie legali e minacciato il ricorso alla magistratura ogniqualvolta si verificassero casi di discriminazione sui luoghi di lavoro. E’ evidente l’avvertimento lanciato a chi – come le scuole o le cliniche cattoliche – non possa permettersi di avere del personale, che agisca in contrasto con la Dottrina cattolica. Forti dei soldi ricevuti dalle Fondazioni citate, tali organizzazioni Lgbt possono senza particolari scrupoli strozzare chi vogliano, con la complicità di leggi a loro favorevoli e di giudici compiacenti.

Questi sono i fatti. Il resto sono solo chiacchiere. E sarebbe bene che di questi fatti si tenesse conto. Anche al prossimo Sinodo

Fonte: http://www.nocristianofobia.org



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