La stella cometa dell’Ursus. Messaggio dell’Arcivescovo per il Santo Natale

L’Arcivescovo, in questo suo Messaggio alla diocesi, trae ispirazione dalla significativa presenza nel cielo triestino della luminosissima stella cometa collocata in cima all’Ursus per richiamare i fedeli alla realtà commovente del Santo Natale.

Carissimi fratelli e sorelle,

 

  1. in questi giorni che precedono il Natale, il cielo della nostra città di Trieste è dominato da una luminosissima stella cometa collocata in cima all’Ursus. È uno spettacolo bellissimo che richiama tutti a riflettere su quello che significa. La stella cometa ci ricorda, in primo luogo, la nascita di Gesù, vero Dio fattosi uomo per manifestarci e parteciparci l’amore del Padre celeste. Quella cometa ci dice che, con la sua nascita, il Signore è anche luce che illumina le nostre vite, spesso vissute nel buio tenebroso del peccato e dell’egoismo. La stella luminosa dell’Ursus è quindi messaggera di un’altra gioiosa notizia: Gesù, quel bambino che nasce a Betlemme da Maria, è la nostra speranza di vita e la nostra pace. La stella cometa è, per Trieste, come l’angelo che, quando nacque Gesù, portò ai pastori il seguente annuncio: «Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama» (Lc 2, 10-14).
  2. La stella cometa collocata in cima all’Ursus, con il suo messaggio cristiano di amore e di speranza, ci dice soprattutto che al centro delle festività natalizie c’è Gesù. Le feste sarebbero come una scatola vuota e inutile se non venissero vissute con la necessaria apertura del nostro cuore e delle nostre vite ad accogliere il Festeggiato, Gesù Cristo Salvatore e Redentore dell’uomo.  Oltre la luce della stella cometa dell’Ursus, purtroppo a Trieste brillano anche altre luci, spesso ingannevoli e degradanti. Mi riferisco a quelle che irretiscono la gioventù con l’offerta della droga e dell’alcool; a quelle del denaro subito e tanto, ricercato attraverso le scorciatoie che disdegnano le strade del lavoro onesto; a quelle rappresentate dalle macchinette del gioco d’azzardo – in crescita pericolosa – che alimentano povertà morale e materiale, che minano le relazioni familiari e amicali, seminando solitudine, dipendenza e disperazione.  A queste luci di morte, Trieste sappia contrapporre la luce dell’Astro del ciel, del Bambino di Betlemme.

3.         Allora tutti siamo invitati a guardare la stella cometa dell’Ursus con occhi pieni di meraviglia e di stupore per lo straordinario messaggio che ci manda. Nascerà così spontaneo e vero l’augurio di un Natale sereno e pieno di speranza e di amore. Un augurio che vogliamo fare tutti insieme ai bambini che, con la loro stessa vita, del Natale sono i primi e i privilegiati destinatari; un augurio di fiducia alle nostre famiglie e ai giovani, spesso travagliati dal drammatico problema della mancanza di lavoro; un augurio di serenità alle persone in malattia e alle molte persone anziane che spesso vivono come in un tunnel lungo e oscuro; un augurio di amorosa prossimità a chi è solo e con il cuore vuoto di senso, a chi è escluso, a chi soffre l’emarginazione, a chi è nel bisogno estremo della solidarietà del prossimo; un augurio di pace alla nostra città di Trieste affinché ritrovi le strade dell’amicizia civile e dello sviluppo; un augurio di buon Natale a tutti, nel nome di Gesù bambino!

+ Giampaolo Crepaldi



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