L’assessore Grim si ritira, ma non spiega perché

La decisione dell’assessore Grim di ridurre da 11 a 2 i giochi del progetto “Il Gioco del Rispetto” non si spiega. E infatti non è stata spiegata.

Tra le molte cose che non ho capito del comportamento dell’amministrazione comunale di Trieste a proposito della questione del “Gioco del Rispetto” c’è anche la decisione dell’assessore Grim di non realizzare tutto il progetto ma solo 2 giochi su 11. Tra tutti gli aspetti del problema, questo è stato alla fine quello più trascurato. E invece è il più importante.

L’Assessore Grim aveva già dichiarato di voler ridurre l’implementazione del progetto da 11 a 2 giochi ben prima della famosa assemblea dei genitori dell’11 marzo scorso, avendolo essa stessa dichiarato su Il Piccolo. Quindi questa non è stata una decisione emersa da quella assemblea.

Assemblea che – si badi bene – era stata convocata per decidere il già deciso. La Vicesindaco stessa aveva dichiarato che già da dicembre era partita la formazione degli insegnanti. Ossia che il progetto era partito. L’assemblea è stata convocata dopo lo scoppio della questione e non prima. Per di più dopo anche la decisione del Comune di ridurre da 11 a 2 i punti da implementare.

Ma torniamo all’assessore Grim. Perché ha ridotto da 11 a 2 i giochi da realizzare? Il Comune crede nel progetto (così è stato detto), il patto educativo con le famiglie non fa una piega (ciò pure è stato detto), l’assessore conosce bene il progetto (è ovvio, è l’assessore competente!), lo ha letto parola per parola, lo ha condiviso, ci ha messo la faccia impegnando il suo assessorato, ha esaminato le possibili controindicazioni, … e allora perché non lo ha difeso fino in fondo? Perché non ha detto: nossignori, so quello che faccio, non mi tiro indietro da decisioni prese con consapevolezza politica: il progetto va avanti, checché se ne dica. Questo avrebbe dovuto fare, se per lei nei 9 punti cassati non c’era niente di male.

Oppure anche lei ha visto che qualcosa non andava in quei nove punti? Allora Amedeo Rossetti aveva ragione, allora gli esperti che affermano che il progetto è privo di scientificità hanno ragione, allora l’impianto generale del progetto (9 su 11 non sono una inezia) fa acqua e per questo il Comune si ritira. Non molla perché deve salvare la faccia, ma si ritira.

Come si vede l’atteggiamento dell’assessore Grim non si spiega e infatti non è stato spiegato. Il principio di non contraddizione vale ancora: o nei 9 giochi cassati non c’era niente di male e allora non dovevano essere cassati; o c’era qualcosa di male e allora approvare il progetto è stato un errore. Tertium non datur. Nel primo caso l’assessore doveva insistere per la realizzazione di tutto il progetto, nel secondo caso doveva ritirare tutto il progetto.



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