La teoria del gender è l’«espressione di una frustrazione e di una rassegnazione»

Papa Francesco ha cominciato un ciclo di catechesi sulla famiglia riflettendo sul tema “Maschio e Femmina”, durante la consueta Udienza del mercoledì (15 aprile). È tornato anche a parlare della «teoria del gender», che aveva precedentemente definito (il 22 marzo scorso) «uno sbaglio della mente umana, che fa tanta confusione». Nell’Udienza odierna il Santo Padre […]

Papa Francesco ha cominciato un ciclo di catechesi sulla famiglia riflettendo sul tema “Maschio e Femmina”, durante la consueta Udienza del mercoledì (15 aprile).
È tornato anche a parlare della «teoria del gender», che aveva precedentemente definito (il 22 marzo scorso) «uno sbaglio della mente umana, che fa tanta confusione». Nell’Udienza odierna il Santo Padre si è domandato se la «cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale, perché non sa più confrontarsi con essa».
E ha risposto che, in effetti, con una teoria di questo tipo «rischiamo di fare un passo indietro». Infatti – ha osservato – «la rimozione della differenza è il problema, non la soluzione». Papa Francesco, nella catechesi odierna, si è proprio soffermato sulla «differenza» tra Maschio e Femmina, sottolineandone l’aspetto di «complementarità», che pone l’uomo e la donna «al vertice della creazione divina».
La differenza tra i sessi non è dunque qualcosa di cui disfarsi, ma corrisponde al «capolavoro» di Dio, il quale creò l’essere umano «a immagine di Dio: maschio e femmina li creò», come dice il Libro biblico della Genesi (1, 27). L’uomo fu creato nella differenza sessuale maschile-femminile in quanto «immagine e somiglianza di Dio»: non solo l’uomo, né solo la donna, ma – dice il Papa – «come coppia, sono immagine di Dio». La differenza tra uomo e donna, inoltre, «non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio».
Maschio e Femmina, allora, sono presentati come uniti nella differenza, nella fecondità, complementari, in grado di crescere nell’armonia, arricchendosi reciprocamente mediante l’affetto, la fede o il lavoro. Pertanto, «con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita». Per tutti e «non solo per i credenti» – aggiunge – «il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria».
Si prospetta, allora, un’«alleanza» tra i due sessi, il cui fallimento genera una crisi – come del resto ha generato la crisi attuale – che vede nascere una situazione di «divisione e conflitto tra uomo e donna». La crisi si combatte nel valorizzare le capacità specifiche maschili e femminili. In particolare andrebbe riconosciuta la validità del «genio femminile», in un quadro di rafforzamento della «reciprocità», poiché «la comunione con Dio si riflette nella comunione della coppia umana e la perdita della fiducia nel Padre celeste genera divisione e conflitto» tra maschi e femmine.
È insomma solo nella riscoperta della «bellezza del disegno creatore» – sostiene Papa Francesco – che si possono superare le crisi, perché tale disegno «inscrive l’immagine di Dio anche nell’alleanza tra l’uomo e la donna», l’unica che possa restituire l’armonia al mondo.



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